La leggenda dell’ape e del suo pungiglione

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Api: è un genere di insetti sociali della famiglia Apidae.

Apis Mellifera, Apis dorsata, Apis cerana….°-° ok….io non sapevo nemmeno esistessero tutte per non parlare delle 27 speci…

L’ape è un indicatore biologico della qualità dell’ambiente.

Api per il miele.

Api dipinte.

Api simbolo.

Le messaggere delle Muse per sensibilità al suono.

Il popolo che obbedisce al Re.

Zeus bambino fu nascosto dalla madre Rea in una grotta del monte Ida a Creta per sottrarlo al padre Crono che voleva divorarlo, fu nutrito, oltre che dal latte della capra Amaltea, da un miele prodotto dalle api locali.

Origine della vita.

Organizzazione.

Coraggio, verginità, purezza.

Simbolo massonico: la laboriosità dei fratelli.

Simbolo negativo: «…hanno il miele in bocca ed il pungiglione nascosto nella coda. […] parlando infatti nutrono con un dolce miele e in pari tempo feriscono con il pungiglione.»

Citazione Wiki.

Tanti, tanti anni fa quando gli uomini avevano l’animo più puro e non erano oscurati dal senso di violenza, presi dalla fame di vendetta e guerra…quando ancora erano in pace con loro stessi…esisteva un periodo in cui questi riuscivano a comunicare apertamente con tutto quello che li circondava e a convivere con la loro religione.

Si dice che esistessero degli umani in grado di parlare con gli animali, in grado di comunicare apertamente in un linguaggio comprensivo a tutti e due.

E quando ancora la religione non aveva diviso le comunità….tutto questo portava il Creatore a scendere sulla terra e a far visita agli umili umani. E questi, in un giorno qualunque, gli chiesero un favore:

“Signore possiamo chiederle un cibo dolce che possa render felici sia grandi che piccini?”

E fu così che l’Ape che ancora non viveva sulla terra…venne plasmata a scendere…ma badate! Ancora il pungiglione non lo aveva…era un insettino piccolo e delicato….L’ape arrivò e trovò un albero dove poter costruire un alveare. Poterono così iniziare la produzione del miele, poterono moltiplicarsi e poterono nutrire i loro piccoli.

Gli uomini giunsero allora da lei e le chiesero un poco del suo nettare dolce. E le api molto disponibili concedettero un vasetto di miele a ciascun umano.

Ma si sa dove porta la golosità? Gli uomini mangiarono con avidità tutto il contenuto del loro vaso e tornarono dalle api per averne ancora.

“Ci dispiace…ma quel miele lì, era l’unico che avevamo pronto…pe potervene dare ancora dovrete aspettare…”

“Aspettare? Noi vogliamo il miele che ci spetta subito. Non vogliamo aspettare.”

Chiamarono il creatore…

“L’ape non ci da il miele. Ne vogliamo di più! Vogliamo quello che ci spetta”

“Invierò sulla terra il Popolo dei Fiori e vedrete che le api riusciranno là dove fin’ora non sono riuscite”

Sbocciarono bellissimi fiori di colori luminosi e le api si moltiplicarono, i fiori vennero impollinati e l’alveare si ingrandì moltissimo…

Gli umani vedendo l’alveare ingrandirsi andarono dalle api per avere ciò che volevano.

“Allora? Ci potete dare il miele ora? Abbiamo aspettato!”

Le Api diedero quasi il loro sciroppo a questi tranne una parte che conservarono per poter nutrire i piccoli.

Ma….

“Ne vogliamo di più!”

“Dovete aspettare…non ne abbiamo più”

“Ma davvero? POPOLO DEI FIORI! Produci più fiori! Vogliamo più miele!”

“Ma uomini…abbiamo fatto più fiori che potevamo e tutti sono stati impollinati…dovete aspettare la prossima primavera….sennò…”

“NO. Vogliamo il miele ora. Siamo stufi di dover aspettare i vostri comodi”

E fu così che gli umani in gruppo andarono all’alveare e lo distrussero, uccisero le api e presero il miele restante.

La rabbia delle api superstiti non fu poca….

“Creatore! Cosa dobbiamo fare? Guarda cosa ci hanno fatto…siamo scesi per piacere e loro ci hanno ripagato con la violenza”

“La mia irritazione, come la vostra non è poca. Il loro comportamento è stato oltraggioso. Popolo dei Fiori produci, per favore, un alto rovo…dalle spine giganti e lascia che le api lo mangino.”

I fiori crebbero in un grosso rovo che andò a circondare il futuro alveare e le api mangiarono le spine che si trasformarono in acuminati pungiglioni.

Il giorno dopo gli umani tornarono all’attacco…ma quello che trovarono non fu esattamente ciò che ebbero lasciato il giorno prima. Le spine e i rovi li ferirono. Ma riuscirono ad arrivare all’albero ricoperti di lividi.

“Dateci il miele ora!!! O faremo ciò che già abbiamo fatto ieri! Vi distruggeremo sia voi che il vostro alveare e uccideremo i vostri piccoli”.

Fu così che la collera delle api si liberò in un gigantesco ronzio che si elevò dall’albero e una scia di piccole api sciamò allo scoperto saettando a colpire gli umani. Li punsero così tanto da ricoprirli di piaghe e farli scappare.

E da quel giorno gli umani smisero di esercitare la loro malvagità su quei piccoli esserini e li iniziarono a guardare con più rispetto e riguardo…giurando di rimpiazzare tutto ciò che avrebbero preso e di non essere più avidi come un tempo.

“Non prenderemo più ciò di cui non abbiamo bisogno”

Ma è stato davvero così?

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