La dieta del riso

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Se ne sentono di ogni tipo, ci dono diverse diete o regimi alimentari per migliorare il proprio benessere e la propria salute. Prima di intraprendere ognuna di queste, bisognerebbe rivolgersi ad uno specialista e al proprio medico.

Non esistono infatti verità assolute, ma ogni cambiamento alimentare andrebbe definito attentamente per evitare implicazioni sulla propria salute.

Un alimento spesso utilizzato per rimettersi in forma se si è un po’ sovrappeso è il riso. Non è tanto una questione di kg quanto di gonfiore addominale.

Il riso ha in generale una caratteristica importante; pur essendo un carboidrato, non causa gonfiore addominale ed è facilmente digeribile.

Ci sono poi, a livello generale, diverse tipologie di riso, dal classico al basmati a quello integrale, restando nel generale.

La qualità integrale, ad esempio, è ricca di fibre e antiossidanti che hanno la funzione di contrastare l’infiammazione.

Una dieta del riso, con programma alimentare bilanciato, prevede sempre che il riso sia accompagnato da altri macronutrienti. Un riso in bianco con un po’ di olio e magari di limone può essere l’ideale per un pasto da consumare quando non si sta bene, per il resto il riso va considerato un sostituto di pasta e pane, come avviene nella cultura asiatica.

Va però accompagnato: avendo un alto indice glicemico che fa salire rapidamente gli zuccheri nel sangue, non è un un alimento completo e non è  l’ideale per chi vuole perdere peso. Il riso tende a scatenare un forte appetito a poche ore dal consumo a causa del calo del picco glicemico.

Non è segreto che, come stabilito in uno studio della Harvard Medical School, una porzione di riso bianco ha pressoché lo stesso effetto del consumo di zucchero da tavola puro.

Perché allora è considerato utile per sgonfiare?

Molto semplicemente il riso ha una digeribilità più veloce anche grazie alle dimensioni ridotte dei granuli di amido. Inoltre non contiene glutine ed è ricco di antiossidanti utili per contrastare l’infiammazione nel corpo, soprattutto quello integrale.

Per ridurre la quota di amido e l’indice glicemico basta semplicemente farlo bollire. Poi c’è la possibilità di scegliere quale riso utilizzare.
Il riso bianco ha meno nutrienti rispetto a quello integrale che risulta completo di crusca e germe, ovvero le componenti nutritive più ricche e anche responsabili del colore scuro del chicco integrale.

Questi sono una fonte di fitochimici, che rendono il riso integrale un ottimo antiossidante e antinfiammatorio. Il riso integrale inoltre contiene più proteine e fibre sia solubili che insolubili rispetto a quello bianco.

Tutto ciò fa si che il riso integrale aiuti il microbioma intestinale, essenziale per un buon sistema immunitario. Si fa preferire dunque il riso di tipo integrale.

Il riso dicevamo, può essere elemento basilare di alcune diete, come ad esempio quella ideata dal dottor Walter Kempner durante una ricerca svolta alla Duke University del North Carolina, nel lontano 1939.

Il piano è entrato ormai nei classici delle diete e fu ideato per pazienti con patologie croniche e da seguire per periodi limitati, in quanto sbilanciato dal punto di vista nutrizionale. Secondo Kempner, l’alterazione della dieta riduceva lo stress sui reni e permetteva di trattare efficacemente l’insufficienza renale.

Chiaramente è esattamente quello che non andrebbe fatto in una dieta bilanciata come si scriveva sopra. L’obiettivo per i malati cronici era ridurre drasticamente l’assunzione di proteine, il cui assorbimento dipende in gran parte proprio dai reni.

La dieta prevedeva soprattutto riso e frutta, dunque quasi solo carboidrati. Le proteine erano quasi azzerate come sodio o colesterolo.

Secondo un articolo pubblicato dul Journal of American Heart Association nel 2014, la ripartizione di questo piano alimentare prevedeva dal 4 al 5 percento di calorie provenienti dalle proteine​​, dal 2 al 3 percento dai grassi e il restante era rappresentato interamente dai carboidrati!

La versione aggiornata e moderna

Questa dieta è agli antipodi rispetto alla dieta zona  a quella in voga ultimamente basata sui chetoni. Lì le proteine dominano per raggiungere il medesimo obiettivo.

Qui a prevalere sono i carboidrati. Nella versione moderna della dieta del riso, le nuove conoscenze in ambito alimentare hanno corretto alcuni aspetti, limitando comunque l’assunzione di proteine.

La moderna dieta del riso è articolata in 3 fasi:

Prima fase, lunga una settimana. Qui il menu di base della dieta del riso viene consumato solo il primo giorno. Gli altri sei giorni, si possono utilizzare verdure, pane integrale e cereali e alcuni latticini senza grassi o latte vegetale.

La seconda fase dura fino a raggiungimento dell’obiettivo e ogni settimana inizia con la dieta base di riso, mentre negli altri giorni si aggiungono i cereali, le verdure e il latte scremato. Infine in un giorno a scelta, viene inclusa una fonte proteica, come pesce, latticini o uova biologiche.

La terza fase non è altro che il programma di mantenimento, che offre più opzioni e proteine ​​aggiuntive. Il menu viene diviso in base ai macronutrienti che sono: amido, latticini senza grassi, verdure, frutta e proteine.

Un amido equivale a 1/3 di tazza di riso cotto o fagioli secchi, 1/2 tazza di cereali cotti, pasta o verdura amidacea, una fetta di pane o 1/4 a 1 tazza di cereali.

Una porzione di formaggi senza grassi equivale a 1 tazza di latte vaccino o vegetale senza grassi oppure yogurt bianco.

Una porzione di verdure è 1/2 tazza di verdure cotte o 1 tazza di verdure crude.

Una porzione di frutta è una frutta di medie dimensioni o 1 tazza di uva o frutta tagliata.

Una porzione di proteine ​​è 30 grammi di pesce, pollame senza pelle, carne magra.

Menu Fase 1:
Colazione: un amido + un latticino senza grassi + un frutto
Pranzo: tre amidi + tre verdure + un frutto
Cena: tre amidi + tre verdure + un frutto
Menu Fase 2 per il giorno della proteine:
Colazione: due amidi + un frutto
Pranzo: quattro amidi + tre verdure + un frutto
Cena: tre proteine ​​+ due amidi + due verdure + un frutto
Il menu della fase 3 prevede l’aggiunta di proteine tutti i giorni tranne il giorno 1 che è quello basico.

Dibattito: fa bene o no?

La dieta del riso rivista in versione moderna riprende la dieta originaria, che fu concepita come dieta sbilanciata a fini medici ( alleggerimento funzione renale per malattie croniche ). Sicuramente quella attuale è ritenuta più accettabile dal mondo scientifico, ma pur sempre da dosare e non utilizzare continuativamente.

Rientra in quelle diete di moda come la zona o la Dukan per esempio. Tutte diete che richiedono di rispettare menu rigidi e tagliare alcuni gruppi alimentari. 

In realtà la cosa migliore sarebbe sempre seguire una dieta sana e ipocalorica che soddisfi il proprio fabbisogno di macronutrienti di tutti e tre i tipi: carboidrati, proteine, grassi.

L’unico consiglio che ci sentiamo di dare quindi è quello di consultarsi sempre con medici o dietisti o comunque esperti del settore prima di intraprendere una dieta ed evitare il fai da te, se si vuole dimagrire in modo duraturo e sano.

Tuttavia le diete bilanciate si fanno sempre preferire soprattutto a lungo termine.