La leggenda di S. Lucia, realtà o fantasia?

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“Cercate indi lo doge ‘ngannator…che di chi più non vedea l’ossa cavò”

Tempo fa lessi il libro di Dan Brown “Inferno” e lì mi colpì una delle tante citazioni di opere, santi e storia molto famosi che è S.Lucia.

Perchè mi colpì?

Dietro questa persona vi è una leggenda!

P.S abbastanza pezzi che leggerete sono presi da wiki e altri ancora tratti dal libro di Dawn Brow, dal sito Santi e simboli e altri ancora sulla mia personale esperienza nella chiesa di S.Lucia

La ragazza era così amata che tantissime chiese si divisero le sue reliquie e così in ogni città, specialmente qui in Italia vi è una chiesa di S.Lucia contenente una reliquia.

Certo le origini di lei partono da Sicusa:

“I racconti, che risalgono al periodo normanno e non hanno molta plausibilità storica, narrano di una giovane, orfana di padre, appartenente ad una ricca famiglia di Siracusa, che era stata promessa in sposa ad un pagano. La madre di Lucia, Eutichia, da anni ammalata, aveva speso ingenti somme per curarsi, ma nulla le era giovato. Fu così che Lucia ed Eutichia, unendosi ad un pellegrinaggio di siracusani al sepolcro di Agata, pregarono sant’Agata affinché intercedesse per la guarigione della donna. Durante la preghiera Lucia si assopì e vide in sogno sant’Agata che le diceva: Lucia, perché chiedi a me ciò che puoi ottenere tu per tua madre? Nella visione sant’Agata le preannunciava anche il suo patronato sulla città. Ritornata a Syracusa e constatata la guarigione di Eutichia, Lucia comunicò alla madre la sua ferma decisione di consacrarsi a Cristo. Il pretendente, insospettito e preoccupato nel vedere la desiderata sposa vendere tutto il suo patrimonio per distribuirlo ai poveri, verificato il rifiuto di Lucia, la denunciò come cristiana. Erano in vigore i decreti di persecuzione dei cristiani emanati dall’imperatore Diocleziano.

Il processo che Lucia sostenne dinanzi all’arconte Pascasio attesta la fede ed anche la fierezza di questa giovane donna nel proclamarsi cristiana. Minacciata di essere esposta tra le prostitute, Lucia rispose: “Il corpo si contamina solo se l’anima acconsente”. Il proconsole allora ordinò che la donna fosse costretta con la forza, ma lei diventò così pesante, che decine di uomini non riuscirono a spostarla. Il dialogo serrato tra lei ed il magistrato vide addirittura quasi ribaltarsi le posizioni, tanto da vedere Lucia quasi mettere in difficoltà l’Arconte che, per piegarla all’abiura, le fece cavare gli occhi. Lucia, cieca, non si piegò a nessun tormento fino a quando, inginocchiatasi, venne decapitata. Prima di morire annunciò la destituzione di Diocleziano e la pace per la Chiesa.”

E molte altre sono le declinazioni della storia dalla richiesta sel suo “quasi marito” di donarle i suoi bellissimi occhi e alla ricrescita. Di altri ancora come la raffigurazione del pugnale sulla gola perchè pugnalata per invidia dal “quasi fidanzato” invece che decapitata.

“Si racconta che il corpo della santa, prelevato a Siracusa nel 1040 dai Bizantini di Giorgio Maniace, giunse a Costantinopoli; da qui è stato successivamente trafugato dai Veneziani che conquistarono la capitale bizantina nel 1204 ed è quindi attualmente conservato e venerato nella chiesa di San Geremia a Venezia. Nonostante alcune propagande apologetiche, non ci sono tuttavia elementi certi che attestino che il corpo trafugato dai Bizantini fosse veramente di Santa Lucia, non essendovi al tempo alcun indizio che indicasse dove fosse seppellita la santa all’interno del complesso catacombale siracusano. Oltretutto per quasi ben due secoli, dal 1040 al 1204 si persero le tracce di questo corpo.”

Insomma niente è sicuro sulla sua storia è stata così amata da essere divisa nelle varie città e ogni città per amor proprio dice di farla giacere per intera della propria chiesa. Ma quale sarà la verità?

“Lucia nell’arte è raffigurata come una damigella dai lunghi e fluenti capelli castani e lo sguardo rivolto al cielo, con tunica chiara e palla scura (tipico vestito romano), altre volte presenta un abito sontuoso di fattura antica che ne sta ad indicare la nobiltà di origine. Porta i propri occhi su un vassoio, ma anche su un libro, una conchiglia o un calice che tiene nella mano sinistra, mentre con la destra regge una palma; a volte ha una ferita e una spada conficcata nel collo, altre porta una spada trattenuta al braccio, in questi casi assume una posa simile a quella di San Paolo. Qualche volta la spada viene riprodotta dalle dimensioni di un pugnale. In alcune raffigurazioni pittoriche ritroviamo ai suoi piedi due rami di gigli e alle sue spalle due templi greci ed anche un rogo acceso. Il pittore milanese Bernardino Luini la raffigura mentre tiene nella mano destra un libro, una palma e un pugnale con due occhi conficcati. Un’altra immagine la raffigura con la spada insanguinata a terra e il collo trafitto. Il simulacro argenteo conservato nella cattedrale di Siracusa raffigura la Santa con una palma nella sinistra, il calice con gli occhi sulla destra e la corona in testa. Particolare degno di nota è quello dell’assoluta conformità alla leggenda luciana da parte dell’autore che ha realizzato il simulacro lasciando nelle pupille della Santa un vuoto esattamente uguale alla grandezza degli occhi presenti sul piatto. Inoltre, sempre con riguardo al simulacro aretuseo, si individua nel petto una piccola croce di Malta.”

“In Italia

Nella tradizione popolare il 13 dicembre, giorno dedicato al culto di Santa Lucia, è considerato il giorno più corto dell’anno; da qui il detto:
« Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia »
(Detto popolare)

Tale detto fu coniato verosimilmente in un periodo di poco anteriore alla riforma del calendario introdotta da Papa Gregorio XIII nel 1582, con cui veniva colmata la sfasatura tra calendario civile e quello solare che aveva portato a coincidere il solstizio d’inverno con il 13 dicembre. Da allora il giorno più corto dell’anno (solstizio d’inverno) venne riportato al 21-22 dicembre. Per una casuale coincidenza il 13 dicembre è comunque collegato ad un fenomeno astronomico, ossia con il giorno dell’anno in cui il sole tramonta prima: dopo tale giorno il tramonto avviene ogni giorno più tardi; ciò nonostante, anche dopo il 13 dicembre le giornate continuano ad accorciarsi; infatti, fino al 21-22 dicembre, la posticipazione del tramonto viene accompagnata da una maggiore posticipazione dell’alba.”

E ricordiamo anche che la stessa è citata nella Divina Commedia come luce del cammino.

Insomma quale sarà la vera storia di S. lucia??

tra miti e leggende voi che ne pensate??

Ci tenevo a condividere con voi queste piccole ricerche è una cosa, a parere mio, molto interessante. Perchè possiamo dire che per una volta un racconto preso da un libro non si ferma solo sulle sue pagine ma vi è traccia nella realtà.

A.