La leggenda sulla nascita del primo geranio

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Oggi ero sul mio balcone e osservavo i fiori e poi…

Immaginatevi di trovarvi su un pezzo di terra arido e secco, cirdondati da roccia azzurra  e discese scoscese, affiancati da profonde rotture….

Un vento le cui uniche cose che porta sono le foglie di una lontana foresta e semi di prati che vedono acqua ogni volta in cui vi è una perturbazione.

Questo monte che si trova tra i Monti Massaua, nominato Montagna turchina dagli indigeni, e non vede da secoli una sola goccia d’acqua.

Montagna turchina, perchè le rocce riflettevano il colore del cielo che si vede stando sdraiati sulla sua dura pietra.

Non vi sono animali: nè api, nè farfalle, nessun insetto.

Non vi sono nemmeno alberi da cui si possa ascoltare il canto degli uccelli.

Ora immaginate come possa essere passare in questa terra nelle ore più calde della giornata senza protezioni…

Ma un giorno…un giorno la tempesta arrivò…arrivò un ciclone che giungeva dagli altopiani dell’Abissinia, diretto alla costa…avvolse la montagna.

Ovunque era passata, la tempesta, aveva portato distruzione e miseria…ma non puoi distruggere un luogo distrutto di per sè.

Il vortice contenete la fonte di vita, strappata, dalle altre valli, portò semi di piante grasse e terra….e queste…si andarono a depositare nei grandi e grossi crepacci, nelle spaccature azzurre di questa terra immonda….

Mesi dopo la grande tempesta la Montagna turchina prese vita in un meraviglioso giardino mai visto da nessuno degli indigeni che abitava in quella parte d’Africa…

Cactus e piante di ogni genere ebbero la forza di alzarsi e irigersi dai crepacci. Meravigliosi fiori che trasformarono il deserto e la desolazione in uno spettacolo stupendo… E con i fiori e la vegetazione giunsero anche gli animali.

MA, MA….nessuno vi si poteva avvicinare a questo groviglio di fiori e spine bionde…

La Montagna non era soddisfatta….perchè avere fiori bellissimi se destinati a marcire su chi gli ha dato vita, senza avere una mano che li raccoglie?

Allora il Sole raccolse il problema…”Concedimi uno spazio di terra e farò crescere una pianta gentile che possa essere raccolta dalle mani delle donne e che queste possano offrire a chi amano. Ma rammenta…tu hai un desiderio e io posso aiutarti…ma se io aiuto te…in futuro tu aiuterai me!”

La Montagna turchina sospirò, ma non potendo fare altro, attese che il buon Dio avesse tempo per provvedere. E provvide, non con un altro uragano, bensì con l’evoluzione del grande processo esistente in natura. Le piante grasse e gli aghi caddero a riempire i crepacci, facendo sorgere sterili siepi…

La terra era poco fertile…ma ora fu il momento in cui il fiore gentile potè nascere…

Il Sole chiese quale fiore, esattamente, la montagna volesse…”Una piaticella senza spine, le foglie di velluto e che sia morbida come la guancia di un bambino quando riceve una carezza…che abbia i fiori di meravigliosi colori: scarlatti come la fiamma del primo amore, di un rosa pallido simile al viso di una donna che sviene di voluttà, che abbia la tavolozza rosea del viso delle donne innamorate, delle labbra femminili sussurranti parole d’amore…”

“Tu chiedi molto!”, disse il sole.
“Nulla che tu non possa darmi : io ti domando una sola pianta, un solo fiore, mentre i prati e i campi ne hanno mille, centomila. Accontentami, Sole”.

Fu così che il sole, finalmente convinto, fece nascere sulla Montagna turchina il geranio, dalle foglie profumate, e che nei suoi fiori offriva la dolcezza i colori.

E questa è la leggenda del geranio, pianta, che almeno una volta nella vita, ognuno di noi ha tenuto nel suo giardino o sul suo balcone!

Che ne pensate???

A-