La rubrica meno letta? La mia! Self Publishing

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Bentrovati alla rubrica meno letta, la mia ovviamente.

Nei giorni scorsi, girando diversi gruppi letterari su Facebook, ho letto alcuni post in cui si discriminavano gli autori che scelgono il Self publishing, tanto da sentire “book blogger” bacchettarli, citandoli come autori sfigati, sgrammaticati, e impossibili da recensire.

Cosa alquanto triste, e dopo aver letto alcune loro recensioni… mi è scappato un sorriso.

Oggi mi sento di difendere la categoria degli “sfigati che pubblicano con i self”, dato che da molti anni, per scelta, lo faccio anche io; ma la qualità di un autore si valuta davvero solo dal marchio editoriale che lo rappresenta?

O occorrerebbe andare oltre a tali luoghi comuni che vedono “veri scrittori” chi pubblica con una grande casa editrice e sottovalutano i tanti bravi scrittori che prediligono una via, diciamolo, più onesta e chiara come il self publishing?

Nel self in Italia se la giocano due grandi nomi: Amazon Kdp e Youcanprint; da un lato Youcanprint ha molti servizi a pagamento, ma non obbligatori, ma la sua diffusione sul mercato è più ampia, il libro è acquistabile in tutti gli store online, cosa che con Amazon non è fattibile, seppur dobbiamo anche dire che il costo di stampa con Amazon, sia a colori che in bianco e nero, è molto più basso e non ci sono costi legali.

E cosa non da poco è molto più celere nei pagamenti delle royalties, che salda ogni mese sul vostro conto corrente, senza ulteriori passaggi. Youcanprint invece dà più opzioni: la prima di scalare i guadagni prendendo copie dei vostri libri, oppure richiedere il pagamento con un iter abbastanza complesso, questo è l’unico punto che evidenzio negativo per questo Self publishing.

Ma a parte il lato pratico della stampa, vorrei soffermarmi sulla categoria: autori self.

Se qualcuno si illude che il proprio testo venga scelto da una Casa editrice medio grande, e a pagamento, per il talento visto nella sua scrittura… Sbaglia! Questo può avvenire solo da Case editrici non a pagamento che puntano sull’ autore e investono sul suo libro. Ahimè sempre più rare da trovare.

La maggior parte delle grandi o medie case editrici chiedono un supporto economico non indifferente al malcapitato autore, che spacciano sottoforma di acquisto copie scontate.

Detto questo voglio riflettere con voi su chi, come me, sceglie il self publishing, ci sono diversi motivi che spingono un autore ad auto pubblicarsi, e non sempre è per il fatto di non avere proposte editoriali o essere una schiappa nella scrittura,  spesso sono le esperienze già fatte con Case editrici che spingono a non rifarle, e il  poter gestire il proprio  lavoro, avere chiare le vendite, i guadagni, e decidere in prima persona della propria opera è sempre una buona soluzione.

Se solo si comprendesse che non sempre un prodotto di marca indica qualità… Siamo abituati ad acquistare il marchio, e non il vero prodotto, senza mai tenere conto di cosa andiamo realmente a mangiare, bere, o in questo caso a leggere…

Lo facciamo ogni giorno grazie alla pubblicità che ci spinge a portare nelle nostre case il caffè di marca, i biscotti più noti e anche i libri più venduti, ma questo non significa che berremo un buon caffè di qualità, mangeremo biscotti salutari, o leggeremo un libro di un grande scrittore.

Per questo consiglio agli amici lettori, ma anche ai “book blogger” che si espongono nel campo delle recensioni, prima di decidere se un libro è di qualità o meno, dovrebbero leggerlo.

Spesso un bel marchio editoriale sulla copertina di un libro luccica di successo, ma il testo non sempre illumina…

Alla prossima.

Monica Pasero