La leggenda del fantasma dell’ultimo ballo

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Camicia apposto, giacca apposto, scarpe lucide….capelli? Ok.

“Ti sei ricordato tutto??”
“Sì, sì…tornerò presto e farò il bravo….Non berrò in eccesso e non corteggerò senza cuore…sì, mamma, ricordo tutto!”
“Come sei bello! Mi sa, che presto conoscerò la tua ragazza! Ora vai!”
“A dopo!”

Le madri…quando si parla di feste…bhe, sono madri.

Allora, la festa è a casa di Giovanni alle 20, sono in perfetto orario!

Non era la prima volta che partecipavo a una festa…beh a una festa…quale era il tema? 1800? Una festa da ballo! Ci piaceva un sacco passare il tempo libero a immaginare come erano le feste che una volta davano qui in città…e poi Giovanni se lo può permettere di invitare tutti quanti…Sì, siamo proprio strani!

Bussai al grosso portone della villa di Giovanni…il giardino era stracolmo di ragazzi che si stavano divertendo…con in mano calici…beh spero per loro che non siano di vetro…

Mi venne ad aprire Agata, la ragazza di Giovanni.

“Ehi!! Sei arrivato finalmente!”
“Ciao”
“Entra pure. Non aspettarti di vedere il tuo amico molto presto…si è perso!”

Entrando vidi il grande salone addobbato…sulla destra la pista da ballo con le musiche di quei tempi..e sulla sinistra la sala “solo uomini” beh…non che ci fossero solo uomini…c’erano, ovviamente, anche le donne.

E fu solo allora che la vidi…era bellissima, un vero e proprio colpo di fulmine.

donna
Aveva i capelli lunghi fino alle spalle, del nero della notte. E si appoggiavano sull’abito candido come la sua pelle. Era lì…e avrei giurato che mi stesse aspettando.

Mi ero perso tra i miei pensieri…chi era quella ragazza? era la prima volta che la vedevo…

“Vuoi continuare a rimanere impalato qui, come un cerbiatto inpaurito, o vuoi chiedermi di ballare? Sai la notte dicono che è lunga…ma in buona compagnia non così tanto!”

Mi girai di scatto…che bella voce che aveva…era lei.

“Ciao…io…aspetta come facevano nel 800? Mi vuoi concedere l’onore?”

Mi fece un breve inchino e accetto la mia mano

 

E ballammo, ballammo…certo non eravamo ballerini, ma ci limitavamo a girare in circolo..

Risultati immagini per silhouette ballerini lento

“Come ti chiami, cavaliere?”
“Andrea…e tu, principessa?”
“Principessa? Che parolone per una ragazza, nemmeno altolocata…il mio nome non posso svelartelo…ho paura che la magia finisca”

Era bellissima…ma mentra stavamo finendo di girare…la vidi iniziare a tremare

“Stai bene?”
“Sì…io…è che…non è niente, sento un po’ freddo per via dell’abito”
“Allora permettimi…”

Le coprii le spalle con la giacca…con capisco perchè con il passare del tempo, certe usanze sono finite con l’andare perdute…

“Grazie, cavaliere, molto, molte gentile”
“Perchè non mi chiami Andrea? Vuoi anche un caffè?”

“Sai ho avuto poche possibilità di bere caffè con dei bei ragazzi che ti offrono pure la giacca…Andrea…ma davvero qui lo danno?”

Risultati immagini per occhi neri

 

 

 

 

 

 

 

Mi sorrise…ma in lei vedevo qualcosa di strano, qualcosa di insolito…un mistero…non per via del nome…ma i suoi occhi avevano una luce fioca e aveva una strana espressione….

Fu mentre la guardavo che vidi Giovanni sbracciarsi in mezzo ai ragazzi che ballavano.

“Andrea????! Andrea! Allora sei venuto, finalmente ti sei scollato da quella sedia da Nerd e sei planato nei bellissimi anni del 1800!”
“Beh…sì…anche se non credo che alle feste del 1800 passasserò caffè e birra sottobanco, sai?”

Raggiungendomi con il suo fare…non vide lei…e la urtò…

“Ops…scusa…Oh…OH…Andrea…e tu…scusatemi!!! Ho interrotto qualcosa?”

La stavo osservando, perchè quando Giovanni le prese contro… il caffè che aveva in mano era finito sopra la giacca che gli avevo prestato. La reazione che ebbe fu davvero devastante.

“La giacca…la tua giacca….io, io…”
“Ehi ragazzina…scusami, ma non fare così…siamo nel 1800 solo idealmente…abbiamo la lavatrice e lo smacchiatore…”
“Giovanni? Ti spiace se lasciamo in anticipo la tua festa…”

Lo guardai zittendolo…e lui capendo ovviamente tutto, cioè nulla, mi fece l’occhiolino.

“Andiamo principessa…facciamo una passeggiata che ti scorto a casa da vero cavaliere”

Uscimmo dalla festa senza tanti problemi…

“Mi dispiace per la tua giacca…se ti sta bene, la pulisco io dalla macchia e domani la torni a prendere, ok?”
“Ok…anche perchè non mi pare il caso di ridarmela ora…fa abbastanza freddo per convincermi a non lasciare che tu cammini con le spalle scoperte. Allora dimmi…dove abiti?”
“Hai presente il cimitero?”

passeggiare

 

La osservai bene mentre camminavamo verso il cimitero…l’aria diventava sempre più cupa…le era passata la voglia di parlarmi?

 

 

 

 

“Eccoci…te lo avevo detto che la serata in bella compagnia finisce presto…ecco io abito qui”

Risultati immagini per casa nascosta tra gli alberi

 

 

 

 

Non mi ero accorto…che cimitero…intendeva il cancello, vero e proprio, del cimitero…poi vidi poco più in là la casa del custode…bho sarà la figlia…

“Sei sicura che…ti debba lasciare entrare lì da sola?”

“Non ti preoccupare Andrea…grazie per i balli…per la compagnia…e per la bella serata! Ricorda…domani torna a prendere la tua giacca”

Ci salutammo e le sorrisi.

La vidi sparire al di là del cancello…

“Andrea?? ANDREA! Ci vogliamo svegliare?”
“Cos…cosa?? Che succede??”
“Dov’è la tua giacca?? EH? EH??? Dai dillo alla mamma!”
“C’era bisogno di svegliarmi e farmi il terzo grado? Seriamente?”
“Ahhhhhh l’hai data a una ragazza!! Beh cosa aspetti a raccontarmi tutto??”
“Ma che ore sono? Ehm…io…devo uscire!”
“Ma come? Ma io volevo sapere che era successo…eh..OH…vai pure”

Tempo di vestirmi, mangiare qualcosa al volo, schivare mia madre e le sue domande…ultimamente è diventata così insistente…vuole che mi trovi una ragazza e che mi scolli dal mio solito tran tran da Nerd…ma io a parte LEI…non me la sento di avvicinare altre ragazze…hanno spesso secondi fini…

Arrivai al cimitero…aprii il cancello e andai a bussare alla porta.

“Arrivo, arrivo! Aspettate un attimo…che queste ossa sono lente da trascinare! Ah l’umidità, che cosa devastante!”

Mi aprii un vecchio…ma cosa? Sarà il nonno…

“EMh…Salve…scusi se la disturbo…ieri ho accompagnato a casa una ragazza…sua nipote? Mi ha salutato davanti al cancello e poi è entrata…”
“Giovanotto…sono troppo vecchio persino per avere dei nipoti che abbiano ancora la tua età…mi dispiace…l’ultima donna che ho visto è stata mia moglie. Ma anche lei, pace amore mio, è morta di crepa cuore…”
“Ma…io le dico che l’ho accompagnata, dalla festa di un amico, proprio qui…capelli neri lunghi fino alle spalle, abito bianco…eh..era così sorridente”
“Cosa? Sei sicuro di non essere tornato dalla tua festa urbiaco o cose così, che fate voi giocani d’oggi?”
“No signore…ho beveuto caffè…poi l’hanno urtata e la giacca che le avevo prestato per coprirsi si è macchiata di caffè…e lei mi ha detto “Torna domani a prendere la giacca”…Sa…speravo tanto di rivederla…”
“Figliolo…mi dispiace dirtelo…beh..te lo posso solo che mostrare…se non ti sei fatto di cose strane…questo è un miracolo”

Non capivo che intendeva dire fintanto che non mi portò davanti a una lapide…

“EH si…mi sa che sei stato miracolato…”

Sulla lapide vi era la mia giacca…la presi e vi giuro, aveva il suo stesso odore…

“Principessa” così ti piaceva farti chiamare..così ti ricorderemo.

“Sai giovanotto…solo io so che principessa è mia figlia…la mia povera moglie morì di crepa cuore, quando un poliziotto ci annunciò la sua morte…incidente automobilistico….anche lei a suo tempo veniva a casa da una festa…”

Incidente, morte? Ma cosa?

“Sei stato fortunato mio caro a vederla ancora una volta…magari ora il suo spirito sarà in pace…ti lascio qui a pensare…”

Mi lasciò davvero da solo davanti alla foto, davanti alla lapide…il sole splendeva.
Non potevo crederci…un fantasma? Ma come è possibile…ti ho toccata…stringendo con forza la giacca senti un rumore di carta…estrassi un foglio piegato.

“Come ti avevo promesso…la giacca è pulita, se sei venuto a prenderla e stai leggendo…sei davvero qui. Ti ringrazio per avermi concesso l’ultimo ballo…era una cosa che mi mancava…ora so che il mio spirito sarà in pace…sì..spirito…ho usato l’ultima energia che avevo per permettermi di rendere tutto reale…La mia povera madre, mio padre…stavano male ogni volta che apparivo davanti a loro…e allora mi perdevo a vagare e vagare e un giorno ti ho visto…Sei passato qui davanti per caso…con il tuo amico Giovanni. Parlavate della festa…la festa a cui tanto tempo fa, sono stata strappata. Quindi grazie…e perdonami per il poco tempo…Magari in un’altra vita ci rivedremo.
Ad Andrea, con affetto, principessa.”

Da quel giorno, ogni anno, sulla lapide il ragazzo deposito un buon caffè e una giacca..

A presto principessa….

Allora che ne dite? Come avete trovato questa storia? Beh io dico storia…ma è la leggenda del fantasma del ballo…ed è narrata in tutta italia, in alcuni paesi latino-americani e in molti altri posti…

Si narra di questo ragazzo, che a un ballo ha un colpo di fulmine con una bellissima ragazza vestita di bianco…bianco il colore dei fantasmi…che provava brividi…perchè associata alla morte che la consumava.

Esistono due o tre versioni di questa leggenda…e pure una fiaba…ognuna con risvolti sempre più macabri…

Beh! Ditemi che ne pensate 😛

A-