La rubrica meno letta?  La mia! Halloween  

0
262

Halloween 

Bentrovati alla rubrica meno letta, la mia ovviamente.

Questa settimana non potevo non porre l’attenzione sulla festività di Ognissanti. Quando ero bambina, nei lontani (lontanissimi!) anni ottanta, la festa di Ognissanti era assorbita dai riti religiosi; e, diciamolo, per noi bambini era una noiosissima festa che partiva dalla visita al cimitero con tutta la famiglia, in solenne silenzio, fino alla celebrazione in chiesa; e l’unica cosa che appariva magica era la tradizione di cuocere alcune castagne e lasciarle sul tavolo della cucina: si pensava che i nostri morti sarebbero passati nella notte a mangiarle.

Fino a che, molti anni dopo, è arrivato Halloween e la festa ha preso sapori e colori molto pittoreschi: streghe, mostri e scheletri hanno invaso quella notte, con il loro “dolcetto e scherzetto”, un po’ quello che succedeva ai nostri tempi, durante il Carnevale.

Tutto ciò ha portato ilarità tra i più giovani, ma per i più legati alle tradizioni è stata vista come una festa dissacrante e collegata alle forze oscure.  (Tutto ciò che non si conosce sembra sempre creato dal male, fateci caso, ma è davvero così?)

E qui si schierano due correnti di pensiero: chi crede che Halloween sia solo una festa allegra per esorcizzare la paura della morte, chi invece sia un’invocazione verso le forze del Male, una vera festa per aprir ai demoni e all’ oscuro, perciò da non festeggiare ma passare solamente in preghiera.

Il mio caporedattore a questo pensiero ha dichiarato: “Qui di oscuro c’è solo il motivo per cui non mi hai ancora riempito la ciotola stamane!”

Ma torniamo a noi…

Andiamo a conoscere meglio questa parola, tanto sentita, ma davvero poco conosciuta, facciamo chiarezza.

ETIMOLOGIA

Halloween (in irlandese Hallow E’en), deriva dalla forma ridotta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi. Ognissanti, invece, in inglese è All Hallows’ Day.

ORIGINI

Questa festa, forse non tutti sanno, che non nacque in America, bensì in Irlanda durante la dominazione celtica. “Hallow E’en” corrisponde infatti a Samhain, il capodanno celtico. Per loro l’anno nuovo iniziava il 1 novembre e indicava il passaggio dal vecchio al nuovo, dalla stagione calda a quella fredda.

I celti erano un popolo di pastori, e dopo mesi di lavoro, giungevano alla stagione fredda, preparati, con il cibo a sufficienza per passare il lungo inverno a casa. Potevano così riposarsi e ringraziare gli dei per la loro generosità.

E ciò avveniva tramite lo Samhain, con dei lunghi festeggiamenti che servivano anche ad esorcizzare l’arrivo dell’inverno e dei suoi rischi, consolidando la collettività, grazie ad un rito di passaggio che attraesse il favore delle divinità. 

Inoltre credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che nella loro visione vivevano in una terra di eterna giovinezza, denominata Tir nan Oge, e potessero, in quella notte, unirsi al mondo dei viventi, permettendo agli spiriti nomadi di vagare indisturbati sulla Terra. Samhain era, dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno.

La morte era il tema principale della festa, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura:

“durante la stagione invernale la vita sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i morti. Da qui l’accostamento dello Samhain al culto dei morti e la festa di Ognissanti.”

Halloween arrivò in Europa, molto dopo, tramite l’influenza americana. Questa tradizione giunse in America nell’ 800, quando gli emigrati irlandesi fuggirono dalle loro terre, durante una terribile carestia.

Il popolo portò, così, le proprie tradizioni e Halloween prese piede velocemente anche in America, suscitando grande interesse. Nel tempo raggiunse il “grande schermo” con film a tema; questo tradizione arrivò in poco tempo anche in Europa e nelle comunità cristiane e, soprattutto tra i più giovani, prese piede velocemente.

Il Cristianesimo già nel lontano 998 D.C tentò di debellare queste usanze pagane creando una nuova tradizione, molto diversa, tramite la creazione del giorno di Ognissanti il 1° Novembre.

Tuttavia non riuscì a sradicarla del tutto, per questo la Chiesa tentò di cristianizzarla, aggiungendo, nel decimo secolo, una nuova festa: il 2 Novembre, giorno dedicato alla memoria dei morti.

Halloween oggi è diventato motivo di divertimento, un business, un po’ come il Natale. Si è perso il senso, il significato più profondo del perché si festeggi; di cosa si festeggi!

Le antiche popolazioni rendevano grazie ai loro dei e festeggiavano la vita, la morte e la rinascita.

Il Cristianesimo volle dare a questa festa un piglio prettamente religioso (non spirituale) questo negando la gioia della festa, in sé, e concentrando tutto sul ricordo dei morti…  Dimenticando… un po’ i vivi?

Forse gli eccessi sia da una parte che dall’ altra non vanno mai bene…  Mi piace pensare che nella notte del 31 ottobre i nostri morti ci ricorderanno con amore e ciò faremo noi; se poi, quella notte, saremo vestiti da scheletri, da streghe oppur pregheremo con un rosario in mano, poco conta.

Ciò che davvero è importante che il cuore, il pensiero e l’anima siano dalla parte giusta… Perché non è la festa, né tanto meno il rito religioso a salire al cielo, ma è il nostro spirito e il bene che arde in lui.

Alla prossima

Monica Pasero