La cacciatrice di storie perdute

0
216

di Sejal Badani

Newton Compton editori

Recensione a cura di Monica Pasero

Ho letto questo libro in un momento piuttosto particolare della mia vita e forse per questo le emozioni trasmesse sono state così forti e penetranti in me, tanto da farmi piangere di gioia e sconforto durante la lettura… Ma credo che la capacità di questa autrice, nel farci emozionare, sia marcata in ogni pagina.

La storia prende fin da subito e la lunghezza del testo ci permette di convivere con il libro per diversi giorni; è quasi una sorta di carezza la sua compagnia, che rende la narrazione, seppur a tratti cruda, un dolce e  piacevole momento di condivisione.

Questa è la storia di una famiglia, tre generazioni di donne, così diverse tra loro, ma unite dallo stesso sangue e dalla stessa caparbietà. Ribellione e sottomissione lottano nell’ anima delle protagoniste: tre donne con destini diversi, ma tutte alla ricerca del loro vero essere che si ribella contro gli ostacoli che la loro mente offre.

La narrazione si apre ai giorni nostri, negli Stati uniti, dove una giovane donna, Jaya, lotta per diventare madre, ma i suoi vari tentativi riducono il suo cuore in macerie; la sua vita appare non trovare più il senso, l’abbandono del marito e il distacco sempre più forte con la madre, la portano ad uno stato di dolore che sembra senza via di uscita. Ma si sa, la vita è imprevedibile e una lettera dalla lontana India, condurrà Jaya in quelle terre così lontane dal suo essere e qui conoscerà le sue origini.

Farà da cicerone in questo viaggio nel passato, Ravi fedele servitore della famiglia… Ravi condurrà la giovane a scoprire tradizioni e luoghi che fino a ieri erano così lontani dal suo modo di vivere. In queste terre dove la povertà regna, Jaya aprirà gli occhi e il cuore a nuove visioni; tramite i racconti dell’ anziano servitore, scoprirà la storia di sua nonna, Amisha, una donna sottomessa alle rigide tradizioni di quei luoghi, ma con un cuore e una mente liberi, capaci di volare lontani…

In questo viaggio a ritroso negli anni quaranta, Jaya capirà  lo stato d’animo di sua madre e il suo distacco… imparerà ad amare sua nonna e come in una fiaba conoscerà il  grande amore di Amisha per Stephen, un amore negato da un tempo in cui le tradizioni di una comunità, contavano più della felicità di un essere umano. Questa è la storia di un  sogno ostacolato dall’ ignoranza di certe culture  che imprigionano, ancor oggi, la donna negandole la sua vera essenza.

Una storia avvincente, intensa che ci dimostra ancora una volta che solo l’amore libera e ogni volta che noi amiamo, davvero, noi apriamo le nostre prigioni e doniamo alla nostra esistenza il suo vero e unico senso: amarsi e amare.  Perché tutto può distruggersi, ma tutto con amore si può sempre ricostruire.

Lettura consigliata.

Monica