La globalizzazione, vittoria o sconfitta politica?

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La politica è una scienza bellissima, però, mentre in alcuni Paesi si rivela sotto forma di dittatura, in altri si dimostra sotto forma di democrazia, che, oramai da decenni, è diventata potere. Tutto gira intorno all’economia di un Paese e i massimi gestori sono le banche.

L’ordine della magistratura dovrebbe essere indipendente dai sistemi politici di un Paese, ma non è così purtroppo. La stessa televisione di Stato ha l’influenza dei partiti politici. Parliamo del nostro Paese, il Bel Paese, tanto bello quanto infangato dalla corruzione, dalla speculazione e varie manovre occulte, che fanno dell’Italia il burattino di turno.

E’ il mio pensiero, sia chiaro e forse non sono solo a pensarla così. Le leggi ci sono, ma non vengono applicate, per svariate ragioni d’interesse o meno. Parliamo del sistema sanitario, che dovrebbe agevolare il cittadino, invece, lo martorizza con le più ingenti speculazioni su farmaci salva vita e quant’altro.

Per non parlare poi degli esami del sangue o peggio clinici, dove, se si è fortunati, ci vogliono settimane per sottoporsi alle indagini del caso e, purtroppo, anche mesi per lastre, risonanze magnetiche, tac, visite oculistiche e quant’altro, questo per agevolare le strutture private? Gli istituti farmaceutici, multinazionali, sono il timone di questa disgrazia e nessuno fa nulla, perché?

Se un governo non ha il potere di intervenire a riguardo, forse è da pensare che lo stesso fa parte di questa giostra diabolica. Non sono guerrafondaio, cerco solo di constatare per capirci. Un governo incapace di gestire, ha dato il via alle privatizzazioni e quasi su tutte le strutture economiche di mercato. E la globalizzazione?

Dallo scambio di merci all’unicità dei prodotti stessi. Prendiamo il nostro olio di oliva, ieri sulla tavola degli italiani c’era Bertolli, Carapelli, Sasso, ecc…,oli prodotti con olive italiane.

Oggi troviamo nei banconi dei supermercati gli stessi produttori, ma con olive dell’Unione Europea e il nostro olio, unico al mondo, che fine ha fatto? Non doveva essere protetto come tanti altri prodotti nazionali? E che dire delle nuove specie di insetti che vivevano solo nel loro ambiente e che ora spopolano in tutto il mondo, grazie alla globalizzazione?

Un giorno, quando ci chiederanno di che nazionalità siete, risponderemo, non lo so. Se due Paesi hanno uno scambio sostanziale di merci, la guerra può essere evitata, ma che il mercato potesse coincidere con la più ampia rete di sorveglianza e controllo, come accade in Cina, non era stato messo nel conto. Allora dove stiamo andando?