La Rimini romana

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C’è una Rimini antica, mai troppo nascosta ne troppo apparente, tra i luccichii dei granelli di sabbia e del mare di luglio, tra i grandi eventi fieristici e i mille aperitivi, tra i ricordi kursaliani, felliniani e malatestiani: la Rimini romana.

È la prima Rimini mai vista, o quasi. Si, perché non è che prima della fondazione di Ariminvm nel 268 a.C. i Villanoviani, Etruschi, popolazioni italiche e celtiche, non si erano spinte da queste parti.

Fatto sta che tale data risulta quella ufficiale della fondazione della città. D’altra parte era destinata a diventare uno snodo importante. A Rimini finisce la Pianura Padana, Rimini è tuttora considerata sia una città del centro che del nord Italia, per via della sua posizione geografica, stessa distanza da Roma e da Milano oltretutto.

Ma a quel tempo era stata scelta come punto d’incontro di tre strade: Via Flaminia, Via Emilia, Via Popilia. Divenne, dunque, lungo tutto il periodo romano, un fondamentale nodo di comunicazione fra il nord e il centro- sud della penisola.

Ecco perché nacque Ariminvm con la classica struttura delle città romane con Cardo e Decumano al centro, tutt’ora riconoscibili nel centro storico di Rimini.

Qui nacquero importanti monumenti come l’Arco d’Augusto, punto di arrivo della Via Flaminia. Il termine di questa importante via di comunicazione doveva essere segnalato in modo importante. Così proprio qui sorse il più antico arco romano oggi superstite e simbolo tuttora di Rimini. Risale al 27 a.C. e fu edificato in onore dell’imperatore Augusto a celebrazione del restauro delle grandi strade consolari italiane.

Allo stesso modo il Ponte di Tiberio era il simbolo di altre due importanti vie che partivano in direzione nord-ovest e nord da Rimini, la Via Emilia diretta all’attuale Piacenza e la Via Popilia in direzione Ravenna.

Il ponte, un’imponente costruzione a cinque arcate, fu costruito sotto Augusto a partire dal 14 d.C. e fu terminato nel 21 d.C. da Tiberio.

L’Anfiteatro era una sorta di colosseo neanche tanto piccolo. Di questo importante monumento abbiamo parlato Qui

La Domus del Chirurgo, è invece il più importante ritrovamento archeologico degli ultimi anni con la più completa collezione di strumenti chirurgici dell’antichità, un vero unicum in tutta Italia, un gioiello preziosissimo in pieno centro città. Anche di questo abbiamo trattato alcuni anni fa Qui

L’importanza di Rimini in quell’epoca porta a sospettare che in realtà sotto il suolo si possa nascondere altro. D’altronde nei secoli il mare si è ritirato, i fiumi hanno trascinato sedimenti e altre costruzioni di epoche successive si sono sovrapposte. Sono state trovate anche alcune colonne romane ad esempio sulla via Flaminia a segnalazione della distanza in miglia dal punto di partenza.

Spuntano qua e là numerose domus di età repubblicana e imperiale, resti di strade, necropoli sorte via via lungo le vie consolari e anche impianti produttivi. Oltre alla già citata domus del Chirurgo sono state rinvenute anche la domus di palazzo Massani e la domus della Camera di Commercio.

Il siti archeologici riminesi includono anche gli scavi archeologici dell’ex Consorzio Agrario e del convento di S. Giuliano, la Colonna miliare del Terzo Miglio che si trova  nella frazione di Miramare e il Ponte romano in quella di San di S. Vito.

Nel complesso un un insieme di monumenti, rinvenimenti, siti e scavi di assoluto rilievo che mettono in risalto l’importanza di questa fase storica per Rimini.

L.D.