Il successo sinonimo sempre e solo di ricchezza e guadagno?

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In queste settimane abbiamo parlato dell’importanza della lettura, di quanto il monopolio editoriale spesso mini la nostra libera scelta su cosa leggere e quanto la critica in campo letterario, se non costruttiva, possa mettere in crisi nera “noi” apprendisti scrittori.

Oggi voglio parlare di un tema che non è solamente correlato al mondo della scrittura, ma fa parte della nostra società. Il tanto sognato e temuto “successo”.
“Temuto?” mi direte. Oh sì, spesso il successo non ci sfiora; non tanto perché non abbiamo le capacità per raggiungerlo, bensì per il nostro timore di metterci in gioco, sfidare il mondo, modificando conseguentemente il “nostro”, portandoci al cambiamento… Perché, sia molto chiaro: “Se si vuole avere qualcosa che non si ha mai avuto, occorre essere disposti a fare qualcosa che non si è mai fatto…”

E per ottenere successo, il prezzo da pagare è sempre elevato! Sacrifici, umiliazioni, delusioni, cadute su cadute saranno frequenti nella scalata, ma le salite finiscono, prima o poi, se si continua a camminare… Il segreto della riuscita è nella perseveranza.
Chi di noi non vorrebbe essere un uomo o una donna di successo?
Chi in questo momento sta pensando: “Ah, no, io no di certo! Mi basta quello che ho!” Credo che in cuor suo tenti solo di reprimere delusioni ed esperienze che non lo hanno condotto alla meta da lui stabilita o, in altri casi, solo l’idea di fallire inibisce ogni suo possibile tentativo, tanto da accontentarsi. Fallire e Accontentarsi sono parole terribili che ci torturano. Usate spesso a sproposito, in certi casi diventano la scusa più gettonata per non tentare… Posso accontentarmi di quello che ho! (Certo che puoi, ma è quello che davvero vuoi?) E se fallisco? (Bene, e se non fallivi?)

Mi devo appuntare questo mio concetto e studiarmelo a memoria, visto che nella mia esperienza di vita il fallimento e l’accontentarsi sono sempre stati gettonatissimi nella mia capoccia.
Dunque, tornando a noi, la natura umana è curiosa, ama modificarsi, si adatta! “E chi non si adatta è fregato!” avrebbe detto Darwin (in modo più professionale però…) Nei secoli abbiamo avuto esempi lampanti sulle migliorie del genere umano. Le grandi innovazioni sono sempre state realizzate da uomini che ambivano al successo, sicuri che avrebbero realizzato quel progetto, quella scoperta, quel viaggio, ecc. (Fiducia in se stessi, batte fallimento e accontentarsi).
È nella natura umana voler vincere determinate sfide! La necessità di sentirsi appagati. Il successo sembrerebbe avere questo potere! Ognuno di noi vede il successo in modo del tutto personale, alcuni pensano che sia avere una bella casa, una bella famiglia, l’ultimo modello di macchina e tanti soldi in banca, una posizione sociale elevata, essere stimati ecc.

Altri lo vivono come una realizzazione della propria indipendenza, poter viaggiare, sentirsi liberi di fare tutto o quasi si voglia, per altri ancora il successo consiste nell’ oltrepassare i limiti fisici, raggiungere le più alte vette! Vincere le Olimpiadi ad esempio. Ma il successo è anche sconfiggere una malattia, far funzionare un matrimonio, essere dei buoni genitori, riuscire a far crescere la propria attività. Nel campo artistico per molti il successo è realizzarsi concretamente diventando scrittori di fama mondiale, attori da Oscar, artisti, musicisti, pittori super pagati!
Mia Martini diceva: avere successo non è una scommessa con il mondo. Una rivendicazione personale. Avere successo è riuscire a far giungere agli altri qualcosa, un’emozione, un pensiero, un discorso.”

Ma se il successo fosse quello di far giungere un’emozione con uno scritto, una canzone, un quadro, un dolce appena sfornato o qualsiasi tipo di azione nata dal proprio mestiere, perché non ci basta? Perché non placa quella sensazione di frustrazione che molti di noi avvertono nel dare, senza tra virgolette ricevere? Insomma la parola successo è sempre unita alla parola guadagno, se c’è n’è una, c’è anche l’altra, ma perché deve essere definito un uomo di successo solo chi guadagna?
Forse perché fin da piccini ci hanno insegnato che le persone di successo sono ricche, guadagnano! Il denaro è il premio? In fondo la cultura occidentale è questa! Nella nostra educazione il denaro rimane appagamento, potenza e soprattutto libertà! Rimane la forma di successo più elevata: se ti pagano, allora hai successo!
Premettendo che arricchirsi non è sbagliato, ma non dovrebbe suddividere gli uomini in uomini di successo e non!

Sarebbe bello si rivoluzionasse il significato di questa parola e ognuno di noi, anche con le tasche vuote, guardandosi allo specchio, si sentisse un uomo o una donna di successo.
E questo che vorrei passasse oggi a chi mi sta leggendo: nonostante le difficoltà che tutti noi stiamo vivendo nel quotidiano, non accontentiamoci! Non temiamo il fallimento! Perché il vero successo rimane saper sorridere anche nelle avversità e rialzarsi.

Alla prossima.
Monica Pasero