La felicità del lupo

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Paolo Cognetti
La felicità del lupo.

Sono sempre più quelli che fuggono dalla città per rifugiarsi in montagna. Così fa Fausto che torna a Fontana Fredda, dove andava da bambino, dove incontra Babette, fuggita anche lei da Milano, che gli offre un posto da cuoco nel suo ristorante. Un ristorante che serve sciatori e operai della seggiovia. Poi c’è Silvia, giovane in cerca di un suo posto, in fuga pure lei.

È l’amore per la montagna e per la natura che li circonda il denominatore comune oltre al lavoro.Sicuramente è così per Fausto, che cerca di trasmettere alla giovane Silvia, oltre al suo affetto, il benessere che riceve da quello che li circonda. E così insieme scalano cime ardite con grande piacere per entrambi.
Tanto da far da pensare a lui di aprire un’attività di ristorazione proprio lì, magari con lei. Silvia tentenna e finita la stagione invernale, torna a casa per mettere ordine nella sua vita e poi decidere.
“..che la montagna la pensavi in un modo quando ci vivevi, e in un altro quando ne stavi lontano “, così è stato per Silvia.

Fausto invece è lì che ha deciso di restare e ha colto al balzo una buona opportunità.
Quando finisce la stagione degli sciatori e tutto chiude, resisti, se davvero ami la montagna, in solitudine, pago delle bellezze che ogni stagione offre.

Cognetti, descrive paesaggi, flora e fauna di ogni stagione, da amante della montagna riesce a coinvolgere con le sue descrizioni che a volte sembra di vedere un bel documentario.

Pochi i personaggi, oltre a Fausto, Santorso che vive in valle da sempre, addetto a manovrare il gatto delle nevi, a cui qualcosa va male, qualche tagliaboschi e Gemma l’anziana ottantenne che ancora “si bada “da sola.

Si crea una sorta di mutuo aiuto tacito che se detto non verrebbe accettato. Gente di montagna.

È il lupo che mancava da molto tempo e ha fatto ritorno, lasciando traccia del suo arrivo, senza farsi vedere, per la gioia di chi ama la montagna e le sue creature ( un po’ meno per chi ha avuto qualche mucca sbranata).

Un bel libro, a Cognetti non sfugge nulla sia nelle relazioni dei personaggi, sia nel mondo delle cime, degli alberi e delle loro caratteristiche e delle rocce, riuscendo a portarvici il lettore senza che faccia alcuna fatica .

Anna