La rubrica meno letta? La mia! La paura

0
447

Bentrovati alla rubrica meno letta, la mia ovviamente.

In questo 2021 che è giunto alla sua metà tra incertezze, polemiche e diciamolo pure, anche tanta “paura” … La rubrica meno letta decide di omaggiare con il suo ultimo articolo, prima della pausa estiva, una parola tanto diffusa e, scusate il gioco di parole, tanto temuta, ma nel contempo viva in ogni nostra occasione sia gioiosa che infelice; ed è la signora paura.

Ma andiamo a conoscere meglio le radici di questo termine che vive e condiziona di gran lunga la nostra vita e tutti, ma proprio tutti, l’hanno vissuta e vivranno.

“L’etimologia della parola paura è da ricondursi alla radice indoeuropea pat- che significa letteralmente percuotere ed in senso figurato incutere timore, atterrire.”

 Tutti noi conoscevamo già il suo significato; non c’era davvero bisogno di un dizionario per sapere cosa è la paura; essa è uno stato d’animo in grado di distruggerci in un sol pensiero. Si insinua velocemente in noi, basta un nonnulla per dominare le nostre azioni, frenare i nostri progetti e renderci suoi schiavi.  E seppur in certe occasioni, averne un po’, può renderci più coscienti dei rischi e più attenti a ciò che facciamo, dall’altra ci porta a divenire irrazionali, creando in noi panico, spesso immotivato, che se fosse ponderato e vissuto sotto un’altra luce, svelerebbe risvolti non così catastrofici come invece la paura ama farci credere. Ebbene sì, grande attrice drammatica, inscena situazioni, nemmeno nate, ma le narra così bene in noi che tutto il bello che ci circonda viene celato da una coltre nerissima fatta di pensieri timorosi e catastrofici, portandoci a seminare questa erbaccia, la paura, che si diffonde in tutte le nostre cellule e spesso nei casi più estremi attecchisce così bene da portarci a stati ansiosi, depressivi fino ad ammalarci… Questa erbaccia è di facile crescita e basta davvero poco…  Le paure più comuni sono senza dubbio quelle di ammalarci, di morire o vedere morire chi amiamo, il senso del distacco, dell’abbandono sono forse le prime in classifica, subito dopo, sicuramente, tocca la sfera lavorativa e sociale con il timore di veder fallire i nostri progetti e spesso tutto ciò avviene, appunto, per via della paura.

“Credo che solo una cosa renda impossibile la realizzazione di un sogno: la paura di fallire!”

Paulo Coelho

Per cui diciamo che avere paura non è mai un bene! La prima cosa da fare sarebbe vederla con distacco, osservarla bene, ma non darle troppa valenza. Possiamo definirla una comare chiacchierona che spettegola di tutto e mette il dubbio su tutto, ama smuovere le certezze e vederci frenati nei nostri sogni.

“Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.”

Marthin Luther King

Fortunatamente ha un grande nemico: il coraggio che continua a darle filo da torcere e a riportare le cose al giusto equilibrio. È una guerra quotidiana, anche nella assoluta felicità la paura si insinua con il timore di perdere ciò che ci rende felici e nell’ infelicità, invece, ci mostra altro dolore, seppur immaginario, in arrivo. E diciamolo, è molto più facile logorarci nella paura che spingere a pensieri positivi. Ma la paura è anche parte della nostra educazione: i primi semi vengono gettati proprio ai piccini.

Cresciamo i nostri figli intimorendoli: “Se non fai la brava, stanotte viene ‘l’uomo nero’!” diceva mia madre, (E poi come fai a non aver paura del buio, se attendi questo “uomo nero”?)   Fortunatamente da me non è mai passato; ho chiesto al caporedattore: da lui nemmeno. Per cui dopo questa testimonianza, assolutamente veritiera, possiamo rassicurare i bambini che “uomini neri”, orchi e quanto altro raccontato per farci stare buoni; non verranno a trovarci di notte. Il timore, diciamolo, ha sempre fatto parte dell’educazione che sia in campo scolastico che religioso e sociale.

Ma la paura non dovrebbe essere mai introdotta come metodo educativo eppur ai miei tempi (quasi preistorici) era così e purtroppo   ancor oggi la si vive quotidianamente da un’informazione allarmistica (spesso anche falsata) da profezie religiose alquanto discutibili, da libri e film catastrofici che spingono al dolore e al terrore di un Pianeta devastato; diciamo che l’uomo, per assurdo, ama aver paura, altrimenti non si spiega…Ma è difficile davvero entrare nella psiche umana. Forse per questo la paura è la prima arma vincente per sottomettere le masse e renderle accondiscendenti ai Potenti.

Voglio concludere questo articolo con una riflessione che consiglio di leggere attentamente, affinché da oggi si abbia un’arma in più per combattere la paura.

“Una volta qualcuno chiese a Osho sulle pandemie. La domanda era: Come evitare l’epidemia? Osho: Stai facendo la domanda sbagliata. La domanda avrebbe dovuto essere così: “Di ‘ qualcosa sulla paura di morire nel mio cuore a causa dell’epidemia?”Come salvarti da questa paura? Perché è molto facile evitare il virus, ma è molto difficile evitare la paura presente dentro di te e nel mondo. Le persone moriranno più a causa di questa paura che a causa dell’epidemia. Non c’è virus in questo mondo che è più pericoloso della paura. Capisci questa paura, altrimenti diventerai un corpo morto prima che il tuo corpo muoia. Non ha niente a che vedere con il virus. L’atmosfera spaventosa che state guardando in questo momento è una follia collettiva, che diminuisce sempre dopo un po’ di tempo. I motivi continuano a cambiare, ma questo tipo di follia collettiva continua ad essere rivelata di tanto in tanto. Molte persone o ricevono aiuto o muoiono. Già è successo mille volte e continuerà ad accadere. E continuerà a meno che non capiate la psicologia della folla e della paura. Normalmente sei il proprietario della tua paura, ma nel momento della follia collettiva la tua proprietà può essere toccata. La tua consapevolezza può essere persa completamente. Non saprai nemmeno quando avrai perso il controllo sulla tua paura. Poi la paura può farti qualsiasi cosa, in una situazione del genere puoi anche toglierti la vita o quella degli altri. Succederà così tanto nei prossimi tempi: molte persone si suicideranno e molte persone ne uccideranno altre. State attenti. Non guardare nessun video o notizie che inducono paura. Smettila di parlare dell’epidemia – ripetere la stessa cosa ancora e ancora è come auto-ipnosi. La paura è una specie di auto-ipnosi.

Questa idea causerà cambiamenti chimici nel corpo.

Ripetendo la stessa idea, ancora e ancora, questo cambiamento chimico a volte può essere così velenoso che può anche ucciderti.

La meditazione diventa un’aura protettiva intorno al cercatore, che non permette di entrare all’interno l’energia negativa. Ora l’energia di tutto il mondo è diventata irrazionale. In questo modo si può cadere in qualsiasi momento in questo buco nero. Seduto sulla barca della meditazione puoi evitare questo. (…) Finché la morte non arriva non c’è alcun significato di temere ciò che è inevitabile. La paura è una specie di follia e prova il fatto che la vita è stata vissuta nel modo sbagliato. La morte non è un problema per chi vive la propria vita ogni momento. La paura non risolverà nulla e non c’è cura per la morte. Se non muori di pandemia, allora dovrai morire comunque un altro giorno, e quel giorno può essere da un giorno all’altro. Ecco perché: tenetevi pronti. Non abbattere la tua vita.”

Osho Rajneesh

La rubrica meno letta ringrazia quei quattro gatti, ops cinque (il mio caporedattore rettifica) che l’hanno seguita.  Vi dà l’appuntamento a settembre. Buone vacanze, sperando in una ripresa più serena.

Monica Pasero