La freccia in rotatoria versus vax -insulti e no vax -clacsonate

0
268

La freccia in rotatoria versus vax -insulti e no vax -clacsonate

C’erano gli incroci..solchi di sentieri dei viandanti. Mutevoli non-luoghi, si fissarono in luoghi per stabilizzazione dei tragitti. Per causalità, opportunità o semplicemente casualità divennero svincoli di traiettorie, mercati, nuclei urbani. Assorbiti come nodi, intelaiarono le architetture delle città.

Divennero pericolosi quando le automobili veloci si allargarono a mezzi di trasporto pop. Ma nell’era dell’elettricità, della comunicazione di massa e della temporizzazione taylorista…tutte le premesse erano nell’aria perchè un pericolo potesse essere sventato. Un sagace inventore miscugliatore doveva solo sistemare i vari ingredienti nel giusto calderone..

Comparvero come funghi le lanterne semaforiche, tedofori moderni di segnali luminosi.

Tre colori dalla simbologia universale.

L’invenzione davvero poco valorizzata, venne via via boicottata: troppe file, troppi incidenti e soprattutto..troppi tempi lenti.
Via rimmel e rossetto, via attese, via menti locali. Via ricordi e pezzi di inconscio che affioravano nei tempi morti sospinti dal brano musicale, fermi al rosso del segnale.

E la corsa è accelerata.

Sono sorte le rotatorie: premesse di un giretto intorno ad un albero, statua, insegna quasi che la fugace bellezza ammantasse il tedio della rotazione rispetto ad un bel tiro dritto al verde pattuito del temporizzatore tricolore.

E sorprendentemente con esse è finito qualsiasi tipo di accordo consueto o- a suon di multe- ordinato: precedenze a destra; attese al rosso; graffianti frenate o ribelli accelerazioni al giallo..hanno lasciato il posto all’egoico guidare.

Tempo fa mi disse, in auto, un amico finlandese: ‘ non vi capisco …perchè non mettete la freccia in rotatoria?

Basta poco per permettere di prevedere cosa farà chi è davanti e aiutare chi è dietro: un mignolo dritto al ruotar del volante. Qual’è il senso di dover stare concentrati anche girando in tondo? di tutta questa inutile confusione?’.

Lampante..la mia mente corse ai quiz di scuola guida. La freccia era obbligatoria e valeva una crocetta.
Lampante al punto che ci penso spesso, da quando ho iniziato a metterla quella freccia in rotatoria. Da anni osservo la navigazione in rotatoria; ad un neofita in effetti bastano pochi giorni per crearsi delle statistiche mentali per tipo d’auto, genere o età..

Fateci caso ..i pochi che mettono quella lucetta sono rari quanto le pande gialle e meno frequenti delle cinquecento – sempre gialle- che ‘ti attaccavi’ negli anni 80′. Sempre più spesso accadono incidenti in rotatoria.

Perché? Cosa ci sta succedendo?
Qual è la tensione, il moto arrogante, la prepotenza o la banalità della fretta che ci sta traghettando da un’idea di collettività ad un …io contro te?

Al di là della corse per i figli da andare a prendere o portare; per la spesa che si scongela, per il cartellino da timbrare o per il Tom Tom che dice gira a destra alla terza uscita… E’ all’incidente che stiamo arrivando…un attimo…Stop! semaforo rosso!

Un po’ come nella cacciata attuale veloce e turbinosa dei vax contro i no vax. Non vi sembra che distolga l’attenzione dal fatto che un vaccino privo di una buona copertura agisca da pressione selettiva darwiniana su una popolazione virale -distribuita su una curva gaussiana – e crei ceppi resistenti?

E che ciò è vero come lo è il beneficio dei vaccini rispetto all’occupazione delle terapie intensive? come lo è il fatto che se il virus gira ora tra i giovani potrà immunizzarli prima della stagione fredda mettendo così al riparo genitori e nonni e verosimilmente o auspicabilmente ciò potrà favorire anche un’attenuazione del virus stesso?
Non è pure vero che- in una epidemia- l’attenzione alla salute mia porta anche ad un’attenzione alla salute tua indipendentemente dal tipo di prevenzione che io intenda perseguire?

E che l’accordo morale che rispetta te e me è insito nella mia etica che fonda la mia identità sociale e detta il mio comportamento?
Davvero crediamo che chi non mette la freccia nelle rotatorie, e che rende più complicata la guida a chi sta dietro, sia così zelante rispetto alla collettività? Ci stiamo accorgendo che nella corsa in cui ci siamo lanciati o che ci hanno imbastito imbarbigliandoci al canto della sirena del ‘fila dritto, per arrivare veloce alla tua destinazione’, ci stiamo mettendo gli uni contro gli altri?

E se ci fermassimo? Potremmo usare la mente in modo brillante per ridurre tensioni e trovare soluzioni preventive adatte ad una collettività molteplice fatta anche da persone che per stato di salute, momento di vita o sensibilità scelgono una direzione piuttosto che un’altra.

Occorrerebbe un bel semaforo rosso per una pausa lunga che ci aiutasse ad invertir marcia, a prendere un’altra direzione..Non so voi ma io temo che ci stiamo infilando verso un bello scontro frontale. Il proprio diritto vuole prevalere sull’altro, si accusa l’altro della propria cattiva condotta. E via insulti e clacsonate.

Fateci caso a quanti urli, frenate, intoppi accadono in rotatoria. La rivoluzione gentile inizia da una freccia..

Maria Elena Flamigni

Foto di suju-foto da Pixabay