La ballata

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Ian McEwan
La ballata di Adam Henry

La’ nei giardini dei salici

Fu la’ nei giardini dei salici che io e la mia amata ci incontrammo;
Ella passava la’ per i giardini con i suoi piccoli piedi di neve.
Mi invitò a prendere amore così come veniva, come le foglie crescono sull’ albero;
Ma io, giovane e sciocco, non volli obbedire al suo invito.
Fu in un campo sui bordi del fiume che io e la mia amata ci arrestammo,
E lei posò la sua mano di neve sulla mia spalla inclinata.
M’invito’ a prendere la vita così come veniva, come l’erba cresce sugli argini;
Ma io ero giovane e sciocco, e ora son pieno di lacrime.
W. B. Yeates

Galeotta questa poesia cantata da Fiona Maye , protagonista del romanzo, giudice dell’alta corte britannica, chiamata a sentenziare sulla situazione di Henry, quasi maggiorenne, malato grave di leucemia, in una famiglia di Testimoni di Geova, contrari alle trasfusioni di sangue che i medici che lo hanno in cura, presso l’ospedale, ritengono necessarie per la sua sopravvivenza. Proprio i medici hanno fatto ricorso al tribunale.

Il giudice deve tutelare l’interesse del minore, e decide, dopo aver sentito gli adulti, di andare a trovare il ragazzo in ospedale, per capire se davvero, come dicono, lui è d’accordo con la famiglia. Si trova davanti ad un ragazzo, intelligente, apparentemente determinato nella scelta dettata dalla sua religione di non accettare trasfusioni.

L’incontro con Henry è un incontro tutto particolare. Il ragazzo, seppur evidentemente sofferente, ha un eloquio fluente, un’ intelligenza vivace, da autodidatta e sta imparando a suonare il violino e facendole sentire la sua capacità intona una ballata, che il giudice canta. È la poesia di Yeates, una poesia che tornerà nella mente di entrambi.
Si crea un clima particolare tra loro.
Il giudice deciderà di far curare il ragazzo, anche contro la volontà che lui le ha espresso.
È interessante la riflessione che è adottata nella sentenza.
Ed è interessante il procedere del romanzo, Henry sarà grato al giudice, la cercherà, ma lei decidera’ di non dare corso alla frequentazione.
Il finale è inaspettato.
È un bel romanzo, McEwan scava all’interno dei personaggi, altri oltre a quelli citati, mette in discussione le regole della “ normalità “, dà visibilità al mondo interiore del ragazzo , mette in rilievo le dinamiche familiari, tutte, con le contraddizioni e le ipocrisie che le accomuna.
E lascia poi lo spazio per la riflessione personale, con tanti punti sospesi.

Anna