La ragazza del treno. Un film di Tate Taylor

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DIETRO IL VELO DELL’APPARENZA

 

Rachel, Anna e Megan, tre donne legate da un sottile filo invisibile fatto di violenza, follia e bisogno d’amore. Tre mondi apparentemente distanti che condividono tuttavia la stessa sofferenza. Rachel, confusa, disorientata ed alla deriva, distrutta dalla fine di una relazione che non riesce ad accettare; sola, tra alcool ed amnesie, apparentemente una mina vagante, imprevedibile ed inaffidabile. Anna, l’altra, la donna che ha preso il posto di Rachel nella vita dell’uomo che amava, dandogli la figlia che avrebbe da sempre voluto ma che non ha mai potuto avere. Megan, bellissima, cinica ed inarrivabile, una semplice sconosciuta per Rachel, divenuta tuttavia nel tempo l’immagine di tutto quello che avrebbe voluto essere. Basta una flebile scintilla, l’infrangersi di un apparente perfezione per dar vita ad un intricato e contorto mistero. Un film coinvolgente, tormentato e ben strutturato. Déjà vu, ricordi, mezze verità, immagini che volutamente depistano e confondono. A tratti viene in mente Amore Bugiardo di Fincher, restando tuttavia meno brutale e nettamente più scontato e prevedibile. Un film che vale la pena guardare che lascia comunque non pochi dubbi e perplessità. Credo che il romanzo di Paula Hawkins da cui il film è ispirato meriti il suo successo.