KRONACHIA di EMANUELE ANGIONE. Recensione di Giulia Nicora

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KRONACHIA – EMANUELE ANGIONE

Recensione a cura di Giulia Nicora 

Un uomo. Il suo nemico. Due bracciali che donano potere. Uno spasmodico, ossessionante desiderio di conquista.

Ma Kronachia non è soltanto l’eterno scontro tra bene e male; è amore, sentimenti, famiglia, amicizia, cieca fiducia, tradimenti, doppiogiochismo e consapevolezza che la sete di potere può condurre chiunque sulla cattiva strada.

Un racconto che inizia da un sogno, un sogno di Elmut, il saggio, coraggioso, pacato Elmut, amato nel regno di Gloriosa, sposato con Jolen, una donna altrettanto forte, energica e decisa. Attorno a lui, Wallace, fidato braccio destro; Mhiara, giovane sempre pronta a combattere per la sua famiglia, il suo regno ed i suoi valori, ma dal cuore indurito da una delusione d’amore; Karem, soldato valoroso innamorato di Mhiara, il solo che riuscirà a farla innamorare di nuovo; Muskatt, grande stratega, e molti altri.

Tuttavia, un giorno, accade qualcosa: il perfido Moude, spinto dalla bramosia di potere e di conquista, fa forgiare un’Armilla oscura, un bracciale che, opposto al suo gemello, in metallo chiaro, rende chi lo indossa malvagio. Ma questo non basta, non è sufficiente possedere il potere: Moude vuole tutto. Vuole anche l’Armilla chiara per distruggerla, vuole conquistare il regno di Gloriosa e tutti i territori d’Oriente ed Occidente, nessun luogo, nella Pangea, è più sicuro e ad Elmut non resta altro da fare che schierare i suoi soldati, inviarli in missioni esplorative ed in vere e proprie battaglie.

Luce e ombra possono avere un volto comune, lo dimostrano bene Jolen e Zeyla, due mogli, due donne potenti, combattive e leali nei confronti dei loro mariti, ma due donne, appunto, che possono essere fragili, possono aver bisogno di conforto, che sia da amiche oppure da un fidato consigliere; affrontano qualsiasi difficoltà si ponga loro davanti senza arrendersi, anche quelle che sembrano insormontabili, come le false accuse nei confronti di Elmut oppure l’incontrollabile desiderio di potere di Moude, anzi, Zeyla dimostra il proprio coraggio non nel rimanere accanto a lui, ma nell’opporsi a lui, per il suo bene.

La guerra fa da sfondo e da fil rouge alle vicende dei vari personaggi, all’amore scoperto piano piano tra Mhiara e Karem, alla condanna di Elmut, accusato da Wallace di essere un traditore a causa di una diceria, alla storia di Zeyla, moglie di Moude e madre di Meros, devota fino a quando inizia a rendersi conto che il marito è così potente da essere pericoloso; a Wallace, un soldato, ma anche un uomo, quindi non sempre razionale, viene ingannato, cede ad una menzogna che lo porta ad accusare il suo più caro amico, anche se, alla fine, proprio il sentimento di amicizia lo porta a ritornare sui suoi passi per cercare di scoprire la verità; al subdolo Holz, il vero traditore, colui che si finge amico ed alleato, in realtà è manipolatore, non vuole essere semplicemente un alleato ma cerca di manipolare e giocare secondo le sue regole per ottenere il potere; a soldati che mostrano il loro lato più umano e persone che fanno emergere il loro cinismo. Si combatte con le spade e con le parole, a volte molto più pericolose delle armi, soprattutto se utilizzate da persone che ne conoscono il reale potere, ed il bene e il male, forse per la prima volta, si alleno, non esiste più il confine tra “buoni” e “cattivi”, ma tutti si uniscono per combattere un nemico più grande, nel nome della comune pace del regno; una persona potente è temibile, ma quando lo è troppo, o vuole diventarlo, va fermata in ogni modo, anche a costo, come dimostra Zeyla, di mettere per un attimo da parte i propri sentimenti.

Per una coppia che trova la sua fine un’altra inizia, e Karem e Mhiara lo possono raccontare: due soldati, sì, ma, prima di tutto, un uomo ed una donna che non trovano il coraggio, nonostante l’evidente affinità e sintonia, di manifestare quello che provano, fino a quando non vengono posti di fronte all’evidenza e, seppure con fatica, soprattutto da parte di una Mhiara già delusa per amore, finalmente si abbandonano a questo amore.

Quella di Kronachia è una trama avvincente, ricca, intensa, molto umana e profonda, da leggere tutta d’un fiato… perché, alla fine, anche il lettore viene inviatato a festeggia l’inizio della nuova Epoca Aurea inisieme a tutti gli abitanti della Pangea.