La poesia oggi, di Leonardo Manetti

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Mi piace scrivere piccoli pensieri dettati dal cuore. Non so se sono un poeta: è difficile dire cosa significhi scrivere poesia oggi. 

Chi è un poeta? Si vuole avere un approccio alla poesia strettamente accademico e teorico o si vuole fare una riflessione più vera? La poesia deve essere libera o soggetta a regole? Deve ancora essere applicata la metrica? Come si può avvicinare la gente alla poesia? 

La poesia, in origine cantata e ballata, accompagna l’uomo fin dai tempi più remoti. Per leggere i primi componimenti scritti in italiano bisogna aspettare fin dopo il mille: tra i primi autori senz’altro San Francesco d’Assisi. Risalgono ovviamente a molti secoli precedenti i testi di grandissimi poeti latini, greci nonché mediorientali (tanto per limitarci al bacino del Mediterraneo). Nel novecento gran parte degli autori ha abbandonato l’uso della metrica classica per scrivere versi liberi.

Tanti aspetti della vita sono mutati, si sono evoluti con il passare del tempo: gli abiti, gli strumenti da lavoro, i mezzi di locomozione etc. Così è avvenuto anche alla poesiaCiò che è successo alla poesia nel secolo scorso (ovvero un netto cambiamento di rotta) in verità si era già in altro modo verificato pure in precedenza: infatti se si ripercorre la sua storia, si può notare come molte differenti realtà poetiche si siano susseguite. Questo a dimostrazione del fatto che non ci può essere un unico modo di fare poesia. 

La poesia è un’attività creativa del pensiero capace di produrre quell’energia primordiale del bello che la mente umana sviluppa e realizza, avvalendosi dell’estetica e dell’armonia. I componimenti nascono con lo scopo di raccontare le storie di un popolo dal punto di vista dei valori (onore, gloria, amore, rispetto etc.) e ricordare fatti, vicende e avvenimenti importanti. La poesia – che intrinsecamente è musica – riesce a trasmettere emozioni e stati d’animo in maniera più suggestiva e solenne della prosa.

L’interpretazione di un testo poetico si dovrà focalizzare dunque non solo sul significato delle parole che lo compongono ma anche sul modo in cui esso è espresso, dando perciò peso al rapporto dialettico che si va a stabilire tra forma e contenuto. I suoni presenti in natura (il tamburellare delle gocce della pioggia, lo scrosciare di un ruscello, il canto degli uccelli etc., imitati da quanti hanno suonato strumenti a percussioni anche presso le culture primitive) sembrano non seguire regole precise.

Allo stesso modo la libertà dei poeti che usano il verso libero è solo apparente. In realtà essa comporta spesso schemi ben precisi: ogni poeta sceglie le parole da usare, dando un certo ritmo e una certa cadenza alle proprie composizioni. Taluni hanno spinto la propria ricerca linguistica fin quasi a divenire dei virtuosi, dei funamboli, dei tecnici della parola. L’esasperata attenzione al vocabolo per molti sembra quasi essersi trasformata in un’ossessione: i testi talora risultano così artificiosi da far apparire le emozioni e i sentimenti che comunicano non veri. Molte volte l’arte in generale pare esser diventata troppo sofisticata e lontana dalla verità e dalla natura. Dove c’è poesia, c’è l’uomo e c’è la natura: una simbiosi che si esprime in parole libere e sincere, autentiche e commoventi. 

Credo che la poesia di oggi dovrebbe essere una manifestazione del mondo interiore del poeta e dare il senso delle sue esperienze emotive, psicologiche, fantastiche e memoriali. I temi sono illimitati poiché ogni vissuto suscita emozioni, sentimenti e riflessioni.

Varietà di temi ma anche di forme e soluzioni espressive: un’elaborazione del linguaggio che ne sfrutti a pieno le potenzialità. E il fatto che ogni poeta viva una realtà differente comporterà significativi cambiamenti di scrittura.

La conclusione

 La purezza e la semplicità che dovrebbero essere proprie dunque della poesia potrebbero riportare le persone a leggerla, a amarla.

Servono perciò poesie semplici, parole ingenue che tocchino il cuore e che attingano dal quotidiano. La sincerità delle parole può coinvolgere e commuovere, suscitando simpatia e adesione. Come succede quando si parla ai bambini: loro ti ascoltano solo se sei vero. La poesia dovrebbe essere pura e vera. Il giudizio personale e soggettivo di ogni semplice fruitore è sicuramente piú schietto ha maggior valore di quello degli addetti ai lavori.

È importante per tutti ritrovare quel fondo fanciullesco custodito in ognuno e aperto alla meraviglia del mondo che ancora fa sognare.

Leonardo Manetti 

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Leonardo Manetti nasce a Firenze il 12 giugno 1981. Laureato in viticoltura ed enologia, è un imprenditore agricolo che ha seguito le tradizioni di famiglia. Nel 2009 avvia la sua azienda agricola, “Azienda Agricola Manetti Leonardo”, che produce vino, olio e giaggiolo. Ha sempre vissuto a Greve in Chianti e partecipa attivamente da diversi anni alla realtà socio-culturale del paese. Le sue passioni sono il lavoro, i viaggi, fare teatro e scrivere poesie. Prende parte a numerosi eventi culturali e rassegne di poesia. I suoi versi sono inseriti in molte antologie. Nel 2013 ha ideato il Blog “Chianti Poesia” ed è uscito il suo primo libro di poesie “sChianti” (Ed. Tempo al Libro). Nel 2014 ha pubblicato la silloge di poesie “Gli occhi interiori” (Marco del Bucchia Editore) e nel 2017 il libro “Poesie in cucina con le ricette di mamma Cristina” (Edizioni Helicon). Tra il 2017 e il 2018 ha pubblicato con youcanprint: DiVersi in Prosa, Poesie sul Sociale. Poesie D'Amore, Il rosso il viola e il giallo, 40+5=50. Nel 2021 è stato pubblicato il libro "Il poeta contadino" (Nulla Die).