La rinuncia

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La rinuncia

 

Vago tra sonnambuli

lampioni gialli,

e il vento cambia colore.

Della notte non ho che

un morto ricordo di gennaio,

di luci fredde, vaghe.

 

Abbandono ogni proposito,

abbandonandomi ai sogni:

un tempo avrei osato,

da ieri non più.

 

Un eco di rincuoranti:

”Perché?”

rimbomba nel telefono:

amici:

che non si danno pace.

Io sono la loro quête.

Nella velata cella

da un lieve filo di fuliggine,

non troveranno il filo di Arianna.

 

“Il Minotauro non s’è quasi difeso.”

 

E nemmeno io.

 

Eugenio Kaen 

Foto da literary.It