La leggenda dell’ulivo: tra battaglie, tributi, perchè

1
1379

Se piove d’agosto, piove olio, miele e mosto. cit.

Con questo articolo voglio anche dire un mio grazie a tutti coloro che ogni giorno si battono in Italia per difendere il patrimonio di Ulivi millenari che abbiamo <3

Tanti, tanti anni fa…vi era un tempo in cui le divinità si scontravano frequentemente.

E si disputava per chi dovesse regnare su un dato luogo…

Attica: regione della Grecia antica, che comprendeva quella che noi conosciamo come penisola sul Mar Egeo, veniva chiamata così dal termine actè o meglio “costa” come “terra delle coste”

E proprio questo pezzo di terra enorme, un tempo, era soggetto di rivalità tra Poseidone ed Atena.

Il primo potentissimo lo conosciamo come dio del mare, terremoti e maremoti della mitologia greca.

La seconda, ma non per importanza era Atena che conosciamo come dea della sapienza, delle arti (le abilità tecniche e manuali nei vari aspetti della vita), della tessitura e della strategia militare, ovvero gli aspetti più nobili della guerra (gli aspetti più crudeli e violenti rientrano invece nel dominio di Ares).

Questi due si scontrarono ripetutamente su chi avesse dato il dono più importante e più bello al popolo di Attica, in un tempo in cui, nessuno dei due ancora era chiamato “dio o dea”.

Poseidone, colpendo con il suo tridente(nonchè il suo leggendario simbolo) il suolo, fece sorgere il cavallo più potente e rapido, in grado di vincere tutte le battaglie.

Atena, colpendo la roccia con la sua lancia, fece nascere dalla terra il primo albero di olivo per illuminare la notte, per mendicare le ferite e per offrire nutrimento alla popolazione.

Per placare gli animi intervenne il grande Zeus che scelse l’invenzione più pacifica, ovvero l’ulivo.

La principale città della Grecia venne chiamata in suo onore Atene e Atena ne divenne la dea.

Ma non tutto fu subito accettato dal lato rivale, non tutto fu immediatamente rose e fiori, tantè che…

Un figlio di Poseidone cercò di sradicare l’albero di Atena, ma non ci riuscì, delle due la sfortuna prevalse su di lui…si ferì, macchiando di sangue il luogo del sacrilegio e reato e morendone subito dopo…(per una ferita direte voi?).

Quel punto esatto, dove si dice cadde il sangue…fu la roccia o meglio l’Acropoli, dove la pianta dell’olivo venne presidiata dai soldati, perchè sacra ai greci.

L’acropoli è un termine (derivato dal greco ἄκρος “akros”, alto, πὸλις “polis”, città) che originariamente indicava la parte più alta della polis greca. Estendendone il significato, può essere chiamata “acropoli” la parte più eminente e fortificata di un’antica città. Nella Grecia antica indicava quella parte della città che veniva costruita per ragioni difensive sulla sommità di un’altura e spesso cinta da mura. Iniziata a diffondersi nell’età del bronzo, la “parte alta” delle città greche, come Atene, Argo, Micene e Tirinto, in età micenea era il luogo di residenza del re, ma col tempo divenne il centro religioso dell’abitato, sede di templi e luoghi di riunione. Essa si contrapponeva alla zona denominata asty, la parte periferica in cui viveva il popolo. Al suo interno c’erano case, templi e la piazza principale, l’agorà. Esempi tipici di acropoli, in parte tuttora ben conservati, sono quelli di Atene , di Selinunte (Sicilia) e di Canosa di Puglia, di Taranto (Taras), anche il castello Eurialo di Siracusa può essere considerato parte dell’acropoli di quella città. Ma l’acropoli di Atene, una collina rocciosa che si eleva fino a circa 100 metri sulla città circostante, ha conservato molte caratteristiche originarie. Tali fortificazioni non sono riferibili esclusivamente al mondo ellenico, bensì si ritrovano in tutto il Mediterraneo orientale (ad esempio presso gli Ittiti) e, dall’età del ferro in Italia[1] (ad esempio l’acropoli di Alatri, Cuma e Arpino sulle origini delle quali, tra l’altro, non è esclusa la matrice mediorientale).  In età romana, la funzione monumentale si sostituì a quella difensiva, che tuttavia venne recuperata nell’alto Medioevo. Cit. WIky

Alcune curiosità:

L’ulivo è una pianta molto longeva e resistente, nonostante il caldo o il freddo.

Si riteneva che l’olio di oliva conferisse forza e giovinezza a chi lo consumasse.

Le prime civiltà mediorientali usavano l’olio di oliva per curare qualunque disturbo e ancora oggi molti continuano a berlo quotidianamente per mantenersi in salute.

L’olio di oliva era anche utilizzato nell’ambito di cerimonie religiose e rituali come: i battesimi o all’interno di templi, così come per consacrare il capo di re, nobili e persino condottieri vittoriosi. (Ve li immaginate tutti unti e felici? °-°)

Nell’antica Grecia i vincitori dei Giochi olimpici e i vincitori delle battaglie venivano onorati con ghirlande di rami di ulivo.

Gli Spartani seppellivano i loro defunti su un letto di ramoscelli di ulivo per proteggerne le anime, mentre coloro che assistevano ai funerali indossavano corone di rami di ulivo per proteggere se stessi dal male.

E questa era la leggende dell’ulivo! E voi la conoscevate?!

A-

CONDIVIDI
Articolo precedenteBetulla
Articolo successivoScena andalusa