L’ annusatrice di libri

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Esce oggi per Fazi

L’annusatrice di libri
Desy Icardi.

Adelina ha 14 anni, dal Monferrato, zona dove vive coi genitori, viene mandata a Torino da zia Amalia per studiare in una scuola prestigiosa.
Le due donne sono le protagoniste del romanzo, che intreccia con impeccabile intonazione le due vite, entrambe molto particolari. Zia Adelina a sua volta era stata mandata negli anni ‘30 a Torino dai genitori che vivevano in campagna, per trovare un lavoro e magari “ un buon partito “.

Nella Torino della fine degli anni ‘50, Caterina, ospitata dalla zia ( rimasta vedova poco dopo il matrimonio con un colonnello dell’esercito) inizia il suo percorso scolastico e, per caso, si scopre annusatrice di libri. Ma non un’annusatrice come tanti che hanno questo “ vezzo “ in” prodigio “ di annusare i libri per il piacere che la carta stampata gli evoca, no, Adelina riesce ad immergersi nella storia che il libro tratta e a leggerla annusando.

Se ne accorge un giorno che è costretta dal poco simpatico reverendo Kelley, insegnante di lettere, a studiare i Promessi sposi, con Luciana, sua compagna di scuola e protetta dal reverendo, per l’amicizia che scopriremo con suo padre. Avvicinando il naso al libro di Luciana ( che diventerà sua amica) Caterina capisce tutta la storia. Farà un’ottima interrogazione da lasciare stupito il reverendo. Quello che non ho ancora detto, è che Caterina non sa leggere, legge malissimo, mentre è molto brava coi numeri.

Le sorprese in questo romanzo sono un continuo. La ragazzina, sul suo libro dei Promessi Sposi, per quanto annusi, non riesce a “leggere “nulla . Va in libreria per comprare un altro libro, ma nemmeno in questo il suo naso è vincente.
Nel palazzo dove abita con la zia, per tutti rigorosamente signora Peyran( cognome del marito defunto), c’è un avvocato che presta dei libri alla zia, la quale non li legge in realtà, ma, per darsi un tono, finge con l’avvocato di essere lettrice. Adelina andando dall’avvocato per restituire un libro prestato alla zia, si trova nell’immensa libreria di questi e, incuriosita, mette il naso nel libro che deve portare alla zia e “ legge “ che si tratta del Don Chisciotte. L’avvocato la vede e capisce. La frequentazione della libreria dell’avvocato diventa fitta. Nessuno dei libri per la zia verrà letto dalla zia, ma da Adelina. La zia non aveva studiato, arrivata a Torino aveva iniziato a lavorare come modista, la sua bella presenza non richiedeva altro. Poi,.per strane e divertenti combinazioni, era finita a lavorare in un piccolo spettacolo con un mago. È lì che andavamo i militari per spassarsela con le ballerine, ed è lì che conosce il colonnello Peyran, dal quale riesce scaltramente a farsi sposare. Rimasta vedova, con un patrimonio di tutto rispetto, la zia faceva la “signora “ tanto oculata da far patire la fame alla nipote, nonostante il padre le pagasse un buon mensile per l’ospitalità.

La piccola annusatrice, scopre senza dire a nessuno della sua capacità, che il naso funziona solo se messo su libri usati, è l’odore di libri nuovi non l’aiuta per nulla. Per questo scambia il suo libro di Manzoni ( praticamente nuovo) con quello di Luciana.
Il reverendo ed il padre di Luciana , notaio fallito per investimenti sbagliati, hanno la passione per i libri antichi, uno in particolare, che si trova in America. Anche il reverendo è un annusatore ma come l’avvocato del palazzo della zia, non leggono col naso, sentono solo gli odori di carta e inchiostro.
Un giorno che il reverendo era più irascibile del solito mette in punizione Adelina e la manda nel famoso stanzino ( da tutti temuto) al buio. Adelina sente l’odore dei vecchi libri e nonostante il buio legge . Sorpresa dal reverendo con un libro in mano, racconta di essere riuscita a leggere grazie ad un filo di luce che passava sotto la porta, racconta quello che ha letto, lasciando il reverendo allibito. Immediatamente ne parla col suo amico notaio, raccontando che i libri che sono in quello stanzino sono tutti in lingue antiche, che nemmeno lui è in grado di leggere.

Naturalmente Adelina è all’oscuro di questo.
Cambia la narrazione, il romanzo si trasforma quasi in un giallo. I due “ benpensanti “ cercano di sfruttare le doti della ragazzina per il loro fine, almeno la traduzione del famoso libro in America.
Intanto, con la scusa di seguire di più l’alunna negli studi la tiene a scuola nel pomeriggio, insieme all’amica Luciana e le manda nella biblioteca a classificare i libri. Luciana dopo poco chiede di essere esonerata, si annoia. Nel frattempo i due amici, soprattutto il padre di Luciana, tramano per portare la piccola annusatrice in America. Durante la classificazione dei libri Adelina si sente male, deve interrompere. Il reverendo, che sta traducendo la storia della santa Bibiana ( annusatrice pure lei) scopre che la sua alunna corre un grosso rischio immergendosi troppo nella lettura. Cerca di convincere il notaio a lasciare perdere il suo progetto senza riuscire. Il notaio intanto, cerca di circuire la zia, scoprendo che ha un bel gruzzolo e le propone un buon investimento, le fa credere un futuro roseo, di lui si sa che è vedovo.

La zia pensa sembra quasi convinta. Ed è durante un invito a cena che le propone il viaggio in America insieme alle due compagne di scuola, per permettere alle ragazzine di vedere un altro mondo a lui di seguire i suoi affari, mentre la zia cura le piccole amiche. Sembra tutto perfetto, il notaio con una galanteria degna della sua posizione, in men che non si dica prepara i passaporti, le porta a comprare abiti nuovi e al momento della partenza manca sua figlia. Nonostante la tristezza di Adelina e i dubbi della zia, si parte.
La figlia costretta a rimanere a casa con la domestica ( amica del padre ) vorrebbe avvisare il reverendo di quello che ha organizzato il padre. Una serie di circostanze e di combinazioni, faranno in modo che in America la zia, costretta a rimanere da sola per tanto tempo nella stanza, leggendo “Il bel ami “ libro che si era portato per vezzo, apra gli occhi sul notaio, scoprendo che voleva fregarla.

Da Torino attraverso l’avvocato ( che faceva il detective per passione) si riesce ad arrivare al notaio. Con un bel colpo di scena, il romanzo rimettere tutte le pedine al proprio posto, rivelando segreti e cose inimmaginabili.
È davvero un bel romanzo, ben strutturato, i personaggi che diventano ad un certo punto tutti protagonisti di questa storia particolare, sono descritti bene, ognuno con le sue peculiarità, alcuni si riveleranno alla fine altro da come si erano conosciuti.
Sono andata a cercare qualcosa sugli annusatori di libri, esistono, addirittura fanno dei raduni.
Sono annusatori di carta e non, lettori olfattivi come la protagonista del libro.
Mentre leggevo il libro ho provato ogni tanto ad annusare qualche mio libro, non ho sentito nulla, non annuso l’odore della carta, ne’ mi inebrio. Qualcuno lo fa.
Fatto questo piccolo inciso, consiglio vivamente di leggere questo libro è scritto bene e ‘è interessante e si trovano citati tanti capolavori della letteratura internazionale.

Anna