La leggenda della Faia: metà strega, metà fata….

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Ecco! Vedete…una settimana a scavar la roccia e tutto è andato a buon fine!

Un buco per il timo, un buco per il rosmarino, un buco per la salvia…una treccia per l’agio…

“Faia?!?! Signora Faiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa???”

Umh? Questi villani…neanche il tempo per mettere apposto il mio bugigattolo!

Capelli apposto! Vestito apposto! Sorridi!

“Sìììì??? Chi è che viene a trovare Faia?”

“Signora! Sono il figlio del lattaio! Mi ha incaricato di venirvi a far rammento che il latte è pronto e lui è in attesa della sua persona che vi aiuti a far quel miracoloso prodotto di cui parlavate”

“Oh…certo certo! Ditegli che arrivo in due rancate!”

Più passa il tempo e più mi accorgo che questa vita non fa per me! Mannaggia la malora a quel giorno in cui arrivai in questo villaggio di contadini in cerca di casa…

5 anni prima….

“Tieni! Sembrerebbe proprio che tu abbia bisogno di un buon estratto di sidro!”
“Grazie….”
“Di al buon vecchio qual buon vento ti porta, ragazzina minuta, in questo villaggio di caprai”
“Mah…Orfana di famiglia è due mesi che vago per la valle in cerca di un posto dove vivere….ditemi ne conoscete uno?”
“Ma certo! Io sono il fulcro del villaggio! Ogni notizia passa attraverso me…ma dimmi…piccoletta…cosa sanno fare le tue piccole mani? Ho sentito voce…che il lattaio…su in collina offre una stanza nella vecchia grotta…certo è umida ma sempre meglio che star all’aria aperta!”
“Io? Io sono abilissima con le erbe!”
“Oh una guaritrice?”
“Io…posso…insegnare a ricavare dal latte un prodotto così buono che coloro che lo assaggeranno non potranno farne più a meno!”

Dannata me che quel giorno..pur di non morir di fame mi offrii di insegnar loro a ricavare il burro e a usare le erbe.

“Eccomi lattaio! Sono qui”
“Allora? Ditemi? Quale erbe vanno inserite?”
“Timo, fieno e sale”

Non ho mai detto a nessuno il perchè scappassi…non era certo perchè ero orfana…ma perchè nel villaggio a occidente mi avevano dato della strega…grazie al mio piccolo marito…si è preso il mio bambino…cosa dovevo fare? Lasciarlo morire? Un intruglio lo conoscevo…un intruglio capace di guarire da quel malanno che lo avviliva…ah maledetto!

Quanto mi manca il mio bambino….

“Oh guardate! La signora anna e il pargoletto!”

Mi sono avvicinata…il bambino era così bello…lo presi in braccio…

“lattaio continui a girare il latte…”

“Ohhhh come stai?? Come??”

Mi ignoravano….a me. non. mi. ignora. nessuno.

Guardai il bambino che avevo in braccio…

“Loro non ti meritano…andiamo…ti terrò io!”

Valigie! Vestiti! Capelli!

*schiocco di dita*

Ora si che il mio vero aspetto è migliore….nessuno di loro mi riconoscerà!

“Piccoletto! Andiamo!”

“Alla caverna presto!!!! L’ho vista andare là con il bambino! Prendete i forconi!! Prendete il fuoco! Cacciamo la strega indegnaaaaaaaaaaaaaa”

Ma quando i contadini e la madre disperata arrivarono sul posto…non trovarono altro che una caverna piena di buchi e un’incisione…

“Grazie per avermi ospitata…ma non ci meritate. Fate tesoro di ciò che vi ho insegnato…Questo bambino starà meglio con me, che con voi….tornate ai vostri stupidi impicci e non cercateci mai più.”

-La faia

Questo racconto che leggete qui sopra! E’ un racconto che ho inventato…immaginandomi cosa fosse accaduto a quel tempo…secondo la vera leggenda della Faia!

Ma chi era la Faia?

Sicuramente, chi è del Piemonte dovrebbe averla conosciuta…

Per metà strega cattiva e per metà fata buona coesisteva in un’unico essere, capace di ingannare con il suo aspetto, facendo pensare di esser buona…

“I vecchi raccontavano che la faia aveva insegnato ai pastori l’arte della lavorazione del latte e fatto conoscere un gran numero di erbe medicinali. Per loro si trattava di un personaggio realmente esistito. Aveva inoltre promesso di insegnare il segreto di ricavare dal latticello ( laita’ in dialetto), un prodotto ancor più importante del burro e del formaggio. Disgraziatamente, un giorno la faia, forse presa da un istinto materno, rapì un bimbo. Indignati i montanari le diedero una caccia spietata, sicché essa per sfuggire alla morte dovette abbandonare la valle. In Val Soana una caverna posta alla sommità di una strana parete verticale di roccia tutta bucherellata, è chiamata ancora oggi la casa della faia” cit.

Allora? La conoscevate??

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