La leggenda sulla Torre degli Asinelli

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Se vi é capitato almeno una volta di passare per la città di Bologna non avrete potuto fare a meno di notare le torri più o meno al centro della città.
Oggi voglio parlarvi della leggenda che sta attorno a una delle due torri: La Torre degli Asinelli.

Anno 1100
Tutto il giorno a trasportare sabbia, ghiaia e detriti vari….almeno ho i miei fidati asini che mi aiutano a fare avanti e indietro dal fiume alle costruzioni.

Ed è proprio così che è nato il mio soprannome: Asinelli…datomi dai muratori forse invidiosi del fatto che io riuscissi a fare meno fatica, grazie ai miei piccoli pelosi amici.


Non si guadagna molto con questo lavoro, però, è abbastanza per potersi permettere una vita dignitosa o almeno poter mangiare qualcosa.
Mi capitó un giorno, mentre attraversavo la città, nei pressi di casa di una nobile famiglia, alzare gli occhi al cielo come facevo ogni giorno per organizzarmi in base al tempo.

Ma quel giorno, quello che incontrai non fu il cielo azzurro o le nuvole grigie, fu lo sguardo di una bellissima ragazza, ed era la ragazza più bella che avessi mai visto.Mi innamorai di lei.


Passarono delle settimane e mi feci coraggio… fermai i miei fedeli asini e il mio carretto al fianco della casa.

Bussai alla loro porta e chiesi la mano della ragazza a suo padre.

Stupefatti furono sia lui che sua figlia, non c’eravamo mai parlati, solo sguardi, quel poco di tempo che riuscivamo a incrociare gli occhi, non servivano le parole.

Lisa, si chiamava,  esplose in una gioia immensa e corse ad abbracciarmi.
Ma il padre… lui non era contento come lei… mi prese per il coletto, me lo sistemó e mi disse:

“Tu prenderai mia figlia in sposa, solo il giorno in cui al centro di questa città vedrò erigersi la torre più alta mai vista qui e in tutta la penisola.”

“Padre??!!”
Desolato salutai Lisa con un abbraccio e ripresi i miei asini e il mio carretto.Tornai al fiume… è naturale che un poveretto come me, con pochissimi soldi, non costruirà mai una torre così alta… ma io la amo, come posso rinunciare a lei?

Come posso deluderla e non riuscire a sposarla?

Cominciai a scavare la sabbia e a spalare ghiaia sulla riva del fiume Reno, quando d’un tratto, forse era stanchezza, ma giuro che per uno scherzo del destino il sole illuminó quello strato di terra davanti a cui mi ero fermato.


L’acqua che rifletteva la luce dorata? No… mi inginocchiai di fianco alla riva del fiume e spostai quei detriti con le mani.

Immensa fu la mia felicità, quello che luccicava non era metallo o la luce del sole, non erano detriti qualsiasi… erano monete d’oro.


Fu così, che riuscì a trovare abbastanza oro da far carico agli asinelli.

La mia soddisfazione era tale che non persi un attimo.

Andai in centro città chiamai il muratore più bravo e insieme costruimmo la torre più alta di tutta la città.

Non vi era mancato lo sguardo sbalordito del padre di Lisa, il sorriso di Elisa che mi faceva, passando sotto la torre in costruzione.

Mi portava da bere e da mangiare, per poter stare insieme almeno un po’ di minuti prima che il padre si accorgesse che lei era sparita per venire da me.

“Voi starete insieme solamente quando vedrò la costruzione veramente finita e in piedi senza crollare”

Nove anni ci vollero.

Mi presentai alla porta con i miei asinelli, che non mancavano mai, il mio carretto e riproposi il matrimonio.

Io e Lisa ci sposammo…. e una volta consegnati a nozze…andammo sotto la torre e in una notte d’estate, in un nostro impeto d’amore, grazie alla fortuna soprannominammo La Torre degli Asinelli nata da un grande amore.

E voi che mi dite la conoscevate? 😛

A-