La lettrice scomparsa, di Fabio Stassi. Recensione di Antonella Gagliardo

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La lettrice scomparsa

Fabio Stassi 

Sellerio editore Palermo

267 pp.

 

Ho adorato questo romanzo dalla prima all’ultima pagina.

Qualsiaisi lettrice appassionata lo amerebbe alla follia. Parla di libri

Parla di vita.

Della vita che c’è nei libri .

Curato in ogni dettaglio, si legge con calma perché di tanto in tanto devi fermarti, a riflettere , a sottolineare qualche passaggio, devi gestire la curiosità che ti porterebbe altrove perché in ogni pagina c’è uno spunto, uno stimolo, forte.

Stassi apre ogni capitolo con il verso di una canzone francese ” La chanson des vieux amants” , La canzone dei vecchi amanti di Jacques Brel, una di quelle canzoni che non conoscevo ma che con una struggente malinconia mi ha catturato.

Ogni capitolo, che va dalla A alla Z , si apre , appunto, con un verso di questa canzone. Finisce la canzone, finisce il romanzo .

La cura di questi particolari ha reso ancora più intensa questa mia lettura.

Si racconta la storia di Vince Corso, un uomo non più giovanissimo, lasciato dalla compagna, che ha deciso di abbandonare il suo ruolo di professore precario per dedicarsi ad una stravagante attività ; il biblioterapeuta.

Trattasi di una figura professionale attraverso la quale si risolvono i piccoli grandi problemi della vita semplicemente consigliando un libro .

Ecco che ,quindi, si unisce a doppio filo la vita con la letteratura.

Un sodalizio che non può non colpire colui al quale, un libro ha davvero cambiato la vita o la visione della vita.

Se è il libro giusto al momento giusto cambierà qualcosa, ci cambierà dentro perché la parola scritta ha un potere inimmaginabile, e se anche quelle parole fossero frutto della pura fahtasia, se anche non ci fosse nulla di vero, da qualche parte nel mondo, c’è un destinatario, esiste un uomo o una donna che in quel libro ritroveranno la loro storia magari con un finale diverso ,già scritto ma ancora da vivere.

Ce lo insegna Vince Corso che durante i suoi appuntamenti nel suo nuovo studio, incontra tanti tipi di dolori e disagi e prova come antidoto agli stessi, a consigliare per l’appunto un semplice libro.

Nel corso di questi incontri si traccia anche la vita di Vince Corso, se ne raccontano gli aneddoti ,le vicende passate, si parla delle sue insicurezze , dei rapporti con coloro che gli ruotano intorno.

Tra un appuntamento e l’altro , inoltre si snoda anche un giallo.

Si tratta della sparizione della signora Parodi, lettrice accanita, che vive nello stesso palazzo del Corso. Egli in qualche modo, prende a cuore la storia di questa Lettrice tanto da condurre un’indagine personale per capire che fine abbia fatto.

Libro che suggerisco vivamente anche per gli innumerevoli consigli di lettura che vi troverete all’interno, uno più bello dell’altro.

Scritto benissimo come fosse una lunga poesia travestita da prosa, mi ha incantata.

Vi riporto un piccolo stralcio del libro per darvene un assaggio di intensità.

“A me ,il mare ha invaso l’infanzia come invade le spiagge della riviera francese, nelle notti di luna. Sono venuto su con questo spettacolo negli occhi. Allaga ancora adesso ogni ricordo e lo riduce ad una finestra spalancata .Lo spazio deserto, il limite che non si può misurare. Il mare ti insegna a fissare il vuoto.

È la terra che io non so guardare: il profilo morbido delle colline, l’ostacolo di una montagna, l’aria rassicurante delle città. Ho bisogno di avere sempre un orizzonte di fronte,ma questa necessità mi espone a molte insidie. Vorrei poter imparare che il paesaggio più necessario è quello dove si formano le cose e si possono toccare.

Avere l’appiglio contadino di un oggetto, l’ombra di una presenza intorno. E invece ho nella testa sempre questo gioco di correnti, questa esagerazione di sogni e di incubi tra l’aiuto degli dei e le orche assassine.