Il velo di Maya

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IL VELO DI MAYA

L’alba, ancora assonnata, ha steso
sul giorno desto il suo sguardo arreso
ad una vita intrecciata e, poi, adagiata
in un ignoto, vago destino.

Sospesa l’anima,
in un distratto presente,
invano cerca di squarciare quel velo,
che annebbia la percezione
di una realtà distorta
dal dolce lento fluire dell’illusione.

Non vede che sogni,
non vuole andare oltre le trasparenze
e le apparenze di una coscienza,
che anela una dionisiaca rivalsa:
saper cogliere l’ebrezza di un volo,
nell’accordato desiderio,
che se ne sta li,
sottomesso ad uno spirito composto,
al senso estraneo dell’esistenza.

Un giorno, però, guarderà oltre,
libererà il pensiero
e dagli angoli di uno spazio,
sul ciglio del tempo di un’emozione,
cavalcherà la sua espressione.

In un trasognato tramonto
contemplerà la propria identità,
e all’alba della vita
approderà all’equilibrio tra sogno e realtà:
al sublime e all’effimero dell’amore,
alla consapevolezza che l’eternità è solo dopo la morte
e che l’immortalità è nella poesia dell’essere.

ANNA CAPPELLA