La rubrica meno letta? La mia! Il paragone

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Bentrovati alla rubrica meno letta, la mia ovviamente.

Qualche giorno fa, in una conversazione, alla domanda “Cosa ha di bello il tuo paese?” Ho risposto, ironicamente, “Ci sono nata io…”, ma la mia ironia è stata forse presa per supponenza e l’interlocutore, conoscendo la mia passione per la poesia, ha ribattuto con un “Tu non sei mica Emily Dickinson!”

Questa sua affermazione mi ha dato spunto per l’argomento di questa settimana e colgo l’occasione di ringraziare questo “signore” per avermi evidenziato questo fatto: “Forse abbagliata dal mio grande successo letterario, non me ne ero accorta da sola… “

Il mio caporedattore ha evidenziato invece il fatto che non l’avessi presa bene e dopo una strusciata e tante fusa ha deciso che me la sarei  cavata da sola… ed è tornato alla sua attività preferita, ronfare.

Ma oltre a questo mio sclero, cari amici lettori e non, tutto ciò mi ha portato a chiedermi il perché si voglia sempre mettere a paragone persone  diverse evidenziando le capacità di una e le mancanze,  tra l’altro soggettive, di un’altra?

Per questo, questa settimana voglio discorrere con voi di questo fatto molto in voga nelle relazioni umane: il paragonarci a qualcuno quasi sempre in senso negativo.

Ma  andiamo a conoscere meglio questa parola.

PARAGONE

“Paragone deriva da Paragonare: dal greco parakonáo “aguzzare, sfregare contro”, composto di pará “presso” e akonáo “affilare” Significa: Comparazione; similitudine; somiglianza. Paragóne è anche  l’antico  nome di  una pietra, il diaspro nero,  che veniva usata  nell’ antichità per verificare la purezza dell’ oro…”

E quasi come oro sul diaspro nero la nostra vita scorre tra approvazioni e critiche. Fin  da piccoli si viene paragonati agli altri: “Guarda lui come è obbediente, prendi esempio da … Dovresti studiare come… Vedi che bei voti che prende!”  E così via. Si cresce bombardati dai paragoni, esempi che sicuramente ci stimolano in parte a migliorarci, ma nel contempo calpestano la nostra individualità e questo prosegue per tutta la nostra vita. In qualsiasi campo noi agiamo, ci sarà sempre qualcuno che ci farà notare le nostre “mancanze”, creando un paragone con un’ altra persona. “Guarda quella come si tiene in forma, anche tu dovresti. Vedi lui ha fatto strada nella vita, invece tu sei ancora qui con un lavoro mediocre!  Che peccato, lei ha trovato l’uomo giusto invece tu ancora sei sola…”

La Dickinson  diceva  ”Una parola muore appena detta: dice qualcuno. Io dico che solo in quel momento comincia a vivere.” E l’essere paragonati ad altri, quasi sempre in negativo, vive in noi,  corrode i nostri animi, ci indebolisce, ci ferisce e  non ci  aiuta certo  a ottenere una crescita fruttuosa per il nostro domani, anzi rinforza le nostre già esistenti insicurezze. Per cui sarebbe sempre opportuno “tacere”  in certi casi, quando le parole non possono manifestare negli altri nulla di costruttivo, se non una disparità di successi. E queste mancanze che vedono in noi, mettendoci così a paragone con persone di percorsi differenti, non porta a nulla. Chi stabilisce il vero successo di una persona? La società lo proclama nella ricchezza, nella popolarità, nella bellezza. Sembra che l’avere successo sia tutto! Quando alla fine della fiera non è quasi mai la strada per  la felicità.

Essa ha percorsi molto più complessi e non passa sempre dalla  realizzazione personale di un uomo o una donna, bensì percorre vie traverse che portano ognuno di noi a trovare nel suo profondo la sua felicità che non può venire paragonata a nessun altro essere umano;  proprio perché nessun uomo  è uguale e seppur tentino di crearci in serie, grazie a Dio, non ci sono riusciti.

Vorrei concludere  con le parole di un grande artista scomparso in questi giorni, che esprimono bene  il concetto di ciò che conta e va inseguito.

“Devi cercare di creare qualcosa per te stesso. Impegnati! Non pensare al guadagno, ai giudizi, al successo. Evolvendoti farai del bene anche agli altri. Ho sempre avuto ammirazione per le persone che hanno vissuto e che vivono nell’anonimato una vita umile e straordinaria.” (Franco Battiato)

Alla prossima

Monica Pasero