LA CORDA E L’ARTIGLIO

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Il romanzo “La corda e l’artiglio” dell’autore Davide Cariola mi ha piacevolmente sorpreso e appassionato. Pur non rientrando pienamente tra i miei generi preferiti, sono stata letteralmente catturata da questa storia.

La capacità descrittiva dello scrittore è fantastica, ogni dettaglio, ogni situazione, ogni luogo è raccontato nei minimi particolari senza annoiare, anzi… provocando nel lettore quella voglia spasmodica di continuare a leggere per scoprire come va a finire.

Ho adorato dal primo istante la figura del protagonista Massimiliano, un ispettore di polizia che si trova ingarbugliato in una serie di casi che, in qualche modo, lo riguardano e lo coinvolgono emotivamente, in cui lo spargimento di sangue e l’orrore sono notevoli, in cui la voglia di fermare questo raccapriccio è tale da far passare i bisogni fisiologici (mangiare, dormire, vivere…) in secondo piano.

Un romanzo complesso, con molti punti sviluppati senza mai perdere il filo conduttore, tanto che alla fine “ogni pezzo del puzzle” trova la sua giusta collocazione e, finalmente, il lettore può tirare il fiato.

Al di là della storia di cui non voglio svelare di più, posso solo aggiungere che mi sono piaciuti tutti i personaggi, le loro vite, le loro vicissitudini.

Un ottimo thriller da leggere, colmo di colpi di scena in grado di creare una forte suspense. Questo romanzo, spero, abbia il successo che merita in quanto mi capita raramente di leggere una storia scritta bene, in italiano corretto, con descrizioni minuziose senza cadere nella ridondanza e senza portare la storia alla lentezza eccessiva e, di conseguenza, alla noia.

Un romanzo che, a mio parere, vedrei bene trasformato in un film!!