Indice di toccabilità

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Non so a voi ma a me da abbastanza fastidio quando mi si tocca, specie durante un dialogo. Non serve mettere le mani addosso all’altro mentre si parla, Basta guardarlo, parlare chiaro o aspettare il proprio turno.
Invece no, abbiamo la tendenza, specie qui in Italia ad accallappiare l’interlocutore per un braccio o addirittura con la bottarella sul petto.
È bene chiarire che c’è un indice di toccabilità tra esseri umani. Il contatto fisico è una delle strutture più importanti della società umana. In uso anche tra i primati, che definiscono in questo modo i ruoli nel branco, tra uomini e donne in particolare; ha diverse funzioni come rinforzare i rapporti, stabilire gerarchie, entrare in intimità,  imporre una distanza o o anche trasmettere supporto, ad esempio.
Il contatto ha quindi il potere di allentare la tensione, ma anche quello di causare un forte disagio se mal utilizzato o concepito.
Non tutti reagiamo nello stesso modo quando si tratta di essere toccati. Alcuni sono felici di farsi salutare calorosamente, altri sono infastiditi anche solo a sentire una mano sulla spalla.
Da cosa dipende questa differenza?

L’Università di Oxford ha intervistato un campione di 1300 persone, tra uomini e donne, per tentare di trovare un indice di toccabilità. A campione, sono stati scelti 5 Paesi: Italia, Finlandia, Regno Unito, Russia, Francia.

In un primo esperimento, ai partecipanti è stato chiesto di definire la quantità e qualità del contatto fisico abituale tra loro e 14 o 15 membri della loro rete sociale, dai famigliari ai colleghi di lavoro, fino alle conoscenze occasionali.

In seguito sono state mostrate loro diverse silhouette umane, davanti e dietro, ognuna corrispondente a una diversa categoria della rete sociale, ed è stato chiesto loro di colorare ogni area del corpo con un colore diverso a seconda di quanto è gradito il contatto in quel punto da parte di quella determinata categoria.

Così i ricercatori hanno ottenuto una sorta di mappatura del contatto fisico relativa ai vari tipi di relazioni.

I risultati non hanno stupito più di tanto. Le mani sono zona franca per parecchii, mentre l’area genitale è riservata ai partner. Anche i fianchi sono un punto delicato, riservato solitamente alle persone con le quali abbiamo un forte legame emotivo. Niente di clamoroso.

Robin Dunbar, uno degli autori dello studio di questo indice, si è detto invece stupito da quanto gli uomini siano risultati restii al contatto in generale, molto più del previsto.

Molti do loro infatti non sopportano nemmeno di essere toccati dietro la nuca da un altro uomo col quale non sono in confidenza, tanto che la zona è stata definita più volte “tabù”.

Un altro dato emerso è che tendiamo a sopportare meglio il contatto con le persone che vediamo spesso, anche se non siamo intimi, mentre la tolleranza si abbassa notevolmente vedendosi meno. Quindi c’è anche umavquestione di frequenza di incontri tra soggetti.

Tra i vari paesi l’italia è risultata incredibilmente poco propensa al contatto fisico rispetto, ad esempio alla Finlandia.

Studi al riguardo sono stati svolti fin dal 1960 quando una ricerca aveva analizzato il comportamento che due buoni amici tenevano davanti a un caffè, nei vari Paesi in giro per il mondo. Nell’arco di un’ora i due amici inglesi non si erano toccati affatto, mentre quelli americani 2 volte. Nello stesso arco di tempo, i francesi si erano toccati 110 volte e i portoricani ben 180, dimostrando come le usanze e l’ambiente in cui si cresce incidano.

Al di là del diritto di ognuno di veder rispettati i propri confini individuali, gli studiosi confermano tutti l’importanza primaria del contatto fisico nel costruire relazioni umane, non solo sentimentali. Il contatto però a mio modo di vedere deve essere empatico e non forzato.

Da studi risulta anche che toccarsi spesso negli sport di squadra aumenta l’empatia tra i membri della squadra migliorando i risultati. Il contatto è fonte di empatia, gentilezza. Col contatto di tranquillizza, si incoraggia. Il tocco è uno strumento prezioso e potente, che per tanto va usato con attenzione. 

L’importante è evitare di farlo, possibilmente, mentre si parla tra conoscenti.

L.D.

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