La rubrica meno letta? La mia! Promozione.

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Bentrovati alla rubrica meno letta, la mia ovviamente.

Il mio nuovo libro è uscito da un mese… e nessuno se lo fila… Il mio caporedattore mi ha detto che senza una buona promozione non ho alcuna chance… e questa volta concordo con lui.

E state sereni questa settimana non parleremo delle mie paturnie di scrittrice mancata, bensì di PROMOZIONE.

Come promuovere al meglio la nostra attività affinché il nostro lavoro, le nostre opere letterarie o ancor i nostri prodotti possano prendere piede nella mente degli acquirenti, tanto da invogliarli ad acquistare o affidarsi ai nostri servizi? Bene, argomento davvero complesso e molto oscuro ancora per me che, dopo anni che tento di promuovere i miei libri, solo una cosa ho capito: promuoversi costa!

Chi si promuove bene, investe e ha alle spalle già amicizie che possono, in qualche modo, agevolare il suo passaggio da sconosciuto a conosciuto.

“La pubblicità è l’anima del commercio!” è su questa affermazione non posso che essere d’accordo: non è il prodotto in sé che ha valore, ma come lo si promuove! Un buon venditore può venderti qualsiasi cosa, riuscendo a farti credere che non puoi farne a meno e spingendoti con i suoi mantra insistenti, che si s’insinuano nella tua mente ogni giorno, tramite tutti i canali di comunicazione possibili, a divenire talmente inebetito da cercare tal prodotto scegliendolo tra altri, forse di qualità migliore ma non promossi allo stesso modo…

Vi è mai capitato di preferire un biscotto pubblicizzato ad uno simile, buono lo stesso, ma sconosciuto? E perché lo avete scelto? Forse per gli spot in cui gli interpreti sono così felici e sorridenti di gustare quel fragrante biscotto, appena svegli, tuffandolo in una tazza di latte? Che a furia di rivederlo vi siete convinti che non potete non assaggiarlo.

Ebbene, tutti noi abbiamo scelto e provato almeno una volta un prodotto pubblicizzato e solo in seguito, dato che le nostre tasche non sono mai piene, abbiamo dato attenzione al prodotto di sottomarca, sorprendendoci quasi sempre che la differenza è davvero minima, anzi spesso la qualità è pure migliore; solo che uno è un vip della pubblicità, l’altro è uno sconosciuto posto però nello stesso scaffale.

Ecco anche per i libri è la stessa storia, chi scrive lo sa…A differenza che nemmeno sullo stesso scaffale li troviamo…

Solitamente si spinge ad acquistare libri di scrittori già noti, generalmente stranieri, editi da grandi Case editrici, o che hanno vinto premi importanti. Perché nel nostro modo di pensare: chi vince ha qualcosa di meglio, e se ha vinto un premio letterario o il suo libro è stato pubblicato dalla Mondadori o altri nomi illustri del settore editoriale, allora per forza di cose il suo libro sarà meraviglioso, indimenticabile, fantastico…

Accarezzi la copertina “delux” con tanto di biografia e foto  autore… inizi a leggerlo e dopo le prime 4 o 5 pagine ( in cui refusi non mancano, seppur abbiano un fior fiore di editor…) lo riponi nello scaffale delusa, proprio come avviene per  quel nuovo gelato che viene spammato ogni cinque minuti in tv, che costa un botto ma sembra così buono, cremoso, seducente e quando lo assaggi rimpiangi il “pinguino” del discount…

Ecco perché occorrerebbe che questa società divenisse più curiosa, meno schiava della pubblicità e più libera nella sua scelta.

Il denaro è il motore che fa girare il mondo e sappiamo quanto potere abbia, ma ricordiamoci sempre che siamo noi, scegliendo un prodotto anziché un altro, a dargli questo potere.

Promuoversi è l’unico modo a oggi per destare interesse nell’ acquirente, ma l’acquirente, inconsapevolmente, viene pilotato spesso nelle sue scelte perdendosi altre possibilità di scoperta.

Per cui quando decidete d’investire il vostro denaro iniziate a non farvi influenzare. Concludo con questa frase dello sceneggiatore, regista e scrittore Michael Crichton:

“È terribile vivere in un mondo di spot pubblicitari di dieci secondi, dove tutti ti spingono a comprare qualcosa, a fare qualcosa, o a pensare qualcosa. In passato, gli esseri umani non subivano una tale aggressione.

E penso che questi continui attacchi abbiano reso l’uomo eccessivamente arrendevole. Estromessi dall’esperienza diretta, estromessi dai nostri sentimenti e talvolta persino dalle nostre stesse emozioni, assumiamo troppo prontamente il punto di vista offertoci e che non è il nostro.”

Alla prossima.

Monica Pasero