LA CACCIATRICE DI STORIE PERDUTE

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Il romanzo “La cacciatrice di storie perdute” dell’autore Sejal Badani è profondo, emozionante, pregno di amore e di speranza.

La protagonista è Jaya, una giovane giornalista, sposata con Patrick alla disperata ricerca di un bambino, ma che, purtroppo ha subito tre aborti. Dopo la terza perdita, la sua vita inizia a vacillare: il suo rapporto con il marito diventa instabile, tanto da mettere in discussione il matrimonio, Jaya torna a vivere dai suoi, ma il già poco brillante rapporto con la madre non la aiuta, così decide di intraprendere un viaggio in India per scoprire le sue origini.

Un viaggio che si rivelerà una vera riscoperta di se stessa. Conoscerà Ravi, che era stato il servo della nonna Amisha, il quale ha una missione da compiere: raccontare la vita della nonna a Jaya. E lo farà, giorno dopo giorno, tirando fuori ricordi piacevoli e gioiosi, ma anche sofferenze profonde. Non sarà facile ripercorrere tutta la vita di Amisha, con la sua voglia di vivere pazzesca, i suoi sentimenti sinceri, il suo essere un po’ fuori dalle regole per i tempi in cui ha vissuto, la sua indole sognatrice.

Una figura, quella di Amisha, che mi è piaciuta molto per il suo coraggio di affrontare la vita a testa alta, per la sua capacità di anteporre la famiglia a tutto il resto, e per la sua capacità di amare incondizionatamente.

Questo romanzo ha messo in luce quanto sia importante conoscere le proprie origini, capire da dove veniamo, per vivere serenamente e con più consapevolezza il presente. E sarà proprio ciò che succederà a Jaya, abituata alla vita frenetica e “grigia” di New York e che, improvvisamente, si troverà catapultata in un mondo fatto di colori vivaci, di tradizioni sentite, di povertà, di semplicità. Grazie a questo viaggio riuscirà anche a ricostruire un rapporto profondo con la madre Lena, che aveva sempre visto come una madre fredda, poco affettiva.

Il filo conduttore di tutto il libro è il coraggio che ci accompagna nelle scelte di tutti i giorni. L’autore Sejal Badani ha saputo raccontare con dovizia di particolari la vita vera dell’India profonda ed è stato molto attento ad approfondire i sentimenti di ogni personaggio, ogni loro sfumatura e questo suo modo di scrivere permette al lettore di “entrare” dentro la storia, di viaggiare attraverso gli occhi di Ravi, Jaya e Amisha nel mondo tradizionale e moderno dell’India.

Lo consiglio vivamente.