Imperatoria, un’erba alpina dalle virtù nascoste

0
656

L’IMPERATORIA, MAI SENTITA NOMINARE?

La ricchezza che la natura offre in ambito officinale e fitoterapico è a dir poco immensa. E così ogni zona ha le sue erbe curative, più o meno utili, più o meno efficaci 

Oggi scopriamo l’Imperatoria, nome scientifico: Imperatoria ostruthium o Peucedanum ostruthium.

L’imperatoria è un erba che cresce lungo i viottoli di montagna. La potete trovare su Alpi e Appennini fino ai 2200mslm. E un erba molto aromatica tanto che il suo odore ricorda il sedano o l’angelica. L’imperatoria è diffusa nei terreni silicei, nei prati e nei sentieri. Tra i tanti nomi è anche nota come “erba rena” e “maistranza”, ed è una pianta erbacea perenne, della famiglia delle Apiaceae.

Le proprietà medicinali della sua radice erano note fin dai tempi di Ippocrate che parla di una droga di nome «peukedanòn», che guarisce gli appestati e combatte tutti i veleni.

Sarà vero?

In effetti il nome non è casuale, ha forti proprietà medicamentose, ormai è dimostrato. Nel XVII secolo era molto usata dai fitoterapisti, ma anche dai ciarlatani che la usavano per creare una strana mistura, detta l’Orvietano. Questo intruglio era composto da 54 piante diverse mescolate con miele, oppio, molti oli essenziali e perfino carne di vipera essiccata. Insomma, una sorta di pozione.

Oggi è molto usata anche per aromatizzare alcuni tipi di formaggi. Ma le sue proprietà terapeutiche possono ancora essere sfruttate.

Esteticamente si presenta con un fusto fistoloso di colore verde chiaro cilindrico. Le foglie, più scure rispetto al fusto, sono triangolari e dentellate nella zona inferiore, più piccole ma rigonfie in quella superiore. I fiori sono rosa o bianchi e riuniti in ombrelle. L’imperatoria fiorisce in estate, tra giugno e agosto.

Imperatoria

Parti utilizzabili e proprietà 

DI questa pianta si usano le radici, raccolte in primavera e autunno; le foglie, raccolte in estate, i fiori e i semi, raccolti in autunno. 

Secoli fa le radici venivano tenute in tasca per il mal di denti oppure legate al collo con uno spago per tenere lontano tutti i tipi di malattie.

Una volta la si fumava, sminuzzata insieme al tabacco. È risaputo che Paracelsus portasse sempre con con sé un pezzetto di radice. In Tirolo la bruciavano durante il periodo natalizio per proteggere dalle streghe e da altre disgrazie.

Tanta magia e misticismo dunque, ma per tanto tempo il suo uso come erba medica è caduta in oblio. Ma oggi la scienza moderna ne ha riconosciuto in modo deciso gli effetti stimolanti per la salute.

Il suo sapore pungente è dovuto alla presenza di un suo olio essenziale antibatterico, stimolante delle difese immunitarie e antinfiammatorio.

L’olio essenziale (pinene, limonene, fellandrene) è infatti un elemento dell’Imperatoria, assieme ai tannini, amidi, resine, gomma e una sostanza cumarinica (imperatorina).

In fitoterapia vengono impiegate le foglie appena colte e il rizoma. Vengono fatti essiccare all’ombra in primavera e al sole in autunno. L’imperatoria ha tante virtù terapeutiche riconosciute, che ne fanno una delle cure fitoterapiche più utilizzate.

La pianta ha proprietà:

  • espettoranti;
  • sudorifere;
  • stomachiche;
  • antispastiche;
  • aperitive.

Tali qualità fanno si che l’imperatoria venga utilizzata in modo diffuso contro le punture di insetti, le patologie gastro-intestinali, l’emicrania, il mal di denti e il catarro. 

Preparati ricavati dalla pianta sono stimolanti dell’appetito. Si tratta delle sostanze amare in pratica, che poi stimolano anche la digestione.

L’imperatoria ha anche un’azione antiossidante contro i radicali liberi. Viene poi utilizzata per problemi di stomaco, alle vie respiratorie, stati generali di debolezza e potenziamento delle difese immunitarie e persino come trattamento detox.

L’imperatoria è in realtà da evitare in caso di infiammazioni della mucosa gasto-intestinale e di calcoli renali.

Utilizzo e tintura

Antico è l’uso della tintura, utilizzata nelle aree montane come l’Alto Adige o la Val d’Aosta.

Ad esempio con un pugno di imperatoria fresca, anche essiccata, 1 l di grappa. La pianta viene sminuzzata e messa in un vasetto di vetro. Viene poi ricoperta con l’alcool e lasciata macerare alcune settimane al buio. Infine viene filtrata e imbottigliata per essere applicata sulle zone infiammate più volte al giorno.

Se assunta oralmente, l’imperatoria accellera il metabolismo e guarisce dal raffreddore.

Molto importante l’effetto antibatterico e lenitivo in caso di infiammazioni alla bocca e di gengive sanguinanti. 

Insomma, un altro bel rimedio fornitoci dalla natura. In realtà lo ripetiamo sempre, consultare il proprio medico prima di dare il via a cure fai da te. Ma questa è un’altra storia.

L D.

Loscrivodame benessere 

Fonti

Rimedinaturali.eu

La forza delle erbe, di Irene Hager, Alice Hönigschmid, Astrid Schönweger