La rubrica meno letta? La mia! Ma, Anne, Momi, Mama, Mom…

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Bentornati alla rubrica meno letta, la mia ovviamente!

Oggi parleremo di una delle parole più usate e amate al mondo, in ogni cultura, in ogni dove! Da Nord a Sud da Ovest a Est tutti, ma proprio tutti, la conoscono. Ma qual è quella parola che accomuna ogni essere umano di etnia, cultura, religione differente?

In Africa è Ma, in Turchia Anne, in Albania Momi, in Russia Mama, in Inghilterra Mom, in Sudafrica è Umama, in Francia Maman… La risposta è solo una: Mamma!

MA COSA È UNA MAMMA?

Il mio caporedattore a tale affermazione, dopo una grattatina all’orecchio, mi ha guardato male e miagolando ha deciso di dissociarsi da questa mia stupida domanda; sapendolo bene, lui, cosa sia una mamma!

Invece, io non mi sento questa volta di stabilirne un significato preciso; sarebbe semplice dire che la mamma è una donna che genera dal suo grembo una nuova vita; una creatrice di vita! Senza di lei non esisterebbe l’umanità! La mamma è il portale per il proseguimento della specie umana e su questo non ci piove!  Ma io credo che questa parola abbia una definizione ben più ampia e non si fermi solamente alla donna che procrea un figlio, ma soprattutto a chi lo alleva…

In un’antica leggenda si dice che il Signore creò la mamma al sesto giorno, alla fine della creazione. Vedendolo all’opera, un suo angelo scosse la testa e chiese: «Ma sei paia di mani? Non è possibile! E poi tre paia di occhi che gli servono?»  Il Signore sorrise e disse: «Un paio per vedere attraverso le porte chiuse, quando chiede: “Bambini, cosa state combinando lì dentro?” Mentre lei già lo sa! Un altro paio, sul retro della testa, per vedere quello che non dovrebbe vedere ma che già conosce e poi, naturalmente un paio innanzi per vedere il bambino quando fa un pasticcio e consolarlo senza dire una parola.» L’angelo girò intorno al modello della mamma e dubbioso disse: «È troppo molle!» «Ma è resistentissima! Non ti puoi immaginare ciò che può sopportare!»  rispose euforico il Creatore.«Sa pensare?» «Non solo sa pensare, ma sa trovare le soluzioni!»  Alla fine l’angelo si chinò e passò le dita su una guancia della mamma. «Qui c’è una perdita! Te l’avevo detto, stai tentando di mettere troppa roba insieme! »«Non è una perdita», disse il Signore, «è una lacrima ».«A che cosa serve? »«È per la gioia, la tristezza, la delusione, la sofferenza, la solitudine e l’orgoglio.» «Bella!» disse l’angelo. Malinconico, il Creatore rispose: «Sì, ma questa non ce l’ho messa io…»

 Questa particolare leggenda mi fa pensare che la figura della madre sia così colma di caratteristiche che persino il Creatore, in persona, non se ne capaciti… E tra queste righe, vorrei sottolineare, non si definisce la madre per il concepimento in sé, ma per tutto il lavoro che verrà dopo, spesso e volentieri, faticoso e che perdurerà per tutta la sua presenza terrena.

Mi piace pensare che le mamme siano angeli voluti da Dio per prendersi cura dei nuovi venuti,  e qui desidero evidenziare  appunto l’espressione “prendersi cura” che non sempre compete solamente a chi  partorisce;  una mamma non è prettamente la donna che “concepisce”, ma quella che ti alleva, ti ama e ti ospita nel suo cuore, nel suo mondo, quella che, nonostante tutto ciò che si possa dire, c’è! La mamma è quella presenza costante, assidua; quel riparo sicuro dove affogare il tuo dolore e risorgere. È molto più che un grembo fertile che ti porta alla vita!  Vi sono mamme che non procreano, ma generano forza, convinzione e con costanza, amore e devozione ti crescono! Per cui ogni donna può essere mamma, come sia stato generato il figlio non è importante; solo l’amore conta!

Domani in buona parte delle nostre case si festeggerà una mamma o si ricorderà una mamma… Non v’è cuore al mondo che non serba in sé l’amore per una figura “materna” e io auguro a tutte le mamme del mondo, creatrici o meno, di poter trovare nei loro giorni sempre quelle tre paia di mani e quei tre paia d’occhi e soprattutto quella parte magica, divina, che viene dalle loro lacrime realizzate per rendere le madri esseri superiori su questa Terra.

Alla prossima.

Monica Pasero