La rubrica meno letta? La mia! 2021 parola d’ordine: Resilienza

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Bentrovati alla rubrica meno letta, la mia!

Io e il mio gatto vi diamo il benvenuto nel 2021! Un anno di grandi speranze e poche certezze, un anno a cui tutti diamo una grandissima responsabilità: riportarci alla normalità a quella vita, spesso molto lagnata, che facevamo prima di questo nefasto 2020, ma solo dopo i grandi cambiamenti, avvenuti, ci siamo visti costretti a ricrederci su tante cose e soprattutto sul fatto che la nostra vita non faceva poi così schifo!

Quasi tutti, a oggi, la rivogliono indietro proprio come era; anche il mio gatto è stanco di vedermi sempre sul divano, dove un tempo regnava indiscusso senza rotture di…

Buffa la vita! Ti accorgi di quanto hai, solo quando te ne privano.

Tutti noi, dopo questo caos in cui siamo precipitati, ci aspettiamo da questo 2021 un cambiamento, quasi come fu per la creazione dopo il Big Bang. Rivogliamo ciò che i nuovi eventi ci hanno tolto, ma può un numero cambiare il nostro destino passando da 0 a 1? 

Già il fatto che il 2021 non sia più bisestile rincuora i più superstiziosi, pure io che superstiziosa non lo ero, almeno fino a quando non ho conosciuto il 2020. Ma quanto c’è di reale nella superstizione che dice che gli anni bisestili portino sfortuna?

“Anno bisesto anno funesto!” così dicevano gli antichi romani, i primi a metterci la pulce nell’orecchio! Per loro il mese di febbraio era quello in cui si celebravano le ricorrenze funerarie e le feste dedicate alla conclusione dei cicli cosmici, le cosiddette Equirie. Proprio per questo, aggiungere un giorno a febbraio portava sfortuna. Ma fu Michele Savonarola, medico e scienziato del XV secolo, a rinforzare questa tesi, decretando che gli anni bisestili fossero portatori di epidemie e tragedie, nonché carestie e guerre. E così ogni anno bisestile, almeno noi popoli latini, lo viviamo sempre con un po’ di timore; ma questo 2020 devo dire che ha vendicato tutti gli anni bisestili che per poca intraprendenza, forse, non ci avevano fatto penare così tanto!

Ma perché dobbiamo avere gli anni bisestili? Tutti o buona parte di noi (spero) sanno che un anno bisestile cade ogni 4 anni e si distingue dagli altri per avere 366 giorni al posto dei soliti 365. Febbraio si arricchisce di un giorno. Questo perché la Terra per compiere la rotazione completa intorno al sole, impiega 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi.  Il giorno in più serve per incorporare le ore lasciate indietro negli anni, onde evitare lo slittamento delle stagioni. Dunque, il 2021 si predispone ad essere un anno più solidale con l’umanità, ma non basterà quel 1 al posto dello 0 a modificare le sorti del nostro destino, se non ci mettiamo un po’ di nostro.

L’ anno appena finito ci ha letteralmente distrutto economicamente, moralmente e anche fisicamente, ci ha portato via affetti, certezze e spesso anche la voglia di andare avanti. Per questo oggi, nella mia rubrica, parleremo di una parola magica: RESILIENZA.

Ma andiamo a scoprire di che si tratta. Dalle mie ricerche riporto questa spiegazione rivista in sintesi: “Il termine Resilienza deriva dal verbo latino resilio che significa rimbalzare, l’essere resistenti alle forti rotture. Questo termine ha origine nel campo della metallurgia; indica la capacità dei materiali di resistere agli urti senza spezzarsi, raggiungendo una tensione capace di deformare in modo permanente il materiale.

Nel tempo è stato usato anche in Psicologia: si dice che una persona è resiliente quando è capace di affrontare gli eventi traumatici in modo positivo, senza farsi annientare dal dolore. Le persone resilienti sono in grado di dare uno slancio positivo alla propria vita, raggiungendo mete importanti, nonostante circostanze avverse.  Il  termine resilienza associato invece  ad un’intera comunità, (e questo passaggio fa al caso nostro) indica la capacità di un gruppo sociale di affrontare in modo positivo eventi traumatici o catastrofi naturali, adottando linee guida che consentano la sopravvivenza della comunità”.

Per questo rispettare le regole, in questo momento, unirci e non dividerci porterà beneficio a tutti.

Ora sappiamo di avere un’arma grandiosa per abbattere secoli di superstizioni o, ahimè, tragedie che potrebbero colpirci in futuro. La resilienza può essere usata da tutti, non occorre un’autocertificazione, né un bonus governativo, non occorre essere iscritti a nessun corso di crescita personale (evitateli, pacchetti dvd compresi), sette religiose o roba simile; non occorre nulla che voi non abbiate già insita in voi. La resilienza è nel vostro DNA e nemmeno il nuovo vaccino potrà modificarla, statene certi!

Ora tocca a voi capire come usarla e fatelo immediatamente, senza pensarci troppo.  A oggi, ognuno di noi, dispone di questo antidoto non indolore, certo, ma sicuramente vincente per chi riesce a cambiare insieme al cambiamento; imparando a prendere la vita per come viene, senza mai rassegnarsi, ma creando in lui nuove aspettative, propositi ottimistici, onde trasformare situazioni difficili in nuove opportunità. E se ne dica quel che si vuole, ma anche questo terribile 2020 ci ha dato qualcosa: ci ha permesso di guardarci dentro, di vedere la fortuna che avevamo e comprendere che la vita è preziosa e va protetta ad ogni costo.

Charles Swindoll a tal proposito diceva: “La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci ”. E con questa citazione, auguro a voi di reagire sempre in ogni situazione, ricordando che le vere armi per combattere le avete dentro di voi. La resilienza è tra queste.

Alla prossima.

Monica Pasero