La rubrica meno letta? La mia! Le aspettative

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Ben trovati alla rubrica meno letta; la mia ovviamente.

Oggi il sole è già alto, sono appena passate le sette e dalla mia finestra voli non identificati sfrecciano a destra e manca, sicuramente sono gli stessi passerotti che stamani alle 6, accompagnati dal loro direttore d’orchestra, (il mio caporedattore, per intenderci), mi hanno buttata giù dal letto. Vivere in campagna è meraviglioso… Ma io ho sonno!  Mi aspettavo di dormire… Comunque sia, tra uno sbadiglio e un caffè fumante, mi sono resa conto che il mio caporedattore attendeva fermo come una statua egizia, miagolante. Aspettava la sua di colazione.

E mi è venuto in mente che tutti noi aspettiamo ogni santo giorno qualcosa; c’è chi aspetta una buona notizia, una telefonata, un cambiamento; c’è chi aspetta un risultato, una chiamata di lavoro, c’è pure chi aspetta un bambino, un amore, una gioia? ( No, quella non aspettatela… quella è come Godot!). Insomma, tutti noi aspettiamo… Per questo oggi io e il mio caporedattore abbiamo deciso di parlare della parola.

ASPETTATIVA

 Ma andiamo a conoscere meglio questo termine: “Aspettativa deriva dal latino: exspectare aspettare, composto di ex fuori e spectare guardare – con un cambio di prefisso.” Il suo significato si può racchiudere in una sola parola “attesa”, ma tutti noi sappiamo quante emozioni ruotano intorno all’ attesa.

Nella parola attesa v’è un mondo, discordante, fatto di entusiasmo e paure.

Le aspettative possono davvero farci soffrire, soprattutto quando gli altri le deludono e quanti di noi, almeno una volta nella loro vita, non sono caduti in questo tranello?  Attendere qualcosa da un’altra persona, non è mai bene! Occorre non avere aspettative sia in amore, sia in amicizia e nel lavoro… Eppure chi non le ha?

Quando pubblico un nuovo libro; la prima cosa che faccio è chiedermi se piacerà e attendo riscontri; dopo tanti anni dovrei aver imparato che alla fine non è quasi mai come le mie entusiastiche aspettative mi suggeriscono. Ebbene, posso dirvi che tutte le sante volte ci cado e tutte le sante volte mi aspetto dei risultati, tipo: scalare le classifiche, avere consensi…

Chi scrive, anche quelli che dicono: ma no per carità per me è solo un  hobby, non mi importa di  queste cose, ci cadono e sanno che in quel momento, appena il  libro entra in scena, le aspettative travolgono e l’immaginazione ci mette di suo e in un attimo si viene  catapultati nel variegato mondo delle possibilità: dal libro che vende migliaia ( milioni solo per visionari ottimisti) di copie, fino a passare a una grande Casa editrice, che per caso  li  nota, e a un contratto…

Ebbene, ogni volta non è mai così! (Almeno nel mio caso: il libro non vende, tutte le persone amiche che dovevano acquistarlo non lo fanno e l’unico dirigente “Mondadori” che potrebbe contattarmi, lo farebbe solo per chiedermi di acquistare i suoi di libri… Mia nonna mi direbbe: “Monica mantieni i piedi ben piantati per terra!” visto che tendo a svolazzare sulle nuvole per un nonnulla…  E il mio caporedattore, che mi conosce bene, aggiungerebbe: “E piantala di farti film mentali.”).

Per cui dopo questa breve e triste storia, si potrebbe dire che abbiamo un concetto chiaro di quanto l’aspettativa sia deleteria. E se già qui subentra la delusione, che tocca solo una parte dei sentimenti umani, per un fallimento editoriale. Figuriamoci quando le aspettative vengono usate nel rapporto di coppia; qui il dolore aumenta a dismisura.

Leo Buscaglia diceva: “Non idealizzate gli altri. Non saranno mai all’altezza delle vostre aspettative.” E quando amiamo, tutti noi idealizziamo il nostro amato, (ci piazziamo due belle fette di prosciutto sugli occhi, per dirla facile.)  E vediamo in lui il meglio del meglio, per cui non potrà mai deludere le nostre aspettative, ma poi succede!  E quando succede ci crolla il mondo addosso; ma non il mondo reale, solitamente è quello immaginario, costruito ad hoc  su quella persona, un mondo fatto solo di  gioie  ( mi ripeto quelle non le aspettate, sono esaurite da tempo.)  Dunque, anche in questo caso l’ aspettativa ci  froda  del buon senso e ci porta in  una dimensione del tutto illogica, ove idealizziamo il nostro amato, senza comprendere che chiunque, anche chi ci ama, può deluderci; semplicemente perché siamo tutti con idee  e sensibilità diverse.

“Ora sapete come è l’aspettativa: immaginosa, credula, sicura; alla prova poi, difficile, schizzinosa: non trova mai tanto che le basti, perché, in sostanza, non sapeva quello che si volesse.”diceva Alessandro Manzoni a tal proposito e in questo suo pensiero si sintetizza al meglio cosa succede a impelagarci in un’aspettativa.

Immaginosa: essa immagina qualcosa che potrebbe essere … visionaria, futuristica, direi avventata e quasi mai veritiera.

Credula, sicura: essa ci porta alla convinzione che sarà così, inconsciamente è già stabilito …

Alla prova poi, difficile, schizzinosa: non trova mai tanto che le basti.

L’aspettativa non razionalizza, si offende, non ha il senso dell’umorismo e non accetta un no!

E conclude Manzoni: perché, in sostanza, non sapeva quello che si volesse.

 E forse il punto è qui: Non sa quello che vuole!  Le nostre aspettative sono davvero ciò che vogliamo o solo un’idealizzazione di cosa potrebbe farci felici?

Con questo dubbio vi saluto e vi do appuntamento al mio prossimo articolo (di cui non ho la minima idea di che parlerò), ma carico, anche esso di aspettative, in fondo la Rubrica meno letta si aspettava in cuor suo di essere letta…

Alla prossima!

Monica Pasero

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