Jorge Luis Borges. Scrivere e sognare

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J.L. Borges
Sognare e scrivere.

A cura di Anna Cavestri 

Un piccolo libro questo di Borges, un testo che raccoglie alcuni suoi interventi degli ultimi anni; interviste e riflessioni per lo più. Parla di scrittura, di lettura, di come queste due attività convivano, di quanto siano reciprocamente indispensabili:

“Credo che uno scrittore debba abbandonarsi al piacere di sognare, di scrivere; anche se ciò fosse imprudente. Però chissà che la massima felicità non sia la lettura. Una volta ho scritto: si vantino altri delle pagine che hanno scritto; quanto a me, m’inorgogliscono quelle che ho letto. La mia lettura è molto più importante della mia scrittura. Questo è un assioma.”

Parlando della fede, del fato, del sogno, di quanto sia importante continuare a crederci:

“Credo che l’avvenire dipenda da ciascuno di noi: è un atto di fede. Quanto a me, mi sono proposto questo atto di fede; quale altra cosa mi resta se non sognare e scrivere? Niente altro. Non posso più leggere, era uno dei miei grandi piaceri.

Ora no, la cecità mi impedisce di leggere. Ma continuo a scrivere, o piuttosto a dettare i miei sogni. So che se sono fedele ai miei sogni, allora sono un uomo etico. Quando scrivo, non amo quello che scrivo, ma se non scrivo mi sento in colpa, è come una mancanza di lealtà.”

E’ evidente in questo testo come uomini di indiscutibile talento, si rivelino molto spesso come esempi di grande umiltà.

Anna