Iniziamo con l’intervista a Patrizia Pallotta a cura di Agnese Monaco

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INTERVISTA A PATRIZIA PALLOTTA

a cura della dott.ssa AGNESE MONACO

                 http://agnesemonaco.altervista.org  –  www.facebook.com/AgneseMonacoOfficial11214371_10205895142830053_3919644414841090405_n

Cara Patrizia , parlami di te e della tua storia. Quando hai compreso che eri portata per la scrittura?
La scrittura è arrivata dopo una vasta cultura letteraria. Leggevo libri sin dall’età di 7 anni, scrivevo filastrocche perché mi piaceva il suono della rima. A poco a poco si è formata anche la voglia di scrivere, soprattutto in poesia, dopo le puerili storielle, nacquero poesie più serie dettate da disagi, momenti di malinconia o di riflessione. Ho avuto un istante di interruzione, a causa della gravidanza, la famiglia e il lavoro mi hanno costretta a sospendere quello che la mia interiorità mi spingeva a mettere su carta.

La passione, però non mi ha mai lasciato e la voglia di condividere i miei pensieri poetici mi ha seguito subito dopo.

Il libro scritto con il mio amico e poeta Valter Casagrande è stata un’esperienza unica. Valter mi ha proposto di fare questo lavoro insieme, ed ho accettato, anche perché ho scritto un paio di prefazioni sui suoi testi e una recensione sulla sua poetica.

Arnaldo Colasanti è da tanti anni un mio caro amico ed anche Presidente dell’Associazione Frascati poesia, alla quale appartengo.

Non è la prima volta che presenta un mio testo, mi conosce abbastanza e lo stimo molto a livello di critico e scritto.

Quale stato d’animo t’ispira maggiormente nella stesura dei tuoi componimenti?La realtà, tutto ciò che ci circonda, l’amore per la natura, ma soprattutto lo scrutare i sentimenti, cercare di volgere lo sguardo verso

le realtà altrui, questo è più che altro espresso anche nei miei due libri di racconti. L’animo umano, o l’osservare un fenomeno atmosferico che non sia banale, spesso solo una parola può far scaturire una poesia in poco tempo, magari corretta molte volte finché non mi soddisfa (difficilmente).Il surreale e la fantasia sono altri ingredienti che fanno parte della mia anima, sempre seguiti da metafore più o meno nascoste.

Cosa significa per te la scrittura? Per me scrivere è indispensabile, ora più che mai, libera da impegni famigliari pressanti, riesco a concentrarmi con tanta voglia

di crescere, imparare anche leggendo le poesie e le storie di autori di un certo spessore. Se non scrivo, leggo

Che consigli daresti a chi vuole emergere nel tuo campo? Lavorare con umiltà, e farsi apprezzare senza compromessi, frequentare presentazioni che possano essere utili alla mente

per poi elaborare uno scritto. Purtroppo poche persone condividono il mio pensiero. Leggere leggere molto, dà un grande aiuto.
Quanti e quali libri hai pubblicato? prossimi progetti?Ho pubblicato 11 libri, ma sono presente con delle sillogi o solo una poesia in moltissime antologie, grazie a chi mi ha scelto.

Sto lavorando attualmente, fra una presentazione e l’altra, dove mi si chiedono interventi, al mio primo romanzo, una storia al femminile, che verte su un difficile problema.. Tema delicato e difficile da affrontare, ma bussa dentro di me

e vuole uscire ad ogni costo.

Meglio una casa editrice o il self publishing?Sicuramente una casa editrice, se è seria e mantiene le promesse, il libro viene distribuito in librerie della loro rete. Con il mio libro di racconti dal titolo”Racconti senza polvere” ho dovuto fare la ristampa perché non si trovava.

Concludo con la domanda GRIDO, quella in cui tutto è concesso. Lascia il tuo messaggio.  Parlami di ciò che desideri. Gridare a chi ascolta, a chi tiene in considerazione le tue parola, la tua esperienza, le tue soddisfazioni che arrivano da chi mai ti aspetteresti, grido a chi scrive e vuole farlo che non è uno scherzo, dietro le quinte deve esserci passione vera, non ci si può

inventare né improvvisare, non si può alzarsi una mattina e decidere di scrivere un romanzo o altro, pensando…lo fanno tutti.

Errore enorme, il talento si costruisce anche se nasce con noi, anche per altre forme artistiche, ma che ci sia quello vero, quello che ti fa riprendere un libro in mano, dopo averlo letto dopo qualche tempo, per rivivere momenti che trovi ti uniscano allo scrittore e voler risentire il suono di una poesia per riflettere. Non a caso cito spesso la frase di Leopardi “Rivivere è risentire”. Grazie