Il vincitore è solo di Paulo Coelho, recensione di Antonella Gagliardo

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Il vincitore è solo

 Pablo Coelho 

Bompiani, 2009

445 pp

Recensione di Antonella Gagliardo 

In questo romanzo le storie dei diversi personaggi si intrecciano tra di loro, nell’arco do 24 ore , in un ambientazione spettacolare ; il Festival  di Cannes.

Igor è un milionario russo, che non accetta la perdita della moglie Ewa , pur avendo ottenuto tutto il resto dalla vita .  Per riconquistare il suo amore è disposto a tutto, anche a “ distruggere dei mondi “, come lui usa definire il senso dei messaggi che invia alla moglie.

Ewa, donna bellissima e di classe,  intraprende una relazione nuova con Hamid, un magnate della moda mediorentale, non perché ne sia innamorata ma per sfuggire al precedente matrimonio con Igor, che da sogno , si era rivelato essere un incubo.

Gabriela è un’attrice che, per la  prima  volta, vede realizzarsi il sogno della sua vita , quello di recitare in un film di grande risonanza mondiale.

Javits, è un altro miliardario, che si occupa della distribuzione di film, e che attraversa una profonda crisi esistenziale chiedendo alla gente comune che cosa rappresenti per loro la “ normalita’.

Jasmine è una ragazza bellissima che sfugge da un passato difficile e si rifugia nella carriera di modella, che sarà l’unica cosa in grado di isolarla dai suoi dolori.

Maureen è ragazza volitiva, dotata di spiccata intelligenza , che nel corso di 8 anni ha prodotto un film , “I segreti del sotterraneo “, e che ha la possibilità di poterlo , finalmente , inserire nel mondo del cinema, grazie ad un incontro che potrebbe essere risolutivo, in tal senso.

Savoy è un ambizioso detective criminale, che nel risolvere un importante caso, potrebbe ottenere la svolta tanto ambita nella sua carriera.

Sono tutti a Cannes, ed hanno in comune la determinazione nel dover realizzare un sogno , perché ci credono, perché ne hanno bisogno cosi come si ha bisogno della vita.

La trama del romanzo, che trovo avvincente,  interseca le loro storie con uno stile che però , mi ha molto spesso annoiato, perché prolisso e ripetitivo, perché si perde nelle dinamiche , spesso fredde e calcolate,che stanno dietro al modo del cinema e della moda, allontanandosi in maniera netta dal nucleo del libro che ruota  intorno alla vendetta di Igor per la perdita della moglie.

Mi sono chiesta se fosse  stato davvero Coelho a scrivere questo romanzo , perché non ci ho trovato la profondità che ha contraddistinto i suoi precedenti lavori .

Non lo consiglio perché sono stata più volte sul punto di interrromperlo. Solo la curiosità di vedere come andasse a finire mi ha stimolato nel continuarlo.

Curiosità che poi è rimasta fortemente delusa in un finale che mi ha lasciato perplessa, mio malgrado…