La rubrica meno letta?  La mia! Amore tra arte e poesia

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Bentrovati alla rubrica meno letta, siamo giunti a febbraio il mese più importante dell’anno, anche perché mi ha dato i natali,  il caporedattore mi ricorda che a voi lettori del mio compleanno non importa un fico secco.

Ma oggi non celebreremo la mia nascita  (anonimissima tra l’altro) bensì un altro evento che accarezza ogni anno questo mese, alcuni la chiamano la festa del consumismo, altri dell’ ipocrisia, altri la festa dell’ amore, e che ci piaccia o meno, San Valentino è alle porte (io ho già ben sbarrato l’ingresso di casa).

Dunque, ritornando a noi: anche quest’ anno arriverà San Valentino con le sue frasi romantiche, i cioccolatini e una ventata di cuoricini “spammati” sui Social, come non ci fosse un domani, e  se ciò non bastasse: tutti quei “ti amo” non sentiti, ma per tradizione scritti  ai propri partner.

Il mio caporedattore si dissocia e dice che sono più acida della sua pappa avanzata, in effetti ha ragione…

Per cui non parlerò della festa dell’ipocrisia dove tutti si fingono innamorati solo per non essere da meno a chi realmente lo è, ma parlerò dell’Amore visto nell’Arte; che resta il perno di ogni esistenza ed è la miglior cosa che ci possa capitare in qualsiasi momento della nostra vita.

Iniziamo a conoscere meglio l’etimologia di questa parola.

AMORE

A questo termine il dizionario dà numerose interpretazioni: Amore deriva da sanscrito kama: desiderio, passione, attrazione.

Un’altra interpretazione lo fa risalire al verbo greco mao: desidero, da cui il latino amor da amare riferendosi ad un’attrazione fisica viscerale, da distinguere da quella mentale, spirituale a cui veniva usato il termine “Diligere” cioè scegliere, desiderare come risultato di una riflessione.

Ma c’è un’altra probabile interpretazione che individua il termine amore nel latino a-morsa: “senza morte” e forse è la più corretta perché chi ama, ama veramente, lo fa eternamente: almeno questo è ciò che ogni innamorato ambisce … e nella letteratura e nell’ arte il connubio tra amore e l’eterno è sempre stato protagonista.

Ogni forma artistica ed espressiva è stata ispirata dall’ amore. Nulla come questo sentimento può portare alla creazione; in fondo noi siamo amore.

Siamo creati per amare, per essere amati, e il nostro estro si esprime tramite l’emozione; e quale forza è più potente dell’amore stesso?

Ho scelto per l’occasione tre opere letterarie e altrettante opere d’arti che raffigurano l’amore.

Partiamo dal sonetto 18 di William Shakespeare, che fu dedicato dal poeta all’ amore per un ragazzo paragonandolo ad un giorno d’estate.

Dovrei paragonarti a un giorno d’estate?

Tu sei più incantevole e più mite.

Impetuosi venti scuotono le tenere gemme di maggio,

E il corso dell’estate ha fin troppo presto una fine.

Talvolta troppo caldo splende l’occhio del cielo,

E spesso la sua carnagione dorata s’oscura;

E ogni bellezza talvolta dalla bellezza decade,

sciupata per caso o per il mutevole corso della natura.

Ma la tua eterna estate non svanirà,

Né perderai possesso della tua bellezza,

Né la morte si vanterà che tu vaghi nella sua ombra,

poiché tu cresci nel tempo in eterni versi:

Finché uomini possono respirare o occhi possono vedere,

fino ad allora vive questa poesia e ti dà vita.

A questa opera voglio associare “Cuore Rosso” l’opera di  Keith Haring (1958-1990) in cui viene rappresentato l’amore senza sesso. Dove si evidenzia l’energia che manifesta il sentimento, senza bisogno di un sesso per accoglierlo.

La seconda opera che riporto alla vostra attenzione la ritroviamo nel quinto Canto dell’inferno, dove Dante riporta l’amore contrastato di Paolo e Francesca, reso nei suoi versi immortale.

Un amore realmente esistito che vide questi due giovani venire ingannati dalle famiglie stesse, la giovane Francesca fu concessa in sposa al fratello di Paolo, Gianciotto; convinta che stesse per sposare il suo amato.

Un matrimonio per procura; i due giovani innamorati, però, non persero il loro amore e lottarono per esso, continuando ad amarsi segretamente; Gianciottoscoprì i due amanti e li uccise, ma le loro anime continuarono ad amarsi per l’eterno. L’opera è stata raffigurata in veste pittorica da Ary Scheffer (1795-1858)  dove le ombre di Paolo e Francesca appaiono a Dante e a Virgilio nel cerchio dei lussuriosi.

E se si parla d’amore, come non parlare della storia di Amore e Psiche narrata dal poeta latino Apuleio e inserita nel suo libro Metamorfosi.

Qui il poeta racconta la storia del dio dell’ amore che si innamora di Psiche, una comune mortale, la quale ricambia  pur non conoscendo la sua identità; i loro incontri avvengono di notte, al buio, come richiesto da Eros, ma la curiosità di Psiche è tanta, e così una notte accende un lume per vedere chi gli dorme accanto, qui scopre il volto del bellissimo Eros che adirato fugge.

Per riconquistarlo, Psiche dovrà sottoporsi a una serie di sfide decise da Venere la madre di Eros. Psiche supererà le prove e diverrà sua sposa. Dalla loro unione nascerà una figlia, chiamata Voluttà.

Una bella rappresentazione di questa storia la fa il pittore Emile Singole (1804 -1092) Nel rapimento di Psiche.

Le opere letterarie dedicate all’ amore sono infinite, ma tra le tante poetiche che parlano di questo raro e bramato sentimento da ogni essere vivente, voglio lasciarvi con questa che racchiude questo sentimento nella sua interezza.

EUGENIO MONTALE, Satura 1962-70 (Milano, Mondadori 1971).

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue.

La dedico a chi si ama, ma veramente: a quelli che nonostante tutto lottano per il loro amore e che né il tempo, né le  difficoltà possono scalfirlo.

L’amore appare una duna in salita; le oasi si susseguono, ma ogni cammino faticoso si compensa con grandi oasi feconde di passione.

Per cui che dire, se non ricordarvi che se siete amati, siete benedetti e se ancor l’amore non è arrivato, non disperate mai! Esso vive in luoghi così impensati da sorprendervi un giorno inaspettatamente, come in fondo fanno i più grandi doni della vita.

Alla prossima,

Monica Pasero