Ipazia o S. Caterina? Nel giorno dedicato all’eliminazione della violenza contro le donne

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Nel giorno in cui si festeggia S. Caterina d’Alessandria d’Egitto, ma anche la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne una ricorrenza istituita dall’assemblea generale delle Nazioni Unite, il 17 dicembre 1999, proprio in questo giorno mi viene un dubbio e vi spiego subito il perchè di questo dubbio amletico. Le due figure mitiche di Caterina e Ipazia entrambe collocate ad Alessandria d’Egitto, iniziamo allora a dipanare la matassa, di tutte e due non si conosce l’anno di nascita e di morte. Secondo la tradizione, Caterina è una bella giovane egiziana; la Leggenda Aurea specifica che era figlia di re e istruita fin dall’infanzia nelle arti liberali. Un imperatore romano tenne grandi festeggiamenti in proprio onore ad Alessandria, la Leggenda Aurea parla di Massenzio, ma molti ritengono che si tratti di un errore di trascrizione. Caterina si presentò a palazzo nel bel mezzo dei festeggiamenti, nel corso dei quali si celebravano feste pagane con sacrifici di animali e accadeva anche che molti cristiani, per paura delle persecuzioni, accettassero di adorare gli dei. Caterina rifiutò i sacrifici e chiese all’imperatore di riconoscere Gesù Cristo come redentore dell’umanità, argomentando la sua tesi con profondità filosofica. dito-s-caterina L’imperatore, che, secondo la Leggenda Aurea, sarebbe stato colpito sia dalla bellezza che dalla cultura della giovane nobile, convocò un gruppo di uomini di scienza affinché la convincessero ad onorare gli dei. Tuttavia, per l’eloquenza di Caterina, non solo non la convertirono, ma essi stessi furono prontamente convertiti al Cristianesimo. L’imperatore ordinò la condanna a morte di tutti e dopo l’ennesimo rifiuto di Caterina la condannò a morire anch’essa su una ruota dentata. Tuttavia, lo strumento di tortura e condanna si ruppe e Massenzio o Massimino fu obbligato a far decapitare la santa. Le scarse notizie sulla sua vita hanno sempre fatto dubitare della reale esistenza di una santa Caterina d’Alessandria d’Egitto. La stessa Chiesa cattolica ha spesso espresso i suoi dubbi, culminati nell’esclusione dal martirogio tra il 1962 inizio concilio Vaticano II e il 2002, nonostante il permesso del Vaticano di festeggiarla ugualmente. Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto si festeggia il 25 novembre, ed oggi processione e fuochi di artificio non mancano a Galatina. La santa è identificata, insieme a S. Margherita d’Antiochia ed a S. Michele, come una delle ” Voci “ che ispirarono Giovanna d’Arco. Ricordiamo che tra le 128 reliquie di santi presenti nella basilica Orsiniana vi è il dito di S. Caterina depredato da Raimondo Orsini Del Balzo dal monte Sinai. Passiamo ad Ipazia, anche lei nacque ad Alessandria in Egitto, nell’allora Impero Romano d’Oriente nella seconda metà del IV secolo, non è possibile stabilire con maggiore precisione l’anno della sua nascita.ipazia-1 Ipazia è stata una matematica, astronoma e filosofa, la sua uccisione avvenne da parte di una folla di cristiani in tumulto, rendendola così una martire della libertà del pensiero. Ipazia era tra i maggiori rappresentanti del pensiero neo- platonico, il neoplatonismo nacque in un particolare momento storico, in cui l’uomo, spinto da una profonda crisi interiore, avvertiva intensamente la caducità della realtà. Il neo-platonismo andrà poi ad influenzare soprattutto la filosofia occidentale, sia cristiana che moderna. Ipazia fu matematica, astronoma e filosofa, anche da donna aveva tutti i titoli per succedere al padre nell’insegnamento di queste discipline nella comunità alessandrina e nella tradizione del glorioso Museo fondato quasi 700 anni prima da Tolomeo. Anche se il vecchio Museo non esisteva già più, da quando era andato distrutto al tempo della guerra condotta da Aureliano, la tradizione dell’insegnamento delle scienze mediche e della matematica era però continuata ad Alessandria, mantenendo intatto l’antico prestigio. Il prestigio conquistato da Ipazia ad Alessandria ha una natura culturale, ma la sua stessa eminente cultura è la condizione dell’acquisizione da parte di Ipazia anche di un potere che non è più soltanto culturale ma anche politico.ipazia Ipazia forse fu uccisa da monaci cristiani cosidetti ” Parabolani ” questi monaci che avevano come mandante il vescovo cristiano Cirillo, furono i membri di una setta che nella Chiesa delle origini si dedicavano sotto giuramento alla cura dei malati, specie degli appestati, e alla sepoltura dei morti, sperando così di morire per Cristo. Tutte le grandi conquiste della modernità, libertà di pensiero, pluralismo, libertà di ricerca, valore delle scienze sperimentali, si devono ad Ipazia. La nascente religione cristiana non accettava che una donna con le prerogative di Ipazia, libera, non subordinata a partiti o fazioni, presente e partecipativa nei luoghi pubblici, sapiente, dotata di una parola autorevole per chiunque, per questo la contrastò fino ad ucciderla. Forse è arrivato il momento di rivalutare questa figura di donna.

Raimondo Rodia