La porta magica

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Su quella spiaggia abbiamo costruito insieme la nostra casa. Di legno, scuro, robusto e scricchiolante o almeno così l’ho immaginato. Non sulla riva ma ben nascosta fra il manto della vegetazione, lassù fra le pendici che volgono lo sguardo all’infinito. Una casa con finestre da ogni lato ma senza vetri, perché l’odore del mare non incontrasse barriere al suo passaggio. Senza stanze e con un grande letto,appena varcato l’ingresso, ricoperto di lenzuola bianche.

  Non ci sono mobili se non quel camino imponente che hai detto tu.  E a pochi passi dietro casa trovi una pozza calda in cui bagnarti. È alimentata da una morbida cascata che vaporizza l’acqua conferendo all’ambiente un aspetto onirico. L’acqua profumata ha lo stesso inebriante odore dei tuoi capelli.

Mi hai messo davanti alla porta magica.
E l’abbiamo varcata.