La casa delle madri

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Daniele Petruccioli
La casa delle madri
Edizioni Terrarossa

“La casa non si appartiene, né appartiene a chi l’ha costruita intorno a sé; appartiene, come sempre, in parte alle memorie che la abitano ( anche inconsapevolmente, da chi ci vive in carne ed ossa), in parte alle esperienze che la abiteranno ( e di cui gli spazi- segretamente-recano già le tracce)”.

Le case di cui qui si parla sono abitate da generazioni di famiglie, da quella del notaio, da sua figlia poi, e dai nipoti in seguito fino a quando col cambiare degli eventi familiari cambierà anche la casa, sarà stravolta da come era in origine e cambieranno gli abitanti.

Le case sono aderenti a chi le abita.
Un modello di famiglia patriarcale quello del notaio a cui Sarabanda ( nomen omen ) si ribellerà a modo suo, mantenendo comunque rapporti buoni soprattutto con la madre Nina a cui si dedicherà fino alla fine da cui riceverà in eredità la casa, con tutto quello che è insito in essa.

Sarabanda la abiterà con Speedy ( nomen omen) il marito, e i loro gemelli, e che condividerà a volte, finché sarà sposata con la suocera Leda, con la quale non ha un buon rapporto.

Per inciso, non sto spoilerando nulla perché la originale struttura di questo romanzo è l’anticipazione nel tempo presente di quello che succederà nel futuro.
Nonostante questo però, non viene meno la voglia di leggere fino in fondo perché la storia è trascinante e coinvolgente e quello che poi succederà lo si vuole leggere.

Le case sono intrise di odori: muffa, vernice, erba attorno, odori di chi le abita, anche quando non sono più abitate e per un po’ permangono “ gli spiriti “. Contenitore e contenuto a volte sono imprenscindibili.

Le storie dei personaggi, storie molto particolari, soprattutto quella dei gemelli, e qui non svelo nulla, hanno un rapporto con le case che abitano di forte intersicazione, nel bene e nel male, fino a diventare nostalgici ricordi oppure luoghi da dimenticare.
Credo che chiunque leggendo questo libro possa trovare una parte della propria “casa/vita “, le storie raccontate sono reali, come possono capitare nella vita reale.

È un libro che si sofferma molto sulla descrizione psicologica dei personaggi e sulla loro relazione.
Ci sono i rapporti tra generazioni, la crescita, la malattia e la morte, di questo è fatta la vita.
E quando finisce la lettura si aprono i cassetti della memoria, anche quelli che mentre si legge si lasciano sulla pagina.

L’ho trovato un bel libro, scritto bene reale e anche duro a volte, ironico e con tanti particolari piacevoli.

Una bella lettura che consiglio.
Meritata la nomination allo Strega.

Anna