INCONSAPEVOLE EREDE

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Una lettura leggera, breve, emozionante: si presenta così il romanzo di Mariapaola Perucca, “Inconsapevole erede” edito da Linee Infinite.

Annadele è giovane, con un lavoro che svolge con passione e con impegno, sempre di corsa che, ad un certo punto della sua vita crolla, complice il rapporto di anni con il compagno, giunto al capolinea.

Per tornare in sé necessita di fermarsi, di riflettere, di cambiare aria. Ed è così che da Torino si trasferisce in Emilia-Romagna dalla cugina Bruna.

Qui riuscirà, finalmente, a rilassarsi, a convivere in armonia con il tempo che passa. Si troverà per caso coinvolta in un mistero legato a oggetti appartenuti ai nonni e agli zii e gelosamente custoditi in un baule riposto in soffitta.

Grazie a questo ritrovamento avrà modo di conoscere in modo più approfondito i suoi antenati e per Annadele la ricerca delle sue origini sarà molto importante.

Durante la sua permanenza nel Parmense la ragazza conoscerà alcune signore del posto, amiche della nonna, che l’aiuteranno a venire a capo del mistero. Inoltre conoscerà il giardiniere Paolo. Tutti questi incontri rappresenteranno per lei un nuovo inizio.

Pagina dopo pagina l’autrice ha sollevato notevoli spunti di riflessione. Ad esempio mi è venuto da pensare a quanti di noi avrebbero bisogno di lasciarsi tutto alle spalle per un po’ e di cambiare aria permettendo alla propria mente di rilassarsi, di nascondere i ritmi frenetici che la vita ci impone.

Se ci pensate siamo costantemente di corsa per riuscire a conciliare gli impegni lavorativi con quelli famigliari, non abbiamo un attimo di respiro e la sera, esausti, crolliamo senza esserci concessi qualche istante solo per noi.

Arriva un punto, però, in cui fermarsi e guardarsi dentro diventa d’obbligo, proprio come accade alla protagonista del romanzo.

Conoscere se stessi, la propria identità, le proprie origini, le proprie radici permette di trasformarci in persone migliori. Diventare amici del tempo, vivere la giornata con ritmi diversi, fermarsi, osservare, ascoltarci… sono ottimi regali che dovremmo farci ogni tanto.

L’autrice ha utilizzato vocaboli semplici, diretti e alcune frasi in dialetto che hanno il merito di far “entrare” ancora di più il lettore nella storia.