La bambina dei biscotti, L’ultimo biscotto…

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Ahhhh l’estate! A chi non piace l’estate? Sole, caldo, aria aperta!

Ogni anno non vedevo l’ora che arrivasse l’estate per poter rivedere di nuovo tutti i miei amici, in quello che noi chiamavamo l’oasi.

Cos’è l’oasi? E’ il posto preferito un po’ da tutti qui: un grosso e grande campo in cui ogni anno, arrivati a questo perfetto momento di stagione, ci attrezzavamo di tutto punto per passare un lungo periodo in quel posto bellissimo.

Circondati dagli alti pini, dietro cui ci nascondevamo la notte per mettere paura ai piccoli lupetti ancora privi di una buona esperienza per riconoscere che i versi che facevamo non erano per niente simili a orsi o lupi.

Il gruppo a cui appartenevo era giusto un gradino superiore a quei piccoletti, ma avevo già fatto abbastanza esperienza per essermi guadagnato quel po’ di fiducia, grazie alla quale in molti mi seguivano.

Dopo aver montato le tende ed esserci messi comodi nelle nostre uniformi: camicia azzurra, pantaloncini blu e fazzoletto al collo, siamo pronti per suddividerci i veri e propri compiti che di lì a poco sarebbero diventati di nuovo una sacrosanta abitudine.

Grazie alle portentose abilità di molti di noi, potevamo avvalerci di veri e propri tavoli di legno, e chi invece era meno pratico, veniva inviato alla ricerca di legna asciutta per poter accendere, quella sera, un bel falò con cui scaldarsi (si anche se è estate in questa parte di regione il freddo ci raggiunge di notte) e per cucinare l’essenziale per campare.

Ah ma quel anno fu tutto diverso….

“ah, benedetta Anna e le tue mani! Così piccola ma così brava in cucina è un supplizio!”

Lei mi sorrise…

“Se solo fosse che tu non ti mangiassi anche i bufali interi quando vedi qualcosa di appetitoso…non mi faresti tutti questi complimenti!”

Eravamo attorno al fuoco la prima volta che la vedemmo…

Vidi una macchia bianca con la coda dell’occhio…e girandomi vidi una bambina…se fosse stata dei lupetti me ne sarei accorto in questi giorni passati al campo. Portava un lungo vestitino bianco, quello che risaltava di più, e quel che mi era dato di vedere grazie alla luce del fuoco era una bambina piccola dai capelli dorati.

“Ehi? Mi senti? Si può sapere a cosa stai pensand…”

“Ma chi è?”

Fu solo quando tutti si volsero a guardarla che lei arrivo trotterellando vicino al falò e con la sua tenue voce ci chiese un biscotto??

“Ciao! Diventiamo amici? Ho visto che mangiate i biscotti, me potete dare uno?? Ho tanta fame!”

Anna le andò vicino con la cesta di biscotti…

“Prendi pure quelli che vuoi i ragazzi ne hanno già mangiati un bel po’”

E così passammo un’intera settimana con la bambina che ogni sera, alla stessa ora veniva a trovarci e a chiedere un biscotto. Era una brava bambina, diceva di abitare non lontano dal nostro campo e di essersi avvicinata dopo aver sentito le voci..diceva che la sua mamma le raccontava che quel che sentiva erano dei ragazzi poco più grandi di lei e che se avesse voluto poteva benissimo venire a conoscerci. E con coraggio venne a parlarci veramente, ogni giorno era vestita uguale un abitino bianco e i capelli con i codini. Scherzavamo e sopratutto mangiavamo biscotti insieme…

E dopo una settimana di mangia, mangia ed esplorazioni varie e i nostri soliti compiti avevamo finito le scorte. Così io e altri ragazzi decidemmo di andare a rifornirci nel paese a qualche km da lì.

Fu allora che successe….

“Ragazzi! Prendete anche qualcosa di commestibile da cucinare, non solo schifezze!”

“Vaaaaaaaaaa bene….ah! i biscotti!”

Eravamo entrati nell’unico negozio di alimentari che c’era, dove il proprietario era un baffuto signore dall’aria gentile.

“Gelato…caramelle…biscotti…pollo…acqua…thè…pane…cipolle…patate”

Stava passando sulla cassa i prodotti che avevamo raccattato in giro per il negozio e nel guardarmi intorno vidi una foto su una parete…

“Ehi ma è lei! Guardate…è la bambina…quella che viene ogni sera a prendere i biscotti…qui non ha il vestito bianco ma è blu notte…”

Il commerciante mi guarda allibito e un po’ malinconico..

“Credo sia davvero improbabile che lei sia da voi ogni sera…è morta molti anni fa…”

“Cosa?”

“Era mia figlia…lei e la madre morirono in un incendio nel bosco”

Lo guardammo tutti a bocca aperta….

“Ma signore…ci dispiace…”

Mi sorrise…

“ahhhh! Non vi dispiacete, ormai ci ho fatto l’abitudine a convivere con il dispiacere! Tengo quella foto lì perchè ogni giorno lei si appoggiava a quella parete e dopo avermi guardato intensamente diceva “Mi dai un biscotto?” Eh non potevo che darglielo, ne andava matta!”

Uscimmo un po’ alibiti da lì e quella sera al falò la bambina non si presentò, nell’ultima esplorazione che seguimmo quell’estate trovammo un piccolo spiazzo fiorito nel bosco e una lunga incisione sul lato di un tronco

“Grazie per i biscotti…ora posso finalmente dormire con la mamma”

Un ultimo biscotto….

Un’estate diverse da tutte che ci lasciò un profondo segno

Ed eccoci con la nuova leggenda! La bambina dei biscotti!

La conoscevate??

Se si ditemi che ne pensate!

p.s Un grazie a Lorenzo per avermi fatto conoscere la prima scout italiana!

p.s2 Mille grazie Marta per i preziosi consigli! 🙂

Spero che apprezzerete l’articolo!

A-fruttidiboscoblog