La rubrica meno letta? La mia! Modi di dire

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Bentrovati alla rubrica meno letta, la mia ovviamente.

Vi sono mancata? “Ma manco per niente”, e poi a dirla tutta ho un diavolo per capello, anche il mio caporedattore lo ha notato e mi ha piantata in asso, dicendomi di essere più Zen. Sicuramente ha ragione, ma oggi sono nervosetta…

Per chi come me si propone come correttore bozze, spesso scrivere un post sui Social diventa difficile, visto che viene preso subito di mira, e se per caso si sbaglia…  Apriti cielo!  Ma si sa che trovare il pelo nell’uovo è una pratica molto diffusa da certi utenti Social, che non hanno certo peli sulla lingua e attendono come rapaci un tuo errore, solitamente ortografico, evidentemente convinti che loro siano infallibili… e qui cade a fagiolo dire che vedono la pagliuzza nel tuo occhio, ma non la loro trave

Ma al posto di stare con le mani in mano, non potrebbero migliorare se stessi, anziché criticare il prossimo? Fin qui non ci piove, e io in tutta onestà li manderei a quel paese, ma si sa alla fine della fiera la figura barbina la farei io e non loro… Ma in fondo “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum…”

Ma avete visto quanti modi di dire possiamo utilizzare in un discorso? I modi di dire in alcuni casi hanno radici bibliche, altri derivano dalla letteratura e molti hanno origini popolari. Ma davvero ne conosciamo il significato?

Oggi lo scopriremo leggendo i significati dei modi di dire usati nel mio solito sclero personale.

“HO UN DIAVOLO PER CAPELLO”

Questo modo di dire viene usato per esprimere un particolare stato d’animo: la rabbia. Le sue origini si radicano sia nelle e credenze bibliche che nella letteratura. Nella Bibbia il diavolo è considerato il male per eccellenza, per cui se si hanno in testa tanti diavoli quanti capelli, la rabbia sarà assoluta.

In Letteratura: “La Divina Commedia narra come Dante e Virgilio attraversano il centro del mondo aggrappandosi ai peli di Lucifero, e qui l’immaginazione popolare muta il concetto nel quotidiano invertendo i ruoli: il demonio contraccambia al genere umano “tirando i capelli” a chi si lascia prendere dall’ira.”

PIANTARE IN ASSO

 Secondo la leggenda greca di Teseo e il Minotauro. Teseo dopo essere uscito dal labirinto, avrebbe abbandonato Arianna, la sua amata, lasciandola sola nell’isola greca di Nasso. La parola Nasso con il passare dei secoli ha perso l’iniziale, venendosi così a formare il famoso detto: “lasciare in asso”

ZEN  

Zen è una parola giapponese che significa meditare, pensare. Non è una né una religione né una filosofia ma un vero e proprio stile di vita seguito solitamente dai Buddisti che vivono di meditazione, limitando la vita all’essenziale e scegliendo solo ciò che fa stare bene.

APRITI CIELO!

È un modo di dire che si usa quando si temono conseguenze sfavorevoli in arrivo.L’origine sembrerebbe provenire dal mondo pagano, per cui i cattivi eventi derivavano dalla collera degli dei celesti.

TROVARE IL PELO NELL’ UOVO

 “La frase viene utilizzata, in senso figurato, per indicare una persona estremamente minuziosa e pignola, al limite della pedanteria. L’espressione ha origine dal fatto di voler indicare, appunto, il comportamento di qualcuno alla ricerca di quello che non può esserci, visto che le uova non hanno peli.”

NON AVERE PELI SULLA LINGUA

“Tale modo di dire si attribuisce generalmente a coloro che riescono a parlare liberamente, senza farsi trattenere dalla timidezza, incuranti se le loro parole possono apparire scortesi e polemiche. Metaforicamente il pelo sulla lingua sta ad indicare un ostacolo, un impedimento che non permetterebbe di parlare in modo spedito e fluente. Per questo, chi non ne ha, riesce ad esprimersi senza problemi, ma talvolta senza modulare le parole”  

 CADERE A FAGIOLO

 “Si usa per indicare qualcosa capitata al momento giusto. Il primo riferimento per la sua genesi può essere alla favola inglese “Jack e la pianta di fagioli”. Il giovane protagonista Jack scambia la mucca, unica fonte di guadagno della sua famiglia, con una manciata di fagioli, con grande sgomento della madre che getta i fagioli fuori dalla finestra. Da ciò nascerà poi una pianta su cui il protagonista troverà una gallina dalle uova d’oro. Quella pianta è “caduta a fagiolo”, è nata al momento giusto, nel posto giusto.”

 VEDERE LA PAGLIUZZA NELL’OCCHIO ALTRUI

 Quando si parla dei difetti altrui senza ricordare i propri. Si usa anche per attribuire ad altri i propri difetti L’espressione della pagliuzza deriva da un’espressione evangelica “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo.

STARE CON LE MANI IN MANO

Metaforicamente vuol dire “senza fare niente”

 NON CI PIOVE

“Significa non ci sono dubbi, è una cosa sicura, certa. Probabilmente l’origine di questa espressione si riferisce al fatto che quando siamo al sicuro, sotto un tetto o un riparo, non piove, l’acqua non entra in casa. Quindi quando non ci piove, significa che siamo in un posto sicuro, con poco rischio.”

MANDARE A QUEL PAESE

“Allontanare bruscamente qualcuno, invitarlo a togliersi di torno o anche solo a stare zitto. Usato anche come espressione d’insofferenza nei confronti di qualcuno, oppure per rispondere negativamente a una richiesta o a una proposta. Spesso scherzoso”

 ALLA FINE DELLA FIERA

“Alla fine della fiera è un’espressione che ha lo stesso significato di espressioni quali “in conclusione”, “in ultima analisi”, “in fin dei conti”, “alla fin fine”; la si utilizza quando, appunto, si arriva all’analisi finale di un lavoro, di un’opera, di una determinata situazione o di un certo percorso, per spiegare quali sono stati i risultati  .La frase trae origine dal fatto che i commercianti che partecipano alle fiere espositive, verificano alla fine quali sono stati i loro risultati (guadagni, ordini ricevuti).”

 FARE UNA FIGURA BARBINA

“Fare una figura barbina è un’espressione ricorrente. Certamente, chi la commette non ha lasciato una buona impressione. La parola barbina è usata come diminutivo di barba in senso negativo cioè fatta male. Dove viene usato: per indicare quando una persona ha fatto una brutta figura in una determinazione situazione o quando ha svolto un compito malamente.

 ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM

“Tradotta letteralmente significa “commettere errori è umano, ma perseverare (nell’errore) è diabolico”.

E  si può sbagliare a scrivere un termine, l’importante è accorgersene e rimediare…

Alla Prossima.

Monica Pasero