La figlia della lupa

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Barbara Aversa
La figlia della lupa

C’è Eva, Luen, Giuditta, Liliana, Maggie e altre. Alcune sono legate da amicizia o sorellanza, altre sembra che a legarle sia solo il paese dove vivono.

Sembra che tutto si svolga nello stesso arco di tempo, mano a mano cominciano ad emergere intrecci, e si capisce che appartengono ad epoche diverse, ogni capitolo è una piccolo indizio.

Ognuna è la tessera di un puzzle.
Sono diverse e anche rivali e in un piccolo paese niente rimane segreto.

Alcune sono donne che non infrangono gli usi del momento, ma c’è chi invece va oltre ogni finto buonismo e contro l’ipocrisia, infischiandosene di quello che dice la gente di quello che si ritiene giusto o meno.

Giuditta spicca in questo, ha una bellezza straordinaria, lei è chiamata la lupa, è ostinata a badare a se stessa:

“ormai mi conosco bene, sono selettiva, orgogliosa, magari sarò selvatica, come dicono ma sono abituata a nascondere ogni dolore e piuttosto lo vivo con un profondo ululato solitario “.

Tutto il contrario di Liliana, senza carattere, ligia al dovere e così anche altre ragazze del paese. Tra tutte queste c’è la figlia della lupa.
Eva viene trovata morta in un bosco.

Ed è Luen la sua migliore amica, nonché scrittrice e giornalista quella apparentemente più coinvolta e preoccupata.

Attraverso la ricerca per scoprire cosa è successo all’amica, pare che chattasse con un uomo, ed è l’unico indizio.

Questo perché Eva faceva una vita tranquilla, insegnava, emergono storie parentele, sapute e non, di ognuna delle donne protagoniste del romanzo e a vario titolo coinvolte nella morte di Eva.

Il ritmo della narrazione diventa incalzante e tiene attaccati alle pagine perché l’indagine sulla morte di Eva è un continuo divenire di scoperte e possibili assassini.

Ed è proprio grazie al lavoro di Luen che si chiude con grande sorpresa il caso.
Ci stava lavorando anche la polizia.
È una lettura interessante per la struttura del libro, in ogni capitolo c’è un appiglio con il successivo, ma questo lo si capisce non subito.

Finale per niente scontato.
Non è un libro sulle donne, sicuramente hanno un ruolo rilevante nel complesso delle storie di ognuna.

Anche gli uomini, familiari e non giocano la loro parte.
Una bella scrittura fluida.

Anna