La Rubrica meno letta? La mia! È Natale, urliamolo ai quattro venti!

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Benvenuti alla rubrica meno letta, la mia ovviamente.

Io e il mio caporedattore siamo molto occupati, stiamo facendo l’albero da circa una settimana; mi spiego meglio: io appendo le palline e lui me le ributta a terra, e così va avanti da qualche giorno…

Ma oggi al telegiornale ho ascoltato una notizia, una di quelle che non penseresti mai di poter sentire ma, visto che il mondo è sottosopra; è successo!

“La commissione europea ha redatto (poi ritirato a quanto pare) un documento in cui si chiede la cancellazione della parola Natale per evitare di ferire la sensibilità delle persone di religioni diverse, che non lo festeggiano. Ho osservato i miei angeli, appesi al mio abete, guardando meglio mi parevano tristi pure loro come me, e anche il mio caporedattore ha smesso di giocare. E mi sono domandata se c’è un limite al “Politically correct”?

Ma andiamo a conoscere meglio che cosa significa questo termine, la Treccani a tal proposito dice:

L’espressione angloamericana politically correct (in ital. Politicamente corretto) designa un orientamento ideologico e culturale di estremo rispetto verso tutti, nel quale cioè si evita ogni potenziale offesa verso determinate categorie di persone. Secondo tale orientamento, le opinioni che si esprimono devono apparire esenti, nella forma linguistica e nella sostanza, da pregiudizi razziali, etnici, religiosi, di genere, di età, di orientamento sessuale o relativi a disabilità fisiche o psichiche della persona.”

E fino qui mi pare giusto non discriminare, ma accogliere in una società multietnica realtà diverse dalle nostre e cercare di metterle a proprio agio; integrare è sempre segno di civiltà e di apertura… La libertà è un sacrosanto diritto che devono, però… avere tutti e per questo mi chiedo: in questa ipotetica (per ora) regolamentazione che vieterebbe di utilizzare la parola Natale… Dove è il politicamente corretto? Visto che non si deve ferire la sensibilità di una cultura, ma si chiede di limitare le tradizioni ad un’altra?

Ma se davvero un giorno si arrivasse a tanto?  Mi sono venuti alla mente i miei Natali. Le risate, gli abbracci e quella speranza che ogni anno avvolgeva la mia infanzia. E mi è salito un nervoso! Allora munita di pc e una buona dose di “Non Politically correct”, ho deciso che questa settimana parlerò del NATALE.

“A questa mia decisione, il mio caporedattore ci tiene a precisare che non concorda con me e che potete anche eliminare tutto del Natale, ma le palline dell’albero non si toccano!”

Dopo questa sua dichiarazione, cercherò di spiegare che cosa è il Natale per me e che cosa simboleggia e soprattutto il perché non vada taciuto, bensì urlato ai quattro venti!

Il Natale non è solamente una festa Cristiana, ma è uno stato d’animo che c’entra solo in parte con la religione, almeno per come la vedo io…  Il Natale ricorda la natività di Gesù bambino, anche se c’è un’alta probabilità che non sia nemmeno nato il 25 dicembre, ma per i Credenti è bello avere un giorno per dirgli buon compleanno e ricordare la sua venuta sulla Terra e tutto l’amore che ha portato; per questo il Natale dovrebbe essere celebrato IN SANTA PACE!

Con presepi nelle scuole, nelle strade, oltre che nelle chiese, perché, seppur siamo una nazione multietnica, non c’è nulla di male a mostrare le nostre tradizioni tranquillamente senza timore di ledere altre culture che hanno le loro feste e tradizioni e sono certissima che non vi rinuncerebbero per non ferire la nostra di sensibilità.

Ma tralasciando la parte religiosa, che cos’è in fondo il Natale se non quel periodo dell’anno che tutti noi (qui non potete mentire) ritorniamo bambini! I ricordi ci portano indietro e la magia di quei giorni ci accomuna; ma questo avviene grazie ai nostri avi che hanno continuato a tramandare per generazioni questa tradizione.

Lasciando a tutti noi ricordi…

A Natale si prende consapevolezza, crescendo, dell’anno che se ne va, dei ricordi sempre più lontani e di quelli nuovi che stiamo creando per i nostri figli e nipoti.

Natale simboleggia la speranza della rinascita e ci porta l’Amore che in quei giorni, per suggestione, forse, ma io preferisco credere per magia, ci avvolge…

Per questo il Natale va urlato ai quattro venti!  Perché nessuno possa mai un giorno dimenticarsene!

Concludo con questa citazione che racchiude al meglio ciò che volevo dirvi: “Natale una parola che trasmette felicità solo a pronunciarla. Il più grande augurio che possa fare è che sia Natale ogni giorno!” (Anonimo)

Alla prossima.

Monica Pasero