La leggenda del caradrio, l’uccello bianco dalle magiche proprità e la guaritrice delle foglie di rame

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Era l’ennesima notte di incubi, avevo costanti premonizioni su quello avrei fatto da quest’oggi in divenire.

Mi muovevo ogni anno da regione a regione per cercare di portare quel po’ di conoscenza che avevo in medicina. Molti erano gli ammalati e molti erano i bisognosi. Io dalla mia parte potevo dare una mano cercando di curare queste persone. Ma l’unica cosa, era che non potevo raccontare a nessuno come realmente potevo curarle.

Il mio ultimo parente in vita quando ero molto piccola disse di avermi trovata nel bosco immersa in una culla di foglie color rame abbracciata a un pulcino bianco. Il suo buon cuore gli permise di prenderci con lui e di allevarci come parenti finchè raggiunsi un’età in cui la casa mi era stretta e la mia sete di avventura si faceva sempre più pensate.

Beh fu proprio in un giorno di questi che scoprii i nostri poteri. Il nostro parente una mattina non poteva alzarsi da letto e non si muoveva.. e il mio piccolo uccellino, con cui ero cresciuta, che nel frattempo era diventato un maestoso uccello dalle bianche piume, si era insistentemente appollaiato sul letto del parente e mi guardava…Non sapevo che fare..il parente era senza sensi disteso sul letto affetto da una grave malattia tenutami nascosta ? e a un tratto il mio più fedele compagno prese inaspettatamente la parola.

“mia cara, so che è strano…ma dammi da mangiare e faremo in modo che lui non muoia”

Feci immediatamente come disse e quando iniziò a mangiare l’uccello iniziò proprio a fare la cacca sulla coperta…e io ci rimasi davvero…come dire…male…

“Lo so può fare schifo…ma è l’unico modo…su svelta prendi il pestello e mischiala…verrà un impasto portentoso dalle proprietà magiche e lo farà guarire”…

Lo so cosa state pensando…ma era cresciuto con me..e l’unica cosa che potevo fare era dargli un tocco di fiducia e vi giuro…il nostro parente guarì e ne fu stupefatto anche lui..sapeva di aver sfiorato la morte in quanto la malattia di cui era affetto era incurabile e in quel preciso momento prese la decisione, era giunto il momento di raccontarci la verità…

Noi eravamo i discendenti di un’antica casata magica il cui popolo e casata furono distrutti durante una delle guerre umane per il trono…e che il nostro popolo era famoso per le qualità e l’attitudine con le cure magiche di questi bianchi uccelli di cui si sapeva essere l’ultimo discendente il mio fedele amico..

In quel periodo decidemmo che era giunto il momento di cambiare aria e intraprendere un’avventura come curatori magici.

Una lunga tunica un mantello dal lungo cappuccio, bianco sulla spalla e via verso nuove città.

Insomma il tutto ci portò ad oggi…ho sentito parlare di un Re molto giovane affetto da una malattia che nessuno sa curare…perchè non prendere la palla al balzo? In fondo abbiamo girato abbastanza in questi anni e così decidiamo di far visita a corte e la fama come guaritori ci aveva, ancora prima che arrivassimo in città, preceduti.

Ci lasciarono visitare il Re…era così bello…così giovane… E per la seconda volta da quando aveva iniziato bianco parlò…

“Io…io non posso guarirlo come faccio con tutti…”
“cosa?”
“Io non ho mai visto una malattia così rara…servirà ben altro…”
“Io mi fido di te sappilo…”
“Dobbiamo portarlo in giardino…”

E così visto che ormai tutti a corte si erano arresi all’idea che avrebbero perso il proprio Re ci assecondarono, in fondo eravamo davvero famosi nei casi più disperati e ci diedero quel po’ di fiducia che a volte è davvero rara…

Bianco balzò sul letto e lo vidi fissare il Re, non lo avevo mai visto fissare qualcuno con così tanta intensità…E mi spaventai…
“Bianco…bianco…le tue piume…stanno diventando nere!”
“Fidati…fidati di me!”

Balzò un altro salto e spicco il volo, in quella mattina di sole e cielo azzurro, lui salì così tanto di quota che sembro per un momento arrivare quasi a sfiorare il sole e raggiunta l’altezza più alta fino a essere completamente immerso nei raggi solari…riuscì la magia… le piume nere esplosero in in mille scintille e ciò che tornò tra le mie braccia non fu un uccello nero, nè un uccello bianco…ma un soffice pulcino con gli occhi di chi io conoscevo da quando ero piccola..bianco…era retrocesso per magia alla sua infanzia consumato dalla magia per curare il Re.

Si, magia….Il Re si svegliò e tra le urla, le risate…lui posò gli occhi su di me…

“Ehhhh niente è andata così tra me e tuo padre mia cara…un incontro magico si può dire, vero caro?”
“Si, mio amore e tu piccola principessina sei l’erede di tutto questo….”

E i tre continuarono la loro passeggiata nei giardini reali con l’ombra di un bianco uccello che sorvolava alto nei cieli del regno…

Che ne pensate???

Il racconto è basato sulla leggenda italiana del caradrio (anche caladrio o calandro) è un uccello bianco che, secondo la leggenda, viveva nei giardini reali. Ha la caratteristica unica di espellere feci mentre mangia. Le sue feci si dice abbiano il potere di curare le infiammazioni degli occhi. Inoltre esso aveva la capacità di sapere se una persona era affetta da una malattia mortale o no. In tal caso l’uccello distoglieva lo sguardo dal malato, altrimenti lo fissava e ne assorbiva i malesseri, poi volava verso il sole bruciando in tal modo le malattie raccolte.

Insomma, ditemi la vostra 😛

A – fruttidiboscoblog