La leggenda del carnevale: da periodo di riti sacrificali per ineggiare il ritorno alla primavera a festa di classe.

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Febbraio…febbraio….Che cosa c’è in febbraio?!

IL CARNEVALE.

Carnevale, ogni scherzo vale.
Mi metterò una maschera da
Pulcinella
e dirò che ho inventato la
mozzarella.
Mi metterò una maschera da
Pantalone,
dirò che ogni mio sternuto vale
un milione.
Mi metterò una maschera da
pagliaccio,
per far credere a tutti che il sole è
di ghiaccio.
Mi metterò una maschera da
imperatore,
avrò un impero per un paio d’ore:
per voler mio dovranno levarsi la
maschera,
quelli che la portano ogni giorno
dell’anno…
E sarà il carnevale più divertente,
veder la faccia vera di tanta gente.
(Gianni Rodari)

Il Carnevale come molti di noi sanno, è quel periodo che precede il martedì Grasso.

Ma in quanti di voi sanno veramente perchè sia nato?

La sua origine è antichissima, risale difatti all’antica Roma…alla festa romana dei Saturnalia.

Saturnali sono un ciclo di festività della religione romana, dedicate all’insediamento nel tempio del dio Saturno e alla mitica età dell’oro; si svolgevano dal 17 al 23 dicembre (periodo fissato in epoca imperiale da Domiziano).

I saturnali avevano inizio con grandi banchetti, sacrifici, in un crescendo che poteva anche assumere talvolta caratteri orgiastici; i partecipanti usavano scambiarsi l’augurio io Saturnalia, accompagnato da piccoli doni simbolici, detti strenne.

Durante questi festeggiamenti era sovvertito l’ordine sociale: gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente degli uomini liberi, e potevano comportarsi di conseguenza; veniva eletto, tramite estrazione a sorte, un princeps -una sorta di caricatura della classe nobile- a cui veniva assegnato ogni potere. In realtà la connotazione religiosa della festa prevaleva su quella sociale e di “classe”. Il “princeps” era in genere vestito con una buffa maschera e colori sgargianti tra i quali spiccava il rosso (colore degli dèi). Era la personificazione di una divinità infera, da identificare di volta in volta con Saturno o Plutone, preposta alla custodia delle anime dei defunti, ma anche protettrice delle campagne e dei raccolti.

In epoca romana si credeva che tali divinità, uscite dalle profondità del suolo, vagassero in corteo per tutto il periodo invernale, quando cioè la terra riposava ed era incolta a causa delle condizioni atmosferiche. Dovevano quindi essere placate con l’offerta di doni e di feste in loro onore nonché indotte a ritornare nell’aldilà, dove avrebbero favorito i raccolti della stagione estiva. Si trattava insomma di una sorta di lunga “sfilata di carnevale”.

L’equivalente greco del dio romano Saturno era Kρόνος, Krono, il padre di Zeus. Quando i Romani sovrapposero Saturno a Kronos, la divinità ellenica era già da tempo assimilata a Xρόνος, Chrònos, il tempo che scorre. Tale associazione ha generato la figura di Saturno come sovrano di una mitica Età dell’Oro. Esiliato da Zeus e dagli Olimpi suoi figli al termine della Titanomachia, si diceva che Krono avesse spostato il suo regno in un luogo che, Greci prima e Romani poi, chiamavano “Isole Beate”. Cit.

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Questo periodo aveva un motivo ben preciso…veniva celebrata la fecondità della terra che si risvegliava dopo il lungo periodo invernale.

Grandi sorrisi e risa si elevavano e a questi gli si attribuiva il potere di sconfiggere la morte e il lutto, difatti in questo periodo venivano celebrati i riti sacrificali per le divinità di tutto il mondo sotterraneo e si riteneva che in questo periodo permettesse il contatto con l’aldilà.

I balli e le danze invece erano dedicate alle divinità della terra: in onore del dio Saturno, i Lupercalia, in onore del dio Fauno, nella sua accezione di Luperco, protettore del bestiame ovino e caprino dall’attacco dei lupi. I festeggiamenti affondano le radici negli antichi riti pagani, in un periodo storico anteriore al Cristianesimo.

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Festeggiavano così il ritorno alla primavera con risate, danze e amore travestendosi con maschere e abiti particolari per scacciare gli spiriti del male.

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Con l’avvento del cristianesimo la festa rimase e  sviluppò nuove tradizioni, ognuna per ogni stato, città e piccolo paesello e mantenne anche alcune delle vecchie, ma con il passare del tempo il vero motivo per il quale il Carnevale era famoso si perse insieme alla magia e al mistero.

Da rito a semplice festa….

Durante il Medioevo e il Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale furono introdotti anche nelle corti europee ed assunsero forme più raffinate, legate anche al teatro, alla danza e alla musica…non era più la povera gente, ma i più ricchi a permettersi costosi abiti e travestimenti…

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Arlecchino: maschera lombarda, si dice che fosse nato a Bergamo e che la madre essendo molto povera non poteva altro che cucire un abito da festa con scampoli di vari colori, altri dicono che fosse al servizio di una persona così avara da cedergli vestiti rattoppati e che solo con il passare degli anni il personaggio cambiò tenendo maschera e cappello e cambiando in un’abito dai mille colori.
Caratteristiche: agilità, la vivacità e la battuta pronta
Antagonista:Brighella… attaccabrighe e imbroglione, ossequioso con i potenti e insolente con i deboli.

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Pierrot: dalla Francia un servo sciocco e ingenuo, romantico, suonatore di chitarra, eternamente innamorato, con una comicita’ velata di tristezza. Si vestiva da un’ampia tunica bianca strtta in vita da alti pantaloni binchi e tanti accessori neri.

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Pulcinella: è la più antica maschera italiana. Era venuta fuori in epoca romana, con l’avvento del cristianesimo sparì e venne riutilizzata soltanto verso il 1500 con la Commedia dell’Arte. La versione Napoletana: rappresenta Virtù e vizi, ma è stato adottato anche in altre Nazioni e per ognuna ha assunto delle caratteristiche diverse: in Inghilterra è Punch, corsaro e donnaiolo; in Germania è Pulzinella e I-lanswurst cioè Giovanni Salsiccia; in Olanda è Tonelgeek; in Spagna è Don Christoval Polichinela.
Caratteristiche: lento, goffo e di poche parole, ma se parla è veramente diretto.

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Colombina: nelle commedie di Plauto viene raffigurata fra le furbe ancelle, ciniche e adulatrici, sempre pronte a suggerire alla padrona malizie e astuzie. Nel ‘500 diventa la Servetta complice dei sotterfugi domestici e amorosi della padrona. Compare per la prima volta nella Compagnia degli Intronati verso il 1530, come l’Amorosa o la moglie di Arlecchino, assumendo il nome di Betta, Franeeschina, Diamantina, Marinetta, Violetta, Corallina o anche Arlecchina.

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Pantalone: maschera veneziana.
Caratteristiche: libertino credulone, beffeggiato e sempre scontento, d’età avanzata, scapolo, arricchito, burbanzoso e sputasentenze, avaro e diffidente, per far sfoggio della sua autorevolezza si intromettendosi, non invitato, in dispute e alterchi e, puntualmente, finisce col ricevere botte da entrambi i contendenti.

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Brighella: Attaccabrighe, imbroglione, chiacchierone, insolente con i sottoposti e ossequioso con i padroni.
L’abito che Brighella si vanta di indossare è la “livrea”, simbolo dell’appartenenza al padrone: calzoni larghi e giacca bianchi, listati di verde, un mantello bianco, anch’esso con due strisce verdi, un berretto a sbuffo e la mezza maschera sul viso.

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Dottor Balanzone: Appartiene alla schiera dei “vecchi” della commedia dell’arte bolognese, talvolta è chiamato dottor Graziano o semplicemente il Dottore. E’ il classico personaggio serio, saccente e presuntuoso che si lascia andare spesso a discorsi pieni di citazioni colte dal latino. Uomo dalle guance rubizze, veste sempre di nero ed ha una grossa pancia; è solito gesticolare molto, ma i suoi gesti sono sempre pacchianamente autorevoli ed eloquenti. Calza una piccola maschera che ricopre solo le sopracciglia e il naso, appoggiandosi su due grandi baffi. Indossa la divisa dei professori dello Studio di Bologna: toga nera, colletto e polsini bianchi, gran cappello, giubba e mantello. Gode di molta stima tra le altre maschere che spesso si rivolgono a lui per un parere medico: egli non nega il suo aiuto ma sempre coglie l’occasione per fare la cosa che più gli piace: parlare ed elargire pareri di nessun valore.

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E da voi? Che cosa è usuale fare? Conoscevate il vero motivo per il quale è nato il Carnevale?

A-

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