La leggenda del cavaliere cigno

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Vi è mai capitato di aver voglia di prendere una boccata d’aria a pieni polmoni? Di sentirvi chiusi tra le quattro mura di una stanza?

Quel giorno…quel giorno era nuvoloso….ma avevo deciso che era ben poco quello che me ne importava…volevo uscire, fuggire, scappare da quel solito “Svegliati! E’ ora di incominciare il lavoro”

Ogni giorno alla stessa ora: svegliarsi, vestirsi, colazione(quel po’ che c’era), pulizie, pulizie, panni da lavare…quel giorno avevo la giornata libera e ovviamente l’unica volta che avevo del tempo per me…era nuvoloso.

Ma cosa importa? Sono qui sulla riva…il vento fresco che soffia, a vedere le nuvole che si muovono spinte dalla forza del vento. Ho lasciato le scarpe all’inizio della spiaggia e mi godo la libertà per i miei piccoli piedi doloranti.

 

 

Alle spalle il castello Hohenschwangau in questa splendida Baviera…probabilmente a quest’ora il principe Ludwig starà ancora dormendo nel suo reale letto con intorno a se le reali guardie che lo proteggono dalle ingiustizie di questo mondo.

 

 

 

Arrivai in cima a una piccola sporgenza che dava sull’acqua….potevo vedere la schiuma che si formava dall’increspatura delle onde…le rocce grigie levigate dal vento e dall’acqua risplendevano…Sorrisi…un passo e mi sarei potuta gettare nel vuoto…avrei potuto lasciare questo mondo senza lasciare traccia…Sono così giovane, eppure mi sento già vecchia…E’ scomodo essere una serva e rovinarsi ancora prima di iniziare a vivere.

 

 

 

Eppure non è oggi la giornata per fare questi pensieri…scesi dalla sporgenza…ma quel che ricordo ora mi è confuso.

Sognavo, sognavo di volare…ma all’improvviso il volare si trasformava in una caduta, non era un sogno…le rocce non mi sono più amiche…la sabbia mi irrita gli occhi…mille piccole ferite…non riesco a frenare con questa lunga gonna che mi si attorciglia tra le gambe. Per un secondo…ho sognato? Ho sentito qualcuno spingermi con forza giù dalla crinale della sporgenza…mi fermai, finalmente, dolorante contro uno scoglio molto più grande di me.

L’impatto mi fece uscire l’aria che avevo dai polmoni e lì tutti i dolori che poco prima erano stati coperti dall’adrenalina della caduta riaffiorarono facendomi spalancare gli occhi e facendomi sibilare ciò che una donna non dovrebbe mai pronunciare.

Alzai la testa con le ultime energie che mi restavano in tempo per vedere Dalio il ragazzo della legna infilzato fino all’elsa da una spada…Ma cosa?…persi i sensi…

Costantemente riaffioravo e mi sentivo trattenuta per aria, ero in braccio a qualcuno?

Aprii gli occhi e mi resi conto che quel che pensavo essere una persona in realtà era un mucchio di coperte cullate dall’acqua del mare…spalancai gli occhi e mi alzai immediatamente…”Ma cosa??”

“Stai giù e non fare più quello scatto o ci ribaltiamo”

I miei occhi si spalancarono ancora di più. Un bel ragazzo dai lunghi capelli dorati, un’armatura, una corona a forma di cigno, una spada e uno scudo…una barca a forma di conchiglia e due splendidi cigni che la trainavano (ma come poteva essere???)

“Oddio ma tu sei…tu sei….sei una leggenda…non dovresti esistere…sei una favola che viene raccontata alle bambine piccole per tenerle al sicuro e lontane dai pericoli…tu sei…”

“No…io ti ho salvato, non sono nessuno e non voglio che tu mi chieda chi sono”

Che arrogante. Non avevo chiesto nulla a nessuno io eh….

“Puoi pensarla come vuoi…Ormai non dovrai più, l’ho ucciso”.

“Cosa? Ucciso? Dalio? Ma….non è che si va in giro a uccidere tutte le persone spiacevoli di questo mondo”

“E’ da tempo che lo osservo dalla riva…non sei la prima che ha tentato di uccidere. Anzi sei l’unica che si è salvata e sei stata fortunata..sono riuscito a salvarti prima che finisse la sua opera d’arte”

“Opera d’arte?”

“Sì…il principe ha tenuto nascosto che sono state trovate molte ragazze morte affogate in riva alla spiaggia in mezzo a un cerchio di fiori.. e mi ha chiesto di pattugliare la costa in cerca dell’assassino. Ora il problema non c’è più e io posso ritirarmi. Tieni”

Mi porse una conchiglia intagliata con il segno del cigno.

“Ora che il destino ti ha segnato…se dovesse succedere altro…lancia quelle nell’acqua e io sarò qui”

“Grazie…ma…come posso ringraziarti per avermi salvato?”

“In nessun modo…la tua gratitudine è quella di essere sopravvissuta, ho bendato le tue ferite…tienile pulite…mi raccomando”

Mi svegliai di soprassalto.

“Ma cosa? Un sogno? Che stupida…la sera prima ho ascoltato il cavaliere cigno e ora sono qui che me lo sogno….ahiaaaaa”

Ma cosa? Avevo le braccia e le gambe fasciate…mi mossi nella branda e sentii cadere qualcosa…una conchiglia intagliata…

“Oh…allora non ho sognato…” e giuro che nel buio della stanzetta sentii un no…

Allora che ve ne pare? Questa è la storia come me la sono raffigurata io, una rappresentazione della leggenda del cavaliere cigno.

Questa è una leggenda medievale su un misterioso salvatore che arriva su una barca a forma conchiglia trainata da cigni per difendere una damigella, con la sola condizione che lei deve chiedergli il suo nome.

 

 

La storia del Cavaliere del cigno riportava a quella della famiglia di Goffredo di Buglione, primo conquistatore di Gerusalemme nel 1099, nella francese chansons de geste nota come cycle de la croisade. Ma la storia è nota anche come la storia di Lohengrin, figlio del cavaliere del Santo Graal Parsifal. La leggenda di Lohengrin forma la trama della omonima opera di Richard Wagner, Lohengrin, che si basa sulla canzone tedesca medievale. Inoltre le storie e le leggende del Cavaliere del Cigno sono riprodotte nel castello di Hohenschwangau, in Baviera, commissionate dal principe Ludwig, mecenate e amico di Richard Wagner.

 

 

 

p.s LO SO, state tutti pensanso a lui é_é

Insomma che ne pensate? 😛

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