La Battaglia di Ravenna

0
1443

Correva l’anno 1512 e la Romagna stava per vivere una delle vicende più cruenti e sanguinare della sua storia. La famigerata Battaglia di Ravenna, svoltasi l’11 aprile 1512.

Di fatto, secondo molti questa battaglia ha sancito il passaggio dal Medioevo al Rinascimento, o perlomeno ha messo la parola fine sul Medioevo. Si tratto’ di una vera e propria carneficina.

Era il giorno di Pasqua e da una parte era schierato l’esercito Francese di Gastone de Foix, ultimo esempio di cavaliere medioevale, dall’altro l’esercito spagnolo.

Una Pasqua di sangue, una delle più sanguinose della storia in nome di un gioco di alleanze senza fine tra le potenze del tempo. Raimondo di Cardona, viceré di Napoli e comandante delle truppe della Lega Santa aveva ricevuto presso S.Bartolo un gianto insanguinato.

Il mittente era proprio Gastone de Foix, nipote del re di Francia, appena ventiduenne. Così la mattina di Pasqua due enormi schieramenti erano disposti sotto le mura dell’antica capitale Bizantina. Gli schieramenti erano il risultato dei vari giochi di alleanze dell’Italia dell’epoca.

Nel 1509 Chiesa e francesi avevano sconfitto i veneziani, permettendo alla Chiesa di riprendersi Ravenna. Ma Giulio II, il pontefice dell’epoca voltò poi le spalle ai francesi, preoccupato per il troppo potere di questi. Strinse dunque la Santa Alleanza con spagnoli e veneziani. I francesi dal canto loro contavano sull’appoggio degli Estensi di Ferrara. Cosi dopo la nascita nel 1211 di questa alleanza, Gastone de Foix era sceso in Italia a gennaio del 1512 vincendo battaglie in serie. Fino a quell’11 aprile.

Voleva Ravenna, importante militarmente e simbolicamente. L’ 8 aprile devastò Russi, poi giunse sotto le mura iniziando ad assaltarle con le bombarde. La Torre Zancana resistette ma i segni delle bombarde si vedono ancora oggi sulla torre.

Ma un tratto di mura vicino a Porta San Mama venne giù e i francesi iniziarono l’assalto. Un epico intervento della cittadinanza al fianco degli spagnoli che si arroccarono nella torre Brancaleone fece si che l’attacco fu respinto.

Il fossato rimase colmo di cadaveri e i ravennati avviarono le trattative coi francesi. Ma si trattava di un trucco per prendere tempo. Da sud stavano arrivando rinforzi e i francesi si concentrarono oltre il Ronco.

Cosi la mattina dell’11 aprile, nella piana tra Ravenna e S.Bartolo o il Molinaccio erano schierati 35.000 uomini, la creme degli eserciti di Francia, Spagna e dei regni italici. La carta vincente risultò essere la cavalleria del duca d’Este. Era più rapida grazie ai suoi cavalli di quella spagnola trainata dai buoi.

I generali della Lega italo-spagnola intendevano aspettare l’attacco francese. I comandanti della cavalleria spagnola non erano però d’accordo e partirono all’assalto. Fu un errore, lo scontro fu impressionante secondo i testimoni dell’epoca. Gli spagnoli furono costretti a retrocedere fino a Rimini. Tra i prigionieri anche Giovanni De Medici, futuro papà Leone X.

I francesi vinsero, ma a caro prezzo, morì Gastone de Foix, e presto l’esercito francese colmo di perdite e senza più condottiero fu costretto ad abbandonare comunque l’Italia.

Ludovico Ariosto, testimone della battaglia parla dei 20.000 morti stimati in modo spaventoso. Definisce il campo di battaglia come una distesa di cadaveri. Afferma addirittura come fosse possibile camminare per miglia senza toccare terra.

Grosso tributo anche per Ravenna che fu brutalmente saccheggiata dei francesi. Un saccheggio ricordato per secoli. Questa per molti ful’ultima battaglia del medioevo, l’ ultima con la cavalleria protagonista. Nel 1557 nel punto dove cadde Gastone de Foix, venne eretto un monumento a forma di spada tutt’oggi presente.

Il Mostro di Ravenna

Fu un vero e proprio successo mediatico dell’epoca, dovuto all’enorme risonanza che questa battaglia ebbe in tutta Europa. Un mese prima sembra che a Ravenna fosse nata una creatura deforme. Le scritture erudite e le stampe iconografiche diffusero la notizia in tutta Europa e durante la battaglia e nei decenni successivi il fatto fu interpretato in chiave politica in senso favorevole o contrario al papà. Una punizione divina dei mali dell’Italia e del Mondo.

Foto da La bottega del mistero

Nella foto in evidenza: Morte di Gaston de Foix nella Battaglia di Ravenna, 11 aprile 1512. Olio su tela di Ary Scheffer, 1795-1858. Foto whooart.com

Fonti: Storie e luoghi di Romagna di Andrea Casadio

Il mostro di Ravenna a cura di Dio. Bolognesi.